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Conti (economici) alla mano… dovrebbe essere stata l’ultima! E già la notizia dovrebbe indurre il lettore a proseguire fiducioso fino almeno alla prossima riga.
Assai difficilmente, del resto, si è ritenuti di credere, la prossima Amministrazione di Osimo, da eleggere il 9 giugno 2024, avrà tempo, modo e desiderio di incoraggiare e foraggiare – questa la speranza – l’edizione numero 10 di Rivivi 700!
La buona volontà dei giovani e meno giovani organizzatori, mai in dubbio, è assodata, pacifica, data per scontata; così come il desiderio, questo invece fallito, di mantenere vivo, riallacciare e render tangibile una osimanità assopita che i tempi, come è inevitabile negli anni 2.0, contribuiscono a travolgere quasi alla velocità della luce.
Dopo di che, però, tra il dire e il fare, tra il vorrei ma non posso, di mezzo resta intatto un intero mare di cose a cui il solo spirito positivo non può sopperire.
Assistiamo, di anno in anno, alla stucchevole liturgia di organizzatori che – pur consapevoli di non aver fatto un buon lavoro da tramandare ai posteri, come ad esempio accade, chissà perché, nelle vicine Castelfidardo, Offagna e Filottrano – ormai specializzatisi nella difficilissima arte di arrampicarsi sugli specchi pur di auto assolvere il mostriciattolo caricaturale della propria creatura.
Una manifestazione fuori contesto, non sentita dagli osimani, costruita su misura ad esclusivo appagamento di comparse spesso spaesate, fuori contesto, calzanti persino, in qualche non raro caso documentabile, improbabili calzature sportive (leggi scarpe tennis) in uso in un ‘700 soltanto immaginato.

Non vorremmo farla lunga e umiliare troppo i baldi giovani in livrea, cicisbei, manovalanza e umanità varie, ma una riflessione finale – veramente conclusiva di un decennio fallimentare – si impone.
L’intero Rivivi ‘700, oltre a registrare un flop di pubblico, leggi forestieri, come raramente le serate osimane in centro fanno registrare d’estate, è semplicemente nata e cresciuta come una manifestazione mal pensata e purtroppo pure assai terribilmente noiosa.
Una rievocazione che avrebbe fatto bene, al limite, ad accentuare il cattivo gusto del 2017 (quando venne bocciato il suggerimento di far arrivare in piazza il Duca Conte PUGNALONI e la Marchesina ANGELONI a bordo di un cocchio trainato da una pariglia di cavalli bianchi… visto il triste biroccio trascinato per il corso l’altra sera da due fieri quanto stanchi tori bianchi di razza marchigiana (unica autenticità della serata); bovini a fine carriera, spaesati – ne’ più, ne’ meno dei pochi osimani presenti – di fronte ad una simil passeggiata, trasformatasi on line in una superba pagliacciata di periferia.
E’ il caso di porsi l’ultimo dubbio ma esclamativo: basta!
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