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La lite in strada con un automobilista (con moglie e figli a bordo) troppo lento ad una rotonda di Sirolo; poi le botte, tante botte interrotte dall’intervento di Klajdi BITRI, 23 anni, amico albanese del malcapitato alla guida, che seguiva con un’altra auto.
E’ a questo che Fatah MELLOUL, 28 anni, algerino, è tornato sui suoi passi, verso l’Opel Astra grigia condotta da una sua amica, ha estratto dal bagagliaio un fucile da sub ed è poi tornato, dopo un breve inseguimento a piedi lungo via Cilea, per puntarlo dritto al petto della povera vittima.
L’agguato si è così concluso, attorno alle 17, con la fiocina che ha colpito in pieno il malcapitato, uccidendolo all’istante, colpevole di aver preso le difese di un amico.
Il velo dell’orrore si è posato ieri pomeriggio su Sirolo e sui turisti, numerosi anche ieri, dell’ultima domenica di agosto; teatro dell’assurdo agguato una stradina a pochissimi passi dal centro di Sirolo.
L’operaio albanese – dipendente di un’azienda dei cantieri navali di Ancona – è morto dopo aver cercato di difendere un amico e la sua famigliola, un giovane papà, coetaneo, coinvolto in una banale lite scoppiata alla rotatoria con il killer.

Klajdi BITRI, dopo aver colpito mortalmente l’avversario, abbandonata sul posto la fiocina, si è poi fatto caricare dalla donna alla guida dell’Opel Astra, facendo rapidamente perdere le proprie tracce, tra la costernazione e l’incredulità dei molti che hanno assistito o comunque intuito la tragedia in corso.
Immediatamente è scattata da parte dei Carabinieri del Norm una autentica caccia all’uomo, durata circa quattro ore e terminata con l’arresto del 28enne aggressore algerino a ridosso della spiaggia di Palombina, circa 30 chilometri a nord dal luogo dell’omicidio.
A torso nudo, Fatah MELLOUL, aveva con se ancora il fucile subacqueo utilizzato per togliere la vita al considerato rivale alla guida, nonché reo di essersi intromesso.
L’algerino, di cui al momento non si conosce altro, è stato tramortito dai Carabinieri grazie l’utilizzo del taser e quindi spinto a terra, su un marciapiede e ammanettato.
Per poi essere condotto in caserma, ad Osimo, per essere ascoltato dal Pm Marco PUCILLI.
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