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Se in questo momento stai leggendo queste righe è perché, seppur con le difficoltà tecniche di cui ancora soffriamo (vedi la lentezza a caricare il sito), apprezzi a prescindere o sei almeno curioso di conoscere la notizia vista dal nostro speciale versante, con vista sulla nostra Verità.
Bene. E’ giusto che sia così. E’ sacrosanto che tutta la città condivida, a grande maggioranza, questo pensiero.
Francamente però, è altrettanto giusto che ognuno di voi, conclusa la pausa di lettura, decida di metter mano al proprio portafoglio elettronico, decidendo un proprio libero contributo solidale, utile anzi fondamentale a garantirvi le letture del futuro.
Nonostante gli appelli quotidiani partiti da Natale, i lettori che hanno seguito l’invito sono decisamente episodici, primule rosse… persino in parità rispetto a chi segue OSIMO OGGI dai più sperduti angoli del mondo.
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Grazie!
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I Carabinieri suonano in casa e lui, anziché accoglierli con tanto di buona sera, non trova di meglio che stenderne uno con una raffica gratuita di calci e pugni!
Oltre che nelle grandi città accade anche ad Osimo, specie se ad attivare l’intervento dei militari dovesse capitare, come successo ieri sera in un appartamento popolare di via Raffaello, alla moglie di un operaio inferocito e alla ricerca della rissa.
E’ stata infatti la donna – sposata con Nabil GHIDHAOUI, tunisino, 46 anni – madre di 4 figli, a richiedere telefonicamente l’intervento di una pattuglia, al fine di sedare un litigio familiare che si stava prolungando.
Per fortuna, vista la mala parata, l’altro carabiniere di pattuglia non si è fatto trovare impreparato e al volo ha puntato contro l’extracomunitario, da distanza ravvicinata, il taser in dotazione; stordendo il marito fumantino e in pratica concedendo il tempo al Carabiniere rimasto di ammanettare GHIDHAOUI e ridurlo a più miti consigli.

Cos’è e come funziona il taser? Trattasi di una pistola elettrica da utilizzare a distanza ravvicinata, non oltre gli otto metri. Il “colpo” consiste in due piccoli dardi (veri e propri elettrodi) collegati al taser da fili elettrici. La vittima raggiunta dal “proiettile” subisce per cinque secondi una scarica ad alta tensione (circa 50.000 volt) ma rilasciata a bassa intensità di corrente, sei milliampere, in più impulsi.
Tanto maggiore è la distanza tra i due dardi che fulminano il malcapitato, tanto maggiore efficacia risulta garantita. Obiettivo del taser è stordire l’obiettivo paralizzando momentaneamente la muscolatura del malvivente.
Non è necessario, infine, che le due freccette (cioè gli elettrodi) tocchino la pelle essendo sufficiente, per centrare l’obiettivo, che i dardi si piantino negli abiti, in qualsiasi punto del corpo.
Per prudenza anche nel caso di Nabil GHIDHAOUI, l’uomo è stato sottoposto, una volta in sicurezza, a controllo medico per refertarne il perfetto stato di salute e la capacità di subire l’arresto.
L’operaio tunisino è stato così tradotto in caserma per sentirsi imputare violazioni triplici al codice come violenza, resistenza e lesioni aggravate dal fatto di essere state esercitate su un pubblico ufficiale.
Condotto in Tribunale per la convalida del provvedimento, GHIDHAOUI si è sentito confermare dal giudice il triplice capo di accusa, salvo fare immediato ritorno a Osimo, rispedito a casa.
Attenderà in stato di libertà la data di celebrazione del processo, avendo il suo legale chiesto e ottenuto il termine a difesa, ovvero il tempo di studiare le carte processuali.
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