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DOPO 5 MESI DI NULLA, FINALMENTE PIRANI HA TOLTO IL DISTURBO
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PIRANI ufficiosamente dimissionario ma ufficialmente in vacanza.
Per i prossimi 20 giorni, calendario alla mano ovvero sino al prossimo 5 dicembre – così detta la procedura di crisi – la vice BORDONI innalzata per legge a funzioni di Sindaco.
In effetti la notizia dell’addio da parte di PIRANI (parrebbe confermato, anche se in queste ore l’interessato non risponde al cellulare) alla comoda poltrona di Sindaco, ha preso a rincorrersi sin dalla tarda serata di ieri.

Un addio, parrebbe, perfezionato nelle intenzioni in nottata, con la conferma, seppur limitata agli addetti ai lavori, che il Sindaco davvero voglia chiudere una esperienza amministrativa mai nata regalando alla città e agli osimani la possibilità di tornare al voto in primavera e di poter tornare ad esprimersi in serenità; come liberata dal peso di un personaggio, Francesco PIRANI, rivelatosi inconcludente e davvero troppo pieno di se.
Affinchè tutto questo si tramuti in splendida realtà e gli osimani, di Destra, Centro e Sinistra, possano eleggere la data del 14 novembre 2024 a simbolo di un clamoroso pericolo scampato, occorrerà che alle parole Francesco PIRANI domani faccia seguire i fatti (pratica in cui il Sindaco si è sin qui dimostrato gravemente impreparato), ovvero si rechi in ufficio Protocollo, in orario aperto al pubblico 8(.30-12.30), allungando all’impiegato di turno il documento di recesso, firmato in calce, da notificare al Presidente del Consiglio Stefano SIMONICINI e per conoscenza al resto della Sala Gialla.

Simile atto, affidato al click di una pec, pare non essere stato ancora codificato dalla procedura (e quindi non possibile) per cui ci sentiremmo di escludere che PIRANI possa figurare, sin d’ora, nella posizione intermedia di Sindaco dimissionario di Osimo.
Solo da quel momento scatterà il conto alla rovescia che, all’alba del 5 dicembre, porterà all’insediamento del primo Commissario prefettizio, in 80 anni, per il disbrigo dell’ordinario e l’indizione di nuove elezioni Comunali, ravvicinate, in una domenica di primavera da scegliersi, da parte del Governo, tra un week-end di aprile, maggio o giugno.
Stando alla cronaca, desunta da decine di occhi e orecchie interessate, parrebbe che la mattinata, dopo una nottata trascorsa in bianco a sfogliare i petali della margherita “mi dimetto, no non mi dimetto, mi dimetto? Ma si, mi dimetto…), si sia avviata con la decisione giusta da preannunciare, per bon ton istituzionale, al Prefetto di Ancona Saverio ORDINE.

L’incontro in Prefettura parrebbe esserci stato davvero e si sarebbe protratto oltre lo spazio istituzionale dedicato a simili eventi, anche per consentire al Prefetto di dar modo, più all’uomo PIRANI che al politico, ormai ex, di sfogare le ragioni del proprio fallimento.
Fallimento che anche davanti al rappresentante di Governo, per quel che vale, cioè nulla, PIRANI ha gettato sugli altri, senza un minimo di mea culpa e autocritica per i troppi comportamenti spericolati assunti battezzando l’asse-politico sul pilastro perdente di ANTONELLI, anziché ancorarlo ai 5.000 voti portati in dote da LATINI e company.
Addirittura, al riguardo, anche il Prefetto pare abbia dovuto sorbirsi il seguente teorema, indimostrato: “Il mio errore, Eccellenza? Essermi fidato di ACQUAROLI e aver ceduto all’idea di poter fare fronte Comune con Dino LATINI, si signor Prefetto, lo stesso con cui, nel 2011, ebbi uno scambio di emozioni ravvicinate che coincise con un altro mio addio… “.
Per arrivare a concludere: “Vede Eccellenza, avessi fatto di testa mia (ma come… fino a marzo PIRANI era dimenticato da tutti – e in particolare dalla politica – in quel di Senigallia) mi sarei tenuto alla larga da LATINI e avrei ottenuto molti più voti (!!!). Ah potessi tornare indietro…”.

Per fortuna di Osimo, Francesco PIRANI può invece guardare solo avanti e alla sua fine politica; fine vaticinata da questo Direttore sin dal 24 giugno… quando era ormai, almeno a chi ci capisce, chiaro che gli osimani avevano ben poco da festeggiare, avendo PIRANI chiesto e ottenuto il voto in cambio dell’annuncio di un pastrocchio istituzionale come raramente, anzi mai visto ad Osimo.
Se ne andrà, domani mattina, per sempre, un uomo cocciuto, pieno di se, dalle idee bislacche, lontano mille miglia dal mandato che i cittadini gli avrebbero, ciò nonostante, volentieri affidato se si fosse limitato a redigere le note di capo condominio…. Senza illudersi di capirci qualcosa o più di tanto.
Un uomo che di fronte ad una curva pericolosa o ad un muro di cemento armato ha sempre preferito, anziché affrontarlo con circospezione, accelerare al massimo il giro del motore, finendo ogni volta a leccarsi le ferite di una maggioranza mai nata, sacrificata sull’altare dell’orgoglio, della rivincita, della considerazione degli altri pari a zero.
Addio PIRANI. La città nel leccarsi le ferite, si appresta a festeggiare amaramente. Nessuno ti rimpiangerà.
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