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“La cena di Natale, organizzata venerdì 16 dicembre dal Pd osimano (e cespugli politici) presso il centro cottura della Asso, a San Biagio? Normale attività aziendale, rientrante negli obiettivi statutari che l’azienda speciale si è data sin dalla costituzione”, parola e musica a cura del neo Direttore Asso, l’osimano Simone MOSCA, che ulteriormente precisa e rincara:
“Mi risulta che la cena in questione non sia stato l’unico episodio conviviale ospitato presso l’ex Lanterna Blu. La settimana precedente si è svolta un’analoga situazione di cui ha beneficiato, come da Statuto, una associazione osimana dedita all’assistenza di portatori di handicap”.
Insomma secondo l’amministratore dell’azienda speciale la serata pre natalizia del 16 dicembre si sarebbe svolta come tutte le altre e come sempre; nulla da nascondere o da far gridare allo scandalo. Banale ordinaria amministrazione, come Statuto detta.

In effetti, andando a verificare il dettato statutario, all’articolo 3, comma A, si legge che costituisce oggetto dell’azienda la gestione dei servizi socio-assistenziali, estesi ai servizi socio-educativi rivolti ai minori.
Detto più chiaramente Asso persegue – tra gli altri – tutti quei interventi mirati alla promozione, al mantenimento e al recupero del benessere, nonché al soddisfacimento delle esigenze fondamentali della vita dei cittadini di Osimo.
Intendendo per cittadini di Osimo non l’intera clientela teorica (ovvero la platea vasta di 35.000 possibili assistiti) ma piuttosto coloro, svantaggiati, che di tali servizi – socio-assistenziali o socio-educativi – normalmente fruiscono.
La spiegazione offerta da Simone MOSCA non fa una grinza e lo Statuto Asso, in effetti, è li a confermare la liceità formale dell’operazione “cena di Natale” targata Partito democratico.
Non fosse per un particolare a cui il nuovo Direttore amministrativo non è riuscito a rispondere, oberato come è stato, per le intere giornate di martedì e mercoledì, da impegni, riunioni e incontri tra i più gravosi e logoranti possibili.
Da quando, infatti, il Pd risulta affiliato allo speciale Albo comunale delle libere forme associative?
A siffatto elenco speciale, istituito dal Comune di Osimo e aggiornato al 19 ottobre 2022, risultano ad oggi iscritte ben 110 associazioni, tutte aventi diritto, per il solo esistere, ad usufruire del servizio mensa proposto dalla Asso a fini statutari.
Abbiamo iscritte ad Osimo ben 30 forme associative ricomprese nell’area culturale-ricreativa, 4 nel settore ambiente, territorio e beni culturali, 29 ne ritroviamo nell’area sociale e volontariato e ben 47 a valere sullo sport e il tempo libero.

Nessuna traccia di Partito Democratico e affini, associazione in quanto politica, giustamente da non iscrivere in nessun ambito previsto e possibile delle libere forme associative possibili no profit.
Resta in piedi, dunque, l’interrogativo di come si sia reso possibile un simile “equivoco”, oltretutto a vantaggio non di un partito qualsiasi ma di quel Pd che, al momento, detiene l’Amministrazione e la guida della città.
Anche le forme utilizzate, da Pd e da Asso, ovvero di celare il tutto del 16 dicembre attraverso il passa parola evitando richieste, delibere e quant’altro, lascia molto pensare l’opinione pubblica sull’esistenza, in città, di almeno due misure: una per i fessi, i poveri e le minoranze e un’altra, di segno opposto, per i furbi, i meno bisognosi, gli amici degli amici.
Sullo sfondo, infine, resta anche un’ombra importante, stavolta di natura economico-finanziaria: il personale Asso utilizzato in cucina e per portare a tavola la cena di Natale a circa 35 persone, oltre ai costi vivi di quanto divorato dai 35 piddini a cena, figurerà a bilancio come? Regolarmente e con tanto di straordinari in busta paga per il personale utilizzato per il lavoro extra o in nero per vie brevi, stile aumme aumme?
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