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’ “ ” ( ) la pari ’ , a ottobre !
Poliambulatorio, signori fermi tutti!
Potrà sembrare impossibile da credere ma ancora una volta la realtà della cieca burocrazia ha superato ogni fantasia, stavolta di banale tipologia contrattuale.
Tutte le notizie odierne partono da lontano, vale a dire dalla sottoscrizione del contratto di affitto che da sempre legano i locali della Curia di piazza del Comune a scopo sanitario.

E si concretizzano nella incredibile news che vuole l’accordo esennale di affitto degli spazi adibiti a Poliambulatorio, accordo in essere tra l‘Istituto diocesano per il sostentamento del clero dell’Arcidiocesi di Ancona e l’Asur Marche, appena pacificamente rinnovato, in automatico, lo scorso mese di ottobre!
Incredibile ma molto vero.
In forza di questo “particolare”, molte le conseguenze, per lo più esclusivamente a danno delle nostre tasche, che gli strapagati funzionari pubblici hanno bellamente ignorato, rimediando figure barbine alla stregua di dilettanti al primo incarico.
Non essendosi l’azienda sanitaria avvalsa della volontà di recedere da detto contratto – decisione da notificare alla controparte entro un preavviso minimo di sei mesi (aprile 2022) dalla data di scadenza o automatico rinnovo (ottobre 2022) – ne discende che allo stato il contratto risulta tacitamente rinnovato per il prossimo periodo sessennale, leggasi scadenza ottobre 2028!
Seconda conseguenza: sarebbe a dir poco auspicabile che l’Asur, che nel frattempo ha chiuso l’iter burocratico di assegnazione del bando per la nuova struttura di San Biagio, non pensi sul serio di dar corso, in contemporanea, al pagamento, con soldi nostri, di due affitti invece che uno!
Ovvero aggiungere al già cospicuo prezzo di locazione – un milione e mezzo di euro in sei anni, pattuito con la società osimana “Promozioni immobiliari srl”, amministrata dal fabrianese Gabriele CAPALTI, socio unico – anche il peso della penale certamente reclamata, nel caso, dalla Curia vescovile.
Quanto? 8.500 euro mal contati per le 72 mensilità del sessennio appena iniziato ad ottobre ‘22, fanno pur sempre oltre 600.000 euro. Ciascuno faccia il proprio prezzo giusto per transare la possibile buona uscita; riteniamo che a queste condizioni qualunque cifra vogliasi considerare, visto il regalo offerto, sia da considerare sempre troppo alta.
Non foss’altro per la leggerezza e l’allegria dimostrata nel maneggiare i soldi dei poveri (ed inconsapevoli) marchigiani.

Eppure proprio una conseguenza negativa di tal segno parrebbe inevitabile. La società osimana, interpellata ieri mattina quando la notizia del contratto in essere appena rinnovato non era ancora esplosa in Redazione, parrebbe comodamente in grado di consegnare i circa 3.000 metri quadrati di superficie, al 43 di via di Ancona, allo stato ancora grezza, entro il prossimo trimestre; diciamo Pasqua ‘23 per stare larghi con le previsioni. E dunque di potersi avvalere della regolarità assicurata in calce dalla determina dirigenziale 832 del 30 novembre, a firma Nadia STORTI (neo Direttore generale Asur Marche); documento da trasformare, anch’esso, in regolare contratto di locazione esennale… come recita il documento “rinnovabile per il medesimo periodo”.
Il bello dell’intera operazione è che tutto questo accade mentre la città e gli osimani (e non solo) discutono su cosa sia meglio e più opportuno farsi.
Non di meno la politica, divisa tra Pd e cespugli soci (fermamente contrari e già alla annunciata caccia di firme nei prossimi mercatini natalizi) e il resto della politica Civica e di Centro-Destra, vagamente favorevole allo spostamento, sia pur con i necessari distinguo.
Un confronto serratissimo sul futuro del Poliambulatorio che, però, alla luce dello scoop odierno pare apprestarsi a trasformare in carta straccia, in inutili dichiarazioni di intenti, in futuribili prese di posizione.
Ora, semmai, se la politica avrà interesse a chiarire, ci sarà da comprendere come mai a fior di Dirigenti (nominiamo solo coloro esposti dalla firma sulla determina dirigenziale e prima ancora sul procedimento che ha portato al bando vinto da Gabriele CAPALTI) non sia sorto il banale dubbio, in mesi e mesi di iter burocratico, di verificare… controllare banalmente lo stato dell’arte del precedente contratto con la Curia.
Domande facili che Destra, Sinistra e Centro dovrebbero porre, destinate alla capacità di fantasia, in primis, del già ricordato neo nominato Direttore generale di Asur Marche Nadia STORTI, passando per il Direttore amministrativo Asur Pierluigi GIGLIUCCI e il non meno importante Direttore sanitario Asur Remo APPIGNANESI.
Qualcosa da raccontare ai cittadini paganti, infine, riteniamo lo abbiano anche i firmatari del procedimento istruttorio, vale a dire l’ingegnere responsabile Francesco ROSSETTI, un altro ingegnere – Claudio TITTARELLI – Direttore sottoscrittore del documento, siglato anche dal dirigente amministrativo per il controllo Maria Letizia PARIS.
Come mai a nessuno di questi sei scrupolosi funzionari – affrontando la questione di servizi sanitari, già ospitati in locali in affitto e da trasferire in altri locali in affitto – è sorto il minimo dubbio di star ben lavorando, come sempre nel nostro esclusivo interesse?
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