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Premi per tutti e per tutti i tipi… tranne che per i soli giornalisti di carta stampata. Al via il 12° Festival del Giornalismo (non qualsiasi ma di inchiesta) con la solita parata di volti noti televisivi. Persio doppi! Quest’anno Giacomo GALEAZZI si affida agli effetti speciali con premi a raffica, ospiti raddoppiati e serate assurde, come quella prevista per il bis di NUZZI; già premiato dallo Ju-ter nel 2016, che cosa racconterà il giornalista nel ’23?
Questo l’elenco dei vari premiati.
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“E’ stata a lungo inviata di Porta a porta, oltre che a New York dopo gli attentati dell’11 settembre 2001; ha seguito i più importanti casi di cronaca, dal delitto di Cogne al processo per il delitto di via Poma. Si è quindi occupata di importanti eventi di cronaca come quello dell’omicidio di Sarah SCAZZI, il terremoto de L’Aquila e il delitto di Meredith KERCHER. Nonostante la motivazione del premio osimano, non risulta abbia mai messo piede in alcuna prima linea del mondo.
’: “ 2023”
“Matilde D’ERRICO è una regista, autrice e conduttrice televisiva italiana, conosciuta per programmi come “Amore criminale” e “Sopravvissute”. Appassionata di scrittura, non risulta che la D’ERRICO abbia mai scritto, in vita sua, un solo articolo. Tantomeno di inchiesta. Neanche nel 2023”.

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“Ha iniziato la carriera giornalistica lavorando come collaboratrice e in seguito conduttrice del notiziario di Radio Vaticana e quindi l’approdo in Rai nel programma religioso “A sua immagine”. Poi molto Zecchino d’Oro (almeno cinque) e tanta tv del mattino. Non si comprende, anche a cercar bene, attraverso quali difficoltà e soprattutto quali stelle siano state raggiunte dalla indubbiamente affascinante giornalista toscana”.
: “ 2023”
“È medico, giornalista e autore tv. Ex docente universitario ed ex ricercatore di neuroscienze alla Columbia university di New York, CASADIO ha partecipato – da medico – agli studi sulla memoria che hanno permesso a Eric KANDEL, capo del laboratorio, di ottenere il premio Nobel per la Medicina nell’anno 2000.
Ha collaborato come inviato e autore televisivo a varie trasmissioni di SANTORO come, “Turisti per caso”, “Sciuscià”, “Velisti per caso”, “Anno zero”, “Servizio pubblico” e “Piazza pulita”. Di speciale per l’anno in corso, non si segnalano articoli, partecipazioni, suggerimenti e/o collaborazioni particolari”.
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“Trattasi di un presbitero, scrittore, personaggio televisivo, autore, cappellano carcerario ed infine giornalista all’interno dello spazio domenicale “A sua immagine”. Ha intervistato Papa FRANCESCO in quattro programmi televisivi, dedicati rispettivamente al Padre Nostro, all’Ave Maria, al Credo e ai vizi e a virtù. Nessuna traccia di inchieste interne sui gravi problemi che da sempre purtroppo affliggono Santa Madre Chiesa in ordine a pedofilia, sesso e dintorni”.
: “̀ 2023”
“Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, figura di spicco nella lotta alla ‘ndrangheta, mangia pane e inchieste da sempre ma per… deformazione professionale! Non potrebbe, davvero, smettere di investigare. Tanto da dichiarare recentemente alla stampa, che non l’ha mai annoverato giornalista, di “essere innamorato di questo lavoro”: ed ancora: “Sono un tossicodipendente dell’inchiesta…”.
Cosa tutto questi “azzecchi” con un premio, in teoria persino specializzato, riservato ad altra categoria professionale, rimarrà uno dei tanti misteri del Festival”.
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“Il caso merita di essere trattato a parte riguardando la seconda premiazione del conduttore di Quarto grado” al festival osimano! Il criterio della commissione dello Ju-ter sembrerebbe copiare ed incollare l’iter sempre seguito dalle commissioni comunali chiamate a valutare gli osimani benemeriti dell’anno… in mancanza di personaggi utili…. ricominciare il giro con una nuova premiazione bis! Qual è il problema?
Per la cronaca lo scarsocrinito di Retequattro, già condannato nel 2018 a dieci mesi e venti giorni di reclusione, pena sospesa, per ricettazione di informazioni raccolte illegalmente e con le quali realizzare scoop, è già stato premiato ad Osimo nell’ambito del Festival numero cinque andato in onda nel 2016!!! Non indaghiamo oltre (anche se il festival inviterebbe a farlo) e di proposito non aggiungiamo altro”.
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“Deve tutto alla sua voce stridula, accentuata volutamente; e a Maurizio COSTANZO e Gad LERNER che lo scoprirono nel solito ambito clericale. Stavolta torinese, per portarlo in tv come ospite al “Maurizio Costanzo show” e soprattutto inventarlo “Grillo parlante” in una striscia informativa “Pinocchio” condotta da LERNER. Ci è personalmente assai simpatico (ma non rientra tra le motivazioni del premio) in quanto redarguito due volte, con la pena benevola della censura, dall’Ordine dei Giornalisti.
Nel primo caso, nel 2016, per aver diffuso odio etnico, in questo caso basandosi su notizie non verificate il quotidiano “Libero” ha falsamente spacciato per zingari di etnia Rom gli autori responsabili di rapina e aggressione.
Nel secondo caso, 2020, GIORDANO non si dissociò dalle parole di un vero mito del giornalismo, Vittorio FELTRI, che a “Fuori dal coro” dichiarò: “Io non credo ai complessi di inferiorità, credo che i meridionali in molti casi siano inferiori”.
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“Già commendatore della Repubblica, benemerito di Polonia e Officer dell’impero britannico (titolo conferitogli direttamente dalla compianta regina Elisabetta II), il super tifoso interista del club di Kabul sembra discretamente ben piazzato, a livello di influencer internazionale.
Come negargli quindi, un premio in provincia, oltretutto in coabitazione con la D’ACQUINO? Non intravediamo, piuttosto, nello sterminato curriculum e la miriade di interventi professionali in tv, libri o carta stampata, scoop realizzati in prima linea dell’opinionista, saggista e giornalista cremonese.
Nulla da segnalare anche in seconda linea e tutto tace anche nella terza e ultima linea operativa. Più facilmente è possibile che gli amici dello Ju-ter abbiano localizzato il Beppe in una comoda cabina di regia, attrezzata fintamente da prima linea. Ma con comfort compresi”.
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Dulcis in fundo un altro bis, dedicato stavolta all’immancabile Generale Paolo FIGLIUOLO, indicato come meritevole del Premio – come per GRATTERI – “Legalità e valori”
“Il vincitore italiano del Covid, tema che col giornalismo spicciolo farebbe fatica a coesistere… sempre che, magari, non dovesse essere Osimo a spiegare al mondo qualcuno dei troppi misteri sul mal cinese. Temiamo però che l’umanità, nonostante l’impegno della commissione osimana a premiare le inchieste di Francesco Paolo, potrà continuare a dormire (tranquilla?), con i soliti dubbi, angosce ed incertezze di ogni giorno, anche dopo l’avvenuta premiazione del Generale.
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