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“Caro Roberto MANCINI, marchigiano di Jesi. Da Osimo apprendiamo con stupore e più di un pizzico di irritazione solo sportiva (lo 0-1 con la Macedonia, neanche tutta, ma solo del Nord, ci rode ancora) che il nostro beneamato Governatore Francesco ACQUAROLI da Potenza Picena, altro marchigiano come noi, ti ha appena riconfermato, per la terza volta, a uomo immagine delle Marche (!), nonostante il tuo assai tardivo addio ai colori Azzurri.
Oggi, come dopo l’amaro dessert alla frutta gustato a Palermo, ACQUAROLI parla al presente di te come sportivo più famoso all’estero; titolo che per il Presidente della Regione condividi, sarà un caso (?), con un altro ex sportivo marchigiano, Valentino ROSSI.
Passato o presente o futuro (ti auguriamo ogni successo in Arabia, sulla Luna o dove vuoi) non è il tempo a muovere questo nostro intervento.
A convincerci che Roberto MANCINI da Jesi abbia bisogno di un aiutino ad adempiere – magari con calma, dopo Ferragosto – sono i fatti dietro le parole al troppo miele di ACQUAROLI.
Credo di aver ragione nel ritenere che il tuo staff legale, nel redigere e sottoporre alla firma il contratto pubblicitario con l’Ente Regione, non si siano regolati troppo ed abbiano sottoposto i campagnoli dirigenti nostrani ad una sorta di camicia di forza legale da cui, Macedonia del Nord o non Macedonia, Arabia Saudita o quel che ti pare, alla Marche non è consentito uscire.

Liberaci, oh Roberto MANCINI, anche di questo ultimo orpello. E fai tu il bel gesto di rinunciare agli spiccioli residui, pur sempre milioni, comprendiamo bene, ancora da incassare.
Te lo chiedo, oltre che da osimano e marchigiano pari merito, anche come antico tifoso del Bologna e aficionados di quel Marino PERANI che disse si affinchè tu, a 16 anni poco più, potessi spiccare il volo (salvo abbandonarci in B un anno dopo, ma questa è un’altra storia) nel mondo del calcio.
Vedi Roberto, perdere, nello sport, ci può stare (anche se la tua Italia ha dovuto molto impegnarsi per riuscirci); aggiungerci sopra il carico aggiuntivo di traditore, ovvero di colui che scappa a mezzanotte, pardon Ferragosto, per non avventurarsi in un’altra triste storia calcistica, non sarebbe tollerabile. Roberto MANCINI, liberaci (dal contratto)”.
Tuo Sandro PANGRAZI, anche quasi coetaneo
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