, , ?

. . ̀ , , , , ’
Già il nome scelto – Robur family – non era granchè e ricordava, più che una esperienza di sport (vedi il ricorso al marchio Robur) quella di un supermercato di seconde scelte (family).
Ma anche l’altra esperienza alternativa – Robur Auximum – sembrava fatta apposta per legarsi ad un fallimento sportivo, con i pochi tifosi costretti a scandire, sempre e solo in latino, il nomignolo Au-xi-mum, Au-xi-mum; per quanto illustre.
Sarà un caso ma entrambe le esperienze sportive, nate attorno al 2013 in aperto antagonismo con la Robur basket e di fatto alternative al marchio cestistico cittadino persino negli anni più bui della mancata iscrizione agonistica, rischiano di fare, insieme, al termine di un’annata terribile come poche per la palla a spicchi osimana, la stessa fine, senza gloria, che potrebbe ritoccare alla Robur, schifata anche in B dal sistema politico, economico ed imprenditoriale della città.
Sia il club della contessina Alessandra GALLO che la società della borghese Fabiola RAMAZZOTTI, entrambe con PUGNALONI nel cuore, sono reduci da due stagioni negative sul piano sportivo; tanto e tali da costituire un interrogativo grosso come un macigno circa l’utilità, mantenendo in vita i rispettivi club, di rendersi “alternativi. Ma alternativi a chi, nell’anno oltretutto, in cui la Robur rischia di chiudere nuovamente i battenti?
Chiusa la stagione la Family col solito piazzamento nell’ultimo campionato di interesse – la serie D – e mancato la promozione nella nuova C unica (la Auximum), entrambe le Presidentesse meditano seriamente il da farsi.

Compresa l’ipotesi, non ultima, di azzerare le rispettive esperienze; stando bene attente, nel caso, che nessun ragazzo possa essere tentato, emigrando su altri parquet, a firmare per l’odiata Robur. Che però, come detto, rischia di fare la stessa fine, sia pur per motivi opposti.
In questo gran caos a rimetterci, pare evidente, è il solo movimento sportivo legato alla pallacanestro, da sempre secondo sport cittadino dopo la secolare U.S. Osimana.
64 anni di storia, per molti decenni anche decisamente gloriosa, destinata ad essere, nella ipotesi migliore, almeno accantonata.
Resta ad Osimo, per quanti saranno comunque affascinati dal basket e dalla magia di infilare il pallone nel canestro, il solo centro mini basket portato avanti, con solerzia, da quel BIANCONI che, nonostante un calendario impietoso continua ad impegnarsi per lo sport come negli anni belli in cui figurava come Assessore… alla Pallacanestro!
Lunga vita al professor BIANCONI ma certo Osimo e una tradizione antica meriterebbero ben altre attenzioni ed energie espresse rispetto ad una città dimentica quando non addirittura astiosa.
Diciamo bene signor Sindaco?
Cosa ne pensi?
Partecipa alla discussione. Il tuo commento sarà revisionato dalla redazione.
Potrebbe interessarti

IL PD IRONIZZA SUL "CANDIDATO STRANO" MA A SVENTARE IL "DAJE COCCA" DELLA BORA E' TOCCATO AL CENTRO-DESTRA!
Leggi articolo
"OSIMO SIA UN MONITO, NON UNO SPAURACCHIO", LATINI RIVENDICA L'IDENTITA' CIVICA
Leggi articolo
LA "PECORA NERA" SALVERA' LA FACCIA AL CENTRO-DESTRA?
Leggi articolo
CICCIOLI E LA "DITTATURA DEL PALLOTTOLIERE": SE LA POLITICA DIVENTA UN CONCORSO A PREMI
Leggi articoloResta aggiornato via Email
Ricevi le ultime notizie direttamente nella tua casella email. È gratuito e sicuro.
Resta aggiornato su WhatsApp
Ricevi le ultime notizie direttamente sul tuo cellulare. Niente spam, solo news importanti.