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Da un pò, almeno una quindicina di giorni se non più, i grilli osimani superstiti giravano attorno al (falso) problema; non trovando però parole e modi giusti per significare a GINNETTI tutti i propri dubbi.
“Caro Achille – questo il senso di quanto avrebbero voluto dire al fondatore di Progetto Osimo Futuro, senza però trovare il coraggio delle proprie azioni – ma se il 9 giugno dovessimo non vincere… finisce che noi restiamo anche senza rappresentanza in Consiglio comunale?”

Alla fine la risposta, in verità assai scontata, ovvero “Si, rimarreste anche senza rappresentanza consiliare”, i grilli se la sono data da soli, essendo a tutti evidente, anche a chi non si occupa di politica tutti i giorni, che le regole del gioco sono sin troppo chiare e sottolineano da sempre il concetto noto: “Guai ai vinti!”.
A nessuno, della manciata di voti residui (forbice d 500 a 800 voti) ancora spendibili ad Osimo per la causa una volta a 5 Stelle, è venuto in mente il concetto che il movimento si trova alla vigilia dell’ultima battaglia politica da sostenere; battaglia dove l’alternativa alla non vittoria non sarà una banale rappresentanza in Sala Gialla ma l’essenza stessa del proprio credo politico: vincere o scomparire.
Non avvertendo minimamente il pericolo in agguato, ecco che i grilli di casa nostra hanno abboccato – come fanno i guatti che a maggio si rifugiano nei barattoli di alluminio utilizzati per la pesca artigianale – cedendo alle lusinghe e alla protezione alternativa offerta loro dal Pd e relativi cespugli, certi che – dovesse anche andar male pure alleandosi con i campioni in carica Dem – un consigliere grillo, forse, potrebbe anche saltare fuori.

W l’ignoranza, direbbe Totò. Certo non è semplice comprendere la strategia di chi, avendo poco o nulla da spendere, punta la propria, unica, fiche con l’obiettivo di riprendersi il gettone puntato, anziché provare a portarsi casa l’intero piatto.
Consigliere ai grilli o meno, dal Centro-Sinistra l’incastro appare più mai bloccato.
A sette mesi dal voto le soluzioni possibili nel Centro-Sinistra restano sempre due, entrambe in mano a GINNETTI: o il dottore riesce a depugnalizzare i voti dall’intera area (acquisendone i voti e svuotando il serbatoio Pd e dei relativi nanetti) o accetta, oborto collo, di farsi commissariare dalle guardie del corpo che PUGNALONI distribuirà a piene mani sia in Consiglio comunale che in Sala Giunta. Insomma la possibile fascia di Sindaco Osimo in cambio di cinque anni di Messa cantata, pistole puntate in pugno.
Terza ipotesi, non trascurabile, sempre in forza a GINNETTI: Pof, viste le carte mostrate dagli alleati, possibili o immaginari, potrebbe anche decidere di farsi due conti e archiviare con soddisfazione la propria parentesi politica. Cogliendo l’occasione per esprimere, alla innocente Osimo e agli ancor più incolpevoli osimani, i più sentiti auguri di buon viaggio.
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