OBIETTIVO NUMERO UNO: EVITARE IL CARCERE PER PRISCA CARLETTI TRUFFA MILIONARIA, NESSUNA PAROLA SULLA DESTINAZIONE DEI SOLDI

La tesi difensiva dell’avvocato Cristina Angeloni ha messo in luce la non responsabilità sulle imputazioni di autoriciclaggio, abusivismo finanziario e falsificazione delle comunicazioni chiedendo l’assoluzione per l’osimana. Circa la truffa e la sostituzione di persona, avanzata per alcuni dei 31 casi a giudizio, il raggiungimento della prescrizione. Per le vicende restanti di parte civile, avanzato al giudice Pallucchini il riconoscimento di una sorte meno afflittiva da ricomprendere entro i 4 anni condanna e quindi la trasformazione possibile della detenzione ai domiciliari. Camera di Consiglio a partire dal 26 marzo
Udienza riservata all’arringa difensiva, quella di ieri mattina in Tribunale ad Ancona, per la vicenda milionaria legata alle operazioni truffaldine messe in atto dalla passatempese Prisca CARLETTI.
A prendere la parola l’avvocato Cristina ANGELONI (dello studio LATINI di Osimo) che ha a lungo tratteggiato una narrazione dei fatti tendenti a far emergere e valorizzare un comportamento penale di minor tenuità rispetto alla gravità dei reati caricati alla sbarra.
Di fronte al giudice Alberto PALLUCCHINI e in un’aula di Tribunale ricolma di pubblico interessato e addetti ai lavori, non foss’altro per il gran numero delle parti civili, esattamente 31 anni, costituitesi e ammesse in processo, la dottoressa ANGELONI ha pazientemente provato a portare alla luce una diversa lettura; non tanto dei fatti in se (in parte non contestabili) ma quanto della valenza degli stessi rispetto alla storicità del comportamento tenuto dalla ex promotrice finanziaria, già radiata.
La vicenda è stata così ricostruita, separando le diverse responsabilità penali a carico della CARLETTI, non presente in aula.
In particolare circa le pesanti accuse di autoriciclaggio, abusivismo finanziario e falsificazione delle comunicazioni, l’avvocato ANGELONI ha concluso ritenendo per l’imputata non provata la piena ed esclusiva responsabilità delle circostanze attribuite, chiedendo quindi di mandare assolta Prisca CARLETTI rispetto alle imputazioni di cui al capo A.
Per quanto concerne, invece, la vicenda in se più corposa della truffa e della sostituzione di persona attuata, la difesa ha giocato la carta della avvenuta prescrizione, almeno parziale, dei fatti verificatesi a partire dal 2017, chiedendo il riconoscimento di una pena più attenuata.
Obiettivo evidente della strategia difensiva, se riconosciuta in tutto o in parte, è ottenere uno sconto sensibile della condanna alle porte (già previsto per un terzo dal rito abbreviato) e di poter accedere ai benefici del nuovo ordinamento introdotto dalla cosiddetta “Cartabia” che prevede ulteriori benefici per i condannati fino al limite di 4 anni.
Un ulteriore sconto nello sconto, inoltre, pari ad un sesto aggiuntivo di minore condanna, è previsto naturalmente nell’ordinamento in caso di espressa rinuncia a proporre appello, facendo diventare a tutti gli effetti tombale ed esecutivo il verdetto emesso in prima istanza.
La richiesta conclusiva della dottoressa ANGELONI, esaminate le varie eccezioni, punta così all’ottenimento di evitare il carcere per l’ex broker, trasformando la condanna in pena in detenzione sostitutiva da scontarsi ai domiciliari.
Un obiettivo francamente audace, seppur tecnicamente nelle cose, per un verdetto che il giudice PALLUCCHINI ha rinviato all’udienza del prossimo 26 marzo quando, di fatto, il processo entrerà nel vialone conclusivo della camera di Consiglio la cui sentenza, visto il gran numero delle parti in causa, potrebbe slittare ulteriormente di qualche giorno.
Delusione palpabile, invece, di quanti speravano, ormai non più sul rientro parziale delle ingenti somme investite ma almeno di conoscere, attraverso la tesi difensiva, la destinazione lontana del “bottino” sparito, vicino ai 5 milioni.
Per la cronaca il Pubblico ministero ha già chiesto, nel corso della precedente udienza, il riconoscimento della condanna di Prisca CARLETTI a 6 anni di reclusione, sconto principale compreso.
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