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Si è dimesso Roberto MANCINI da Commissario tecnico della Nazionale. Peccato che la decisione opportuna arrivi in ritardo di quasi un anno e non già un secondo dopo essersi fatto buttar fuori, ignobilmente, nello spareggio casalingo con la Macedonia… non intera ma persino del Nord, per il secondo quadriennio mundial consecutivo!!!

Purtroppo le dimissioni a scoppio ritardato da CT non sembrano essere arrivate con l’accompagno del Presidente Gabriele GRAVINA che con MANCINI e più di MANCINI porterà per sempre – al pari del fu TAVECCHIO e del fu, sportivamente parlando, VENTURA – il disonore sportivo della doppia, consecutiva, esclusione della Nazione che fu, calcisticamente, la più importante al mondo.
Urge da anni rifondare il calcio italiano (a partire dal settore giovanile e dall’impiego in campo di molti meno stranieri) e urge contare molto più nella stanza dei bottoni dove, contando l’Italia sempre meno, ogni anno si varano regole nuove e assurde che col Calcio e con le attitudini dei calciatori italiani verso questo sport, hanno a che fare ogni giorno di meno.
A casa Roberto MANCINI è comunque giù qualcosa. Ne prenda atto, localmente, anche la Regione Marche che, con scelte azzardate ha riempito lo jesino di ulteriori palate di milioni, affidandogli l’immagine (perdente) della nostra fantastica ma sfortunata regione.
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