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Regalati da Astea, a tutti i non aventi diritto, purchè residenti dell’hotel House e intestatari di utenze per luce e gas, contributi da 100 a 400 euro ciascuno. A costoro, una autentica piccola folla, oltre un migliaio di bonus idrici!
Come? Non in detrazione in bolletta per il servizio, come sarebbe logico (non figurando più, da tempo, quali clienti di Astea, causa morosità cronica) ma sotto forma di comodi assegni circolari di contributo sociale.
Il tutto per importi variabili (ancora da stimare complessivamente ma sembra assai vicini ai 300.000 euro) riconducibili ad una scala di valore ricompresa tra i 100 e i 400 euro ricordati per ciascun mancato pagatore!
Si avete ben compreso. Costoro, negli anni, hanno usufruito del servizio, non hanno mai corrisposto un solo centesimo, hanno subito in massa il distacco dal servizio… ma oggi si vedono premiati dallo Stato per il loro comportamento esemplare, diremmo da copiare!
Accade nella pazza Italia dei nostri giorni e segnatamente ad Osimo, in via Guazzatore, sede operativa Astea.
E’ quanto ha scoperto, sobbalzando dalla sedia, la Consigliera comunale Monica BORDONI nell’apprendere, grazie all’accesso agli atti, che ogni utenza del maxi condominio multi etnico portorecanatese (da sempre al centro di costanti operazioni di Polizia e Carabinieri), aveva già ricevuto, sembra a luglio, la gradita visita del postino.
Per ciascuna utenza una ghiotta raccomandata recante con se un bell’assegno circolare per le somme sopra indicate, non lontane da un esborso complessivo, calcolato ad occhio, dicevamo sopra, di circa 300.000 euro; soldi in prima battuta a carico di Astea e quindi – come partita di giro – del Governo centrale a cui l’azienda chiederà, alla fine della giostra, il naturale rimborso.

Ma torniamo al possibilissimo ennesimo scandalo pubblico di cheques che, di fatto, hanno anticipato il Natale ai soliti furbi… stavolta neanche richiedenti!
E’ certo che gli assegni autorizzati dall’amministratore delegato Fabio MARCHETTI siano partiti dalla sede di Osimo in qualità di “bonus sociale idrico” ed hanno raggiunto a Porto Recanati ciascun abitante o anche ex del cosmopolita hotel… morti, scomparsi, detenuti o altro che siano.
Tutti gli altri invece, in genere extra comunitari, residenti e non, rappresentanti mezzo mondo, potranno incassare o hanno già incassato, senza neanche ringraziare, il grazioso cadeau… pur non avendo in passato mai versato un solo centesimo ad Astea!
Talmente nulla che attorno al 2015 la società nata dalla fusione della allora Aspea con la Ast di Recanati, per non accumulare ulteriori gravi perdite a bilancio, dovette ricorrere alle maniere forti e troncare ogni fornitura con l’hotel; almeno di acqua. Non ancora e chissà perché, non anche di energia elettrica e gas, dai costi ben più pesanti.
Semplice il ragionamento fatto in Astea. La legge ci impone di riconoscere sconti e/o facilitazioni a famiglie in gravi difficoltà economiche, in genere documentate dall’indicatore Isee… e noi ci atteniamo alla legge senza badare ad alcuna distinzione; al punto tale da beneficiare con l’assegno non già la clientela ex acqua potabile ma l’intera e più corposa utenza ancora allacciata (o allacciata un tempo che fu) a gas e luce!
Tanti interrogativi che immediatamente si sono trasformati in politica, sotto forma di interrogazione all’Amministrazione PUGNALONI in Consiglio comunale.
“Perché sperperare tutti questi soldi pubblici, che invece potrebbero essere canalizzati a favore di chi ha un regolare contratto di fornitura e non riesce a pagare le bollette – si chiede la BORDONI – o non utilizzarli per abbassare la tariffa?
Possibile davvero che mai nessuno controlli e abbia nulla da dire su questi fondi, elargiti ma non dovuti?
E’ quanto ci spiegheranno presto in Consiglio comunale”.
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