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Non il 26 maggio ma domenica 9 giugno 2024: questa la data ufficialmente indicata dal Governo come nuovo appuntamento elettorale per le Europee a cui sarà abbinato anche il primo turno delle Comunali.
Ma c’è di più: La notizia vera è che gli italiani andranno in cabina non con una, non con due ma addirittura tre diverse schede dovendosi ritornare a votare anche per le vecchie Provinciali, abolite anzi modificate dal Governo RENZI.
In pratica gli italiani dovranno esprimersi, per l’Europa, col vecchio sistema proporzionale; ovvero scegliendo il partito di riferimento, con tanto di ripristino dell’antica preferenza dal sapore Prima Repubblica.
Chiusa la scheda per Bruxelles, gli elettori apriranno quella di color giallo per indicare, col metodo maggioritario, il nuovo Sindaco ed infine, riposta anche la scheda numero due, apriranno la terza e ultima su cui indicare, sul modello delle Comunali, il nuovo Presidente della Provincia e la preferenza per un paio di Consiglieri.
Ciò significa rimettere in gioco un sacco di politici dimenticati o esclusi da altri giochi e soprattutto un rinnovato interesse di partiti e movimenti, anche locali (pensiamo agli ex civici Latiniani) nel creare alleanze, modulare strategie, promettere mirabilie.

Con l’ufficializzazione del 9 giugno 2024 a giorno di elezioni generali, la campagna elettorale, oltre a conoscere il giorno certo di scontro, guadagna, di fatto, altri 15 giorni rispetto all’ipotesi del 26 maggio, facendo tornare la clessidra del tempo ad oltre 300 giorni di attesa.
Per Osimo, ma i giochi – da Destra a Sinistra, passando per il Centro – sono tutti da comporre i nomi alla ribalta risultano sempre, in ordine di rilevanza politica, quelli annunciati: Dino LATINI alleato di se stesso e soprattutto del voto degli osimani, Achille GINNETTI in rappresentanza di Pof (e almeno altre due formazioni elettorali civiche) e di quanto rimarrà del defunto movimento 5 Stelle e Michela GLORIO (se PUGNALONI non farà arrabbiare troppo l’’ala Verde e di Sinistra) in nome dell’Amministrazione uscente.
Da aggiungersi, in teoria, il nominativo di Sandro ANTONELLI, in teoria titolare di un pass ancora freso tributatogli dalle cosiddette Primarie. Nella realtà dei giochi politici, però, man mano che il tempo scorre portando le lancette della politica verso l’appuntamento del 9 giugno, pare davvero difficile credere che l’ingegnere voglia confermare di andare al macello, sostenuto solo da quel che resta dell’antico movimento.
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