OLTRE A MILLE SCIAGURE POLITICHE PURE UN SEGRETARIO DI FASCIA C! SUL PRESIDENTE MAI ELETTO, D’ANGELO JUNIOR LE HA SBAGLIATE TUTTE!

Responsabile di Sirolo e Monsampietro Morico e da gennaio, “a tempo perso”, il lunedì e il giovedì, anche ad Osimo, il figlio dell’ex Capo della Mobile non ne ha ancora azzeccata una, Statuto comunale alla mano. I rischi sono legati ad un possibile esposto, di un cittadino qualsiasi, al Prefetto; e da questo fino a dichiarare invalidato l’intero operato di Pirani, nomina Assessori compresi! Tutto ruota attorno al caso “Presidente del Consiglio comunale”, senza il quale nulla può essere portato avanti con forza legale, a cominciare dal Giuramento del Sindaco, alla fuorviata nomina degli Assessori (non noti ad un Presidente che ancora non c’è), alla bocciatura dell’approvazione della stangata Tari, sino al no a qualsiasi atto di Giunta
PIRANI AMMINISTRATORE DELLA CITTA' E LATINI SINDACO EFFETTIVO
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Tra i mille e sempre più intricati intrecci della ex maggioranza di Francesco PIRANI (tre votazioni in Consiglio comunale e tre maggioranze ogni volta diverse!), Osimo non sentiva davvero la necessità di avere un problema grosso alla voce “Segretario comunale”.
Di Attila in libera circolazione per Osimo, la nostra città non può certo dirsi essere stata immune nei secoli; ciò nonostante diventa difficile da comprendere come una città della massima importanza, a livello regionale, come Osimo, possa essere amministrata dal figlio 34enne dell’ex Capo della Mobile Italo D’ANGELO, lasciando che venga utilizzato il nome di papà quale qualifica (quantomeno giornalisticamente parlando) e/o titolo di merito.
Alessio Maria D’ANGELO, ex “marmocchio” dell’ex Questore di Pesaro, è capitato ad Osimo a fine gennaio 2024, accettato dal Sindaco PUGNALONI, pur essendo solo di fascia C e pur essendo Osimo città di fascia A.
E questo sarebbe ancora poco. D’ANGELO junior risulta “a scavalco”, tradotto dal burocratese come un calciatore in prestito da un Comune e all’altro. Infatti D’ANGELO risulta Segretario a Sirolo e pure a Monsampietro Morico (nel Fermano), regalando le proprie conoscenze di legge alla macchina amministrativa osimana solo il lunedì e il giovedì.
Non se ne abbia a male D’ANGELO junior se da cittadini osimani, visti i risultati prodotti (temiamo disastrosi per Osimo e per la carriera da funzionario Statale del cresciuto all’ombra della Polizia) meglio sarebbe stato se fosse rimasto anche il lunedì e il giovedì impegnato altrove.
E veniamo ai mille impicci che la lettura dello Statuto comunale, temiamo un tanto al chilo, fatta dal Segretario, rischia ora di produrre come effetto.
Articolo 19 dello Statuto, comma 3 chiamato a disciplinare la prima convocazione di un organismo appena eletto. Copia e incolla dal sito del Comune di Osimo: “Prima di deliberare su qualsiasi altro oggetto, l’Assemblea procede alla convalida dei Consiglieri eletti e del Sindaco ed all’elezione del Presidente e del Vicepresidente”.
Sembrerebbe non molto difficile da afferrare: “L’elezione, tra gli altri, di Presidente del Consiglio comunale e del suo vice va effettuata “prima di deliberare su qualsiasi altro oggetto”.
Parrebbe chiaro. Non c’è scritto: “Fate come vi pare, vale tutto” e neanche la possibilità dell’optional parrebbe sussistere in piedi.
Dante avrebbe compreso al volo: “Prima di scrivere la Commedia non impicciatevi in altre scritture, foss’anche Divine
.Che cosa è invece successo ad Osimo? E’ successo che il buon Alessio Maria ha considerato come avvenuta l’elezione ed è passato seduta stante, complice il Presidente farsa Paola ANDREONI, al comma 4 che così recita: “Il Presidente (che non c’era e che ancora non c’è, NdR.) entra immediatamente nell’esercizio delle sue funzioni”.
E da un punto dello Statuto all’altro, il sempre buono Alessio Maria arriva anche ad avallare il comma 5. Che così regolamenta: “La seduta prosegue (quella dello scorso 15 luglio, NdR.) con il giuramento del Sindaco, con la comunicazione da parte del Sindaco della composizione della Giunta, la costituzione e nomina delle commissioni consiliari permanenti, ecc…”.
Domanda facile all’ottimo Alessio Maria. Come può un Sindaco neo eletto prestare giuramento in assenza del padrone dell’Assemblea consiliare che lo ospita? Che valore ha l’impegno solennemente preso avanti a nessuno e in dispregio dello Statuto comunale, una sorta di Carta costituzionale cittadina?

E ancora che valore legale possono rivestire comunicazioni, al Consiglio comunale, riguardanti la formazione della propria Giunta se il Presidente è di la da venire a giudicare qualsiasi operato?
E di questo passo cosa varrebbe, di fronte all’esposto in Prefettura di un qualsiasi cittadino, l’atto adottato sul doppio aumento della Tari del 7% e poi del 10% se…. La presa d’atto p avvenuta nelle mani di una “abusiva” come Paola ANDREONI e non già dell’unico avente diritto, tutto da eleggere ancora oggi?
E ancora, Alessio Maria. I provvedimenti di Giunta adottati in questi giorni dall’Amministrazione PIRANI presentata a tutti tranne che al Presidente del Consiglio comunale che non c’è (e chissà quando ci sarà) che valore di legge potranno far pesare di fronte a banali chiarimenti che qualsiasi osimano potrebbe chiedere a Saverio ORDINE, uno che, se richiesto di fare chiarezza, dovrebbe prestar fede, si spera, al proprio nome
E purtroppo non basta ancora. E veniamo, Bibbia dello Statuto alla mano, alla seduta lampo di ieri pomeriggio, meno di 10 minuti, la più corta della Storia osimana.
E torniamo da dove tutto ha avuto terribile inizio, ovvero dalla mancata elezione del Presidente con maggioranza qualificata dei due terzi. Stavolta, legge osimana alla mano, si passava dai 17 voti della maggioranza qualificata agli “appena” 13 necessari per una maggioranza assoluta, come previsto dall’articolo 20 comma 3.
E’ successo però l’incredibile! D’ANGELO, anziché avvertire, prima del voto, i Consiglieri meno edotti su quanto comportava il comma… ha preso la parola solo a votazione esaurita… per ricordare un comma ormai senza più valore, bruciato dalla avvenuta, infruttuosa, terza votazione inutile su Stefano SIMONCINI Presidente.
Oltretutto il Presidente fantoccio Paola ANDREONI non l’ha certo aiutato a non prendere cantonate ma addirittura ci si è messa di suo!

Dopo aver preso atto che SIMONCINI era l’unico candidato a Presidente, anziché sentire i vari gruppi con la motivazione del voto, ha preferito giocare di anticipo, far votare e bocciare la nomina (10 voti a SIMONCINI contro i 13 necessari, 14 astenuti, Antonelliani e Pugnaloniani) senza neanche ammettere le varie spiegazioni politiche.
Qui va aperta una doverosa parentesi. Perché se fin qui abbiamo narrato di una serie di errori tecnici commessi dal troppo giovane D’ANGELO (che ha indubbiamente scambiato Osimo per Mazzangrugno) ora nell’atteggiamento della ANDREONI, convalidato da D’ANGELO, leggiamo la volontà politica di non esporre il candidato vero Damiano PIRANI (oltretutto presente ai lavori ma scorrettamente rimasto al di là dell’emiciclo) a brutte figure, incidenti di percorso, stress da incarico.
Ci chiediamo e chiediamo: come è possibile votare un qualsiasi provvedimento senza averne ascoltato le motivazioni? Pure questo regolare?
E poi la chiusura immediata dei lavori, ordinata dalla ineffabile ANDREONI e convalidata dal nostro “eroe” senza neanche degnarsi di sentire cosa ne pensavano Sindaco e Consiglieri!
Anche perché, di nuovo Statuto alla mano, nessun comma prevede di dover sospendere i lavori dopo la terza elezione a vuoto!
E finiamo in gloria. Come si concluderà, se si concluderà, la vicenda relativa alla votazione del Presidente, chiunque esso sia? Chi può più dirlo, D’ANGELO?
Noi vorremmo affidarci di nuovo allo Statuto, comma successivo numero 4, che recita: “Nel caso in cui anche tale votazione (la terza di ieri, NdR.) dia esito negativo, il Consiglio procederà al ballottaggio tra i due candidati che nello stesso scrutinio (il terzo, NdR.) abbiano riportato il maggior numero dei voti”.
Ma a quale ballottaggio assisteranno gli Osimani, ormai increduli di tanto sfascio. Se in tre votazioni è sempre e solo stato fatto un solo nome, quello di SIMONCINI?
Il rischio, di questo passo, di rinvio in rinvio, da una bocciatura all’altra, perdurando lo stallo della maggioranza, è quello di bloccare l’attività del Comune e rimanere a vita in un impasse senza via di uscita.

A tutto questo troverà rimedio PUGNALONI con una trovata delle sue. Il prossimo Consiglio comunale l’ex Sindaco prenderà candidamente la parola e dirà: “Cari colleghi della maggioranza. Prendiamo atto che sul nome divisivo e sconveniente di Stefano SIMONCINI registrate maggioranze variabili: in un modo di lunedì, in un altro di sabato e in un altro ancora mercoledì.
Noi, attenti da sempre agli interessi degli osimani, vorremo darvi una grossa, bella, importante mano. Saremmo disponibili a votare con voi un candidato della vostra parte politica. L’altra volta mi pare abbiamo fatto il nome di Damiano PIRANI come persona buona e giusta. Se vi piace ancora e ci state possiamo dare un segnale netto e chiaro alla città dando vita ad una maggioranza rosso-nera Pdi e FdI. La accendiamo?
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