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Da legittimo vincitore delle primarie per candidarsi a Sindaco ad illegittimo nuovo leader del movimento civico.
A distanza di circa 40 giorni dalle politicamente drammatiche date del 10 e 17 luglio ’23 – assemblee del lunedì che hanno registrato prima lo storico annuncio di addio di Dino LATINI alla propria creatura politica ed infine l’annuncio di tornare in prima linea come, candidato a Sindaco, a capo unicamente del gruppo dirigente rimasto fedele – cominciano ad essere più chiari i contorni dell’intera operazione.
In attesa di registrare la decisiva opinione dei fatti, maturata nell’animo dell’ingegner Sandro ANTONELLI (verifica che alla ripresa di settembre sottoporremo direttamente all’interessato), le immancabili voci di corridoio – mai smentite – stanno alimentando l’idea del tradimento, prendendo la forma in un colpo di mano, tentato dal vincitore delle primarie, di impossessarsi, con la candidatura a Sindaco, anche della linea strategica civica.
Non per nulla, conoscendo l’importanza degli argomenti trattati e la natura ballerina, ovvero aperta ad ogni possibilità, dei soggetti protagonisti in causa, avevamo per tempo anticipato ai Civici la presenza del blog ad entrambe le serate, proprio per vedere e ascoltare di persona, senza avvalersi dei soliti, sin troppo informati ma forse stavolta non esattamente sereni, amici.
Richiesta, doppia, respinta. Con perdite.
Poco male. OSIMO OGGI, nei decenni ha dimostrato di avere occhi per vedere e orecchi per ascoltare, persino in stereofonia, senza dover essere necessariamente presente ai tavoli di discussione.
Sappiamo sin troppo bene, però, che l’aver tramato per trasformare una adunata pubblica, addirittura civica, in un qualcosa di segreto – tipo convention carbonara – può aiutare a confondere le acque, prendere tempo, illudersi che OSIMO OGGI non l’abbia, come sempre, raccontata per filo e per segno, giusta.

Dunque, in attesa dei prossimi giorni e ascoltare le rispettive ricostruzioni, di ANTONELLI e LATINI, dei diretti interessati, non ci resta che ribadire quanto a noi noto e attentamente verificato.
In pratica LATINI – da sempre contrario a dividere il movimento in tante sottocorrenti, favorite dalla discesa in campo di ben tre diversi candidati a Sindaco – avrebbe alla fine accettato il verdetto delle urne (seppur discutibile nel voto di Campocavallo che ha indirizzato l’esito attraverso la partecipazione alle primarie di soggetti non esattamente riconducibili all’idea civica da sottoporre a giudizio) a patto di non vedersi defraudato anche del ruolo di leader.
ANTONELLI e i suoi aficionados, peraltro una minoranza, avrebbero così iniziato a propalare ad arte la voce di un LATINI “vecchio e superato”, pronto per la pensione politica in favore del cosiddetto nuovo – che nuovo non è – che avanza.
Una strategia, quella di avallare il fatto compiuto, che invece di agevolare la leader ship di ANTONELLI verso il 9 giugno, lo ha nei fatti seriamente danneggiato, al punto di far montare nel politico fondatore del fenomeno civico – 35 anni fa – un sentimento prima di rivalsa ed infine di sfida.
Ottenendo ANTONELLI la candidatura, non prevista, di LATINI all’appuntamento del 9 giugno 2024, mossa probabilmente benedetta (89-90%) dal Centro-Destra regionale.
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