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Quest’anno i cittadini osimani, nonostante i 29.000 euro appena appoggiati sul conto corrente dell’associazione Mac (Manifestazioni artistiche contemporanee), patron del cosiddetto Pop Up Festival 2023, potranno finalmente festeggiare! Salvo esiti non prevedibili delle Comunali 2024, agli annali l’anno 2023 verrà iscritto come ultimo della collaborazione tra Comune e Osimo e la patronessa del discusso Festival, l’artista plastica Monica CAPUTO.
Il nuovo Sindaco, che tocchi ad ANTONELLI o espressione dell’ala latiniana del movimento o toccasse financo all’outsider GINNETTI, ringrazierà, o forse anche no, l’associazione pop, augurando alla responsabile di tanta discutibile innovazione, di cogliere altrove nuovi e sempre più significativi successi artistici.
In una società italiana, per fortuna, sempre più improntata ad un ritorno identitario del sentimento classico di cultura – detto sbrigativamente la capacità di far concordare 9 persone e mezzo su 10 sul vero significato del termine “arte” – temiamo che spazi a 30.000/40.000 euro a botta per “sporcare” la piazza del mercato, la sala di attesa del Tirami su o per far pedalare, lungo Corso Mazzini, anziani inseguiti da lingue di fuoco (!), ce ne saranno pochi.
A meno che, suggeriamo, l’associazione non riesca ad ingaggiare come promoter l’Assessore alla Cultura Mauro PELLEGRINI (colui che ha creduto, sposato e finanziato un quinquennio di estati osimane) il quale, giusto da maggio prossimo, massimo giugno, dovrebbe risultare assai meno indaffarato del solito.
Ciò detto una curiosità e un augurio: quanto sono costati, agli osimani, anni di esperienza pop? Non abbiamo i dati completi sotto gli occhi e andremo a memoria, per difetto.

Per i due orribili piccioni del mercato delle Erbe, un giapponese ha intascato circa 30,000 euro; stessa cifra per la sporcatura della sala di attesa del Tirami su e altri 30.000 (esattamente 29.000 euro, piccolo sconto) se ne sono andati per finanziare l’invisibile Pop Up Festival. Qualcosa di più servì, due anni fa. per ospitare al Campana la mostra su Keith HARING, comprensiva di esibizione del vecchietto alla fiamma!
Qualche altra spesa ci sfuggirà certamente; già così però sappiano gli osimani di aver oltrepassato il bottino dei 100.000 euro, cifra degna, in tutto per tutto, essendo puntuale e ripetitiva come una tassa, di esser ricordata come “balzello CAPUTO”.
E l’augurio? Che altri Comuni possano felicemente prendere il posto e sostituirsi convintamente ad Osimo, mantenendo intatta la vena artistica dell’Associazione. Osimo ha ampiamente dato.
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