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E’ rimasto schiacciato tra il terreno e il finestrino posteriore sinistro il piccolo Massimo BASILE, 5 anni.
Una fine orribile, seguita al fuoristrada dell’utilitaria Hyundai condotta dalla madre Stella ABBENE, 32 anni, di ritorno a Castelfidardo.
Ieri sera la donna – sposata, madre di due figli, nata a Bologna ma residente nella città Fisarmonica – stava rientrando a casa, attorno le 22.
L’inevitabile si è materializzato sulla provinciale, oltrepassato Campocavallo e prima della rotatoria della Fisarmonica in zona Gatto Nero.

Per cause in corso di accertamento da parte dei Carabinieri di Castelfidardo, l’auto coreana condotta dalla donna e con a bordo, seduti nel sedile posteriore, i due figli di 10 e 5 anni, è uscita di strada sulla propria destra, ribaltandosi all’altezza di un vivaio.
Nella carambola incontrollata, il destino ha preteso la vita del piccolo Massimo, 5 anni, seduto con il fratello maggiore sul sedile posteriore, purtroppo senza essere alloggiato nel sedile di sicurezza per bambini.
Proprio il fatto di non essere ancorato allo speciale seggiolino, previsto dal Codice stradale per i bambini sotto i 12 anni e comunque sotto il metro e mezzo di altezza, ha purtroppo causato la fuoriuscita parziale del corpicino, verso l’esterno, rompendo il cristallo, purtroppo proprio nel momento in cui l’auto toccava terra nel lato della piccola vittima.
Estremamente pietosa l’immagine del fuoristrada ai primi soccorritori, la famiglia SAMPAOLESI, del posto, richiamata dal boato nella notte.

Il ragazzino più grande gridava aiuto battendo con le mani contro il lunotto posteriore, libero dall’impatto. E’ servito il colpo deciso di martello, sferrato da un terzo soccorritore, per infrangere il vetro e liberare il ragazzino dall’abitacolo
Anche la mamma è stata aiutata ad uscire dall’auto, a fatica, dal lato opposto, senza danni apparenti; nè per lei, né per il figlio più grande.
Purtroppo, il silenzio della notte, prima ancora dell’arrivo di Carabinieri, Vigili del Fuoco e ambulanze, si è rotto dalle grida lancinanti della donna, alla ricerca di Massimo.
Grida trasformate in pianto non appena ci si è resi conto che il bambino aveva purtroppo conosciuto una morte orribile. E che più nulla poteva essere fatto.
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