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TRA ANTONELLI E LATINI CHI PREFERITE CANDIDATO A SINDACO DI UNA COALIZIONE CON IL CENTRO DESTRA?
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Prime fughe dal movimento dei civici di stretta osservanza Antonelliana.
Il rapporto mattinale di oggi, mercoledì 7 febbraio, narra l’uscita dal club di Giulia DIONISI, esponente di punta del cosiddetto “pensatoio giovanile”.
Ad annunciare l’addio della psicologa un breve post pubblicato dalla DIONISI nella parte non pubblica di Facebook Liste civiche o, peggio, rimosso dai Latiniani superstiti, se destinato alla parte visibile a tutti.

Sta di fatto che l’esponente, gravitante da tempo nel mondo civico e segnalata come diamante grezzo ma comunque “prodotto valorizzabile”, ha preferito ringraziare tutti dell’accoglienza, non sbattere la porta e chiudere la parentesi civica dietro di se… alla ricerca di nuovi approdi politici.
Nuovi approdi che dovrebbero registrare, ad ore o minuti, anche l’arrivo di altri Antonelliani doc. In primis quello, scontato, di Carla VALENTINI, consorte del cugino di Sandro ANTONELLI, ovvero Damiano PIRANI.
L’ex civica, nella riunione dell’altra sera, ha preso in prestito la terminologia aulica del barone Ottone degli Ulivi , in arte “Zazà”, per esclamare; “Battista, cappello e maltò. Io in questo circolo non ci metterò più piede, caro signor Presidente, perché questo circolo ormai è declassato.
Questo circolo, con la mia presenza, l’avevo messo su un piedistallo, dico piedistallo… ha capito?!
Lo sa cos’è questo circolo? Lo sa cos’è, lo vuol sapere? Ebbene glielo dico… è un letamaio! Si. E’ un letamaio, insisto.
E non gliel’ho detto prima perché sono una signora… e signora si nasce. E io lo nacqui…. modestamente, caro signore…
Non solo non ci metterò più piede io, ma non permetterò nemmeno al mio cameriere di mettere piede in questo ambiente, lurido e fetente!”.
Va da se che al bunker, con tali premesse, difficilmente si rivedrà ancora il volto di Damiano PIRANI, marito della animosa contestatrice interna alla linea del “partito civico”, nonche soprattutto cugino e primo sponsor del candidato a Sindaco Sandro ANTONELLI.
Detto per inciso della capacità funesta di Dino LATINI, evidenziata anche in questa tornata, di scegliersi o premiare collaboratori volta gabbana (è di pochi mesi fa la nomina dello stesso DAMIANI a Consigliere dell’Amap, agenzia per l’innovazione nel settore agro-alimentare e della pesca); e ribadito come il nominativo non faccia altro che rinverdire un triste primato di traditori politici, inaugurato nel 2014 con BELLI, MENGONI, GALLINA, NATALUCCI e proseguito con decine di saltafossi minori, teste pensanti da strapazzo… non resta che prendere atto della realtà.
Realtà che narra di un ANTONELLI sempre più sintonizzato sulle frequenze di radio CICCIOLI e forse anche dell’intero Centro-Destra.

Impossibilitato a stringere matrimonio con lo storico e acerrimo nemico interno a Radio Mantakas, ANTONELLI sta facendo fuori uscire, piano piano, tutti gli uomini e le donne fidate dal gruppo civico storico.
Dopo i tre odierni sarà certamente la volta di Angela OLSARETTI, Flavio CINGOLANI, Francesco SALLUSTIO e magari anche Brigida VANGONE, tutti delusi dei modi da padre-padrone attribuiti a LATINI e/o dalla capacità del fondatore civico di cambiare le carte in tavola.
Ma per andare e fare cosa? Risposta semplice.
Provare a raggiungere un difficile ballottaggio… proponendosi come Lista del Sindaco… ma di un Sindaco-ostaggio delle paturnie climatiche e meteo di un CICCIOLI, forse a Bruxelles!
Per tacere del molto che divide, politicamente, circa la visione di società propugnata ogni giorno da CICCIOLI… con l’idea, non certo di Destra, professata da Carla VALENTINI, nuova anima politica degli Antonelliani!

Ultima ipotesi, infine. La lista del Sindaco, pronta a nascere a giorni, potrebbe essere stata pensata non per abbinarsi alla sola Fratelli d’Italia ma per incorporare l’intero Centro-Destra, come da progetto iniziale… lasciando LATINI dimezzato e privo di alleanze!
Come dire la situazione ideale per continuare a farsi la guerra fino ai supplementari del 23 giugno; giorno fissato dalla storia locale non certo per vincere (come dovrebbe essere) ma per pugnalare mortalmente, in via definitiva, il nemico.
Unica differenza sostanziale: il progetto di CICCIOLI prevede di cantar vittoria con qualunque soluzione dalle urne, vincente ma anche perdente, liberandosi, nel caso, per sempre di LATINI, come promessogli molti anni fa.
LATINI invece, in assenza di colpi di scena, rischia di giocarsi tutto in pochi mesi: partito, Comune, prestigio, conferma ad Ancona e persino le mutande!
Senza poter incolpare qualcuno del non risultato portato in casa.
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