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Perso per incapacità il finanziamento del Ministero dei Trasporti (circa 2 milioni e mezzo di euro) per realizzare la “bretella” di un chilometro tra via di Ancona verso la Sbrozzola e il nuovo Ospedale… tutta Osimo è curiosa di conoscere, tra le colpe ammesse da PUGNALONI e la tempistica di concessione del finanziamento dettata dallo Stato, da quale parte penderà il Tar.
Onestamente crediamo che tanta attesa, dopo il primo round a vuoto disputatosi il 12 ottobre, non sia meritevole del tempo speso e perso dai cittadini per capirci qualcosa.
E’ pacifico, infatti – al di la delle colpe gravi commesse dall’Amministrazione PUGNALONI, incapace di arrivare ad un progetto esecutivo dei lavori anche nei tempi larghi, oltre due anni, richiesti dallo Stato – che la bretella si farà, PUGNALONI o non PUGNALONI.
Troppo importante per la Regione Marche il tratto di strada di circa un chilometro e duecento metri, dritti per dritti e di interesse interprovinciale – in vista anche del completamento della strada di bordo che collegherà il Maceratese ad Ancona e al nuovo ospedale dell’Aspio, saltando quasi completamente il traffico cittadino di Osimo – per non suggerire al Governo MELONI di reperire da qualche altra parte i milioni persi per insipienza politica.
Mal governo di una Amministrazione, quella di Simone PUGNALONI, destinata ad essere ricordata dagli Osimani come eternamente sbruffona, quando anche persino arrogante, oltre che con i deboli, anche con Regione e Ministero dei Trasporti!
L’altra certezza in ballo è quella del 9 giugno 2024 in rapido arrivo; data che segnerà per sempre la fine di dieci anni e del suo capo vissuti politicamente alla spericolata, eternamente impegnato a premiare i fedeli valvassori e punire incessantemente i servi della gleba non ancora allineati al credo Pugnaloniano; ovvero che si possa gestire in eterno (o almeno molto spesso) come rimane più comodo, in barba ad ogni regola.
Ecco perché non saremmo sorpresi se nei prossimi giorni nessuno, dalla Regione Marche, dovesse cercare un accordo extra giudiziale con il Comune di Osimo, come disperatamente il Tar ha consigliato di fare rinviando il processo all’udienza del 26 ottobre.
Da quando in qua il pesce grosso, invece di fare un solo boccone delle manie osimane, scende a patti col pesciolino riottoso? Oltretutto non si comprende davvero a quale “pena” un qualsiasi giudice amministrativo potrebbe punire un qualsivoglia funzionario regionale, capace di dimostrare, documenti alla mano, di aver abbondantemente rispettato la legge.
Perché, questo il lato comico della vicenda (non fossero per le spese di costituzione a giudizio sulle spalle di tutte le famiglie osimane) PUGNALONI e l’intera Amministrazione sa benissimo di essere non difendibile e in torto, al limite del marcio.
Fu un lontano 30 agosto dell’anno di grazia 2020, in pieno Covid, quando il Comune venne investito dalla Regione di giungere all’aggiudicazione dei lavori entro il termine ultimo del 31 dicembre 2021, giusto 16 mesi per un banale chilometro di strada, dritta, tutta dritta, terribilmente dritta; progetto di difficoltà zero anche per un qualsiasi professionista al primo incarico.
Ma nulla da fare. In sedici mesi, oltretutto di calma piatta da Covid, PUGNALONI e la sua allegra band non trovarono lo spazio sufficiente per centrare il pallino; da questo primo fallimento partì l’esigenza indifferibile di chiedere al Ministero, attraverso la Regione, Ente attuatore, una prima proroga. Concessa ma con paletti.
Il progetto dei lavori, per essere finanziato con i soldi a fondo perduto del Ministero, dovrà essere affidato entro il termine del 31 dicembre 2022 e la strada realizzata entro il 2025.
Tutto bene? Errore! Neanche usufruendo di altri dodici mesi di tempo in più, PUGNALONI si è dimostrato affidabile e, nonostante gli avvisi della scadenza in arrivo che Monica BORDONI ha portato puntualmente in Consiglio per spronare PUGNALONI a fare il Sindaco… nulla è stato ottenuto.
Il 31 dicembre 2022 è così scorso inutilmente, esattamente come il 31 dicembre 2021!

Cosa avrebbe gradito infatti PUGNALONI? Un ‘altro anno ancora, vale a dire il 31 dicembre 2023 in arrivo, certo di riuscire, buona grazia, nell’epico appalto.
Purtroppo da Ancona stavolta hanno risposto picche. Espletata per pura cortesia una formale telefonata a Roma per rendersi conto dello stato delle cose, in Regione questa volta si sono mostrati indisponibili a supplicare a Roma l’ennesimo cronoprogramma per Osimo.
Da qui la bella pensata di PUGNALONI di portare la Regione e il Ministero, con i soldi dei cittadini, sul banco degli “imputati” amministrativi, colpevoli di non voler chiedere proroghe (Regione) e nel caso di non volerle concedere (Ministero Trasporti).
Peccato perché, dopo tanto patire, dopo 29 mesi sarebbe stata la volta buona! Almeno così ha giurato PUGNALONI sabato mattina in una sorta di conferenza stampa… senza stampa.
“Siamo certi di poter rispettare il termine ultimo del 2025 per l’esecuzione dei lavori. Abbiamo la progettazione esecutiva che ci verrà consegnata entro novembre; contiamo di fare la gara di aggiudicazione entro l’anno e di partire con i lavori con l’arrivo della primavera”.
Insomma è certo che la prima pietra verrà posta in tempo utile per essere super fotografata e inviata nelle case degli Osimani qualche settimana prima dell’appuntamento in cabina, tanto per cambiare.
E allora affidiamoci ancora al PUGNALONI-pensiero: “Si tratta solo di prorogare l’iter della pratica di un anno…”. Che sarà mai?
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