OPERAZIONE “BECCHIME”, MANETTE IL “CANARINO” SIMONE MIGLIACCIO L’INFORMAZIONE E’ ANCORA GIUSTA, I CARABINIERI SI FINGONO CLIENTI

Arrestato nel suo covo di via De Gasperi un giovane osimano di 25 anni, originario siciliano, già pregiudicato per vicende di droga. Spacciava nel garage e lo aveva appena rifornito di un chilo e mezzo di hashish, oltre a cocaina, per la spettabile clientela della zona San Carlo. In due settimane: un accoltellamento tra minorenni, l’evasione con inseguimento e ben due ammanettamenti per droga! Caso Osimo?
Ancora una volta l’informazione si è rivelata giusta. “Becchime ottimo e abbondante; il canarino è tranquillo”.
Come messaggio in codice, magari, non sarà un granchè; ma certo i Carabinieri sono stati puntuali ad intercettarlo tempestivamente bussando alla porta del “canarino” assieme a due clienti veri, ignari di fare da apripista agli uomini del Norm.
Se il “canarino” ha un nome e cognome preciso – tal Simone MIGLIACCIO, 25 anni, nato in Sicilia a Milazzo ma residente in città al 4 di via De Gasperi, prospicente l’area del San Carlo – il “becchime” giudicato di ottima qualità e soprattutto abbondante, ha la forma di 20 fra panetti e/o stecche di hashish, in parte ancora imballate e parte già porzionate per la vendita, giunte a destinazione in grande quantità per un oltre un chilo e mezzo di fumo.

Con la droga da fumare, la clientela più affezionata poteva trovare, nel garage che fungeva da covo, anche della cocaina per uno sballo più completo. In questo caso rinvenuta poca roba, appena 25 grammi ma comunque sufficienti a garantire ai tossici del San Carlo un minimo di varietà. All’inventario redatto dagli uomini del Luogotenente ESPOSTO, da aggiungere anche ben tre bilancini di precisione e il materiale necessario per il taglio della droga e il confezionamento in dosi.

Insomma il bazar era certamente ben rifornito, segno che il carico appena acquistato da MIGLIACCIO (già arrestato per vicende di droga e titolare di un curriculum iniziato giovanissimo dando del lavoro a Polizia e Carabinieri) avrebbe potuto soddisfare a lungo le numerose richieste del quartiere senza far mancare la materia prima.
Tutte informazioni note da sempre ai Carabinieri del nucleo Radiomobile e Operativo, costretti in questa settimana agli straordinari tra inseguimenti e arresti in serie per vicende di droga; come narrano i due arresti in poche ore, tra mercoledì e venerdì, del senegalese Younouss GUYE, 33 anni e venerdì sera di Simone MIGLIACCIO, 25 anni.

Tornando all’operazione “canarino”, resta da dire che il ragazzo, avvezzo ai controlli e a cavalcare il clima proibito di ogni spaccio, non si aspettava certo che i due clienti portassero con se la scia dei militari, da qualche mezz’ora nei paraggi del garage, in attesa che maturasse la situazione adatta.
Alla vista degli uomini in divisa, palesatisi a distanza di pochissimi minuti, MIGLIACCIO ha mostrato sangue freddo ma non abbastanza da far cadere i Carabinieri in errore.
Scoperto l’ingente traffico, il ragazzo ha tentato di dileguarsi e di scappar via, non riuscendo però a fare che pochi passi, subito acciuffato da altri uomini rimasti in agguato.
Per il giovane siciliano si è così aperta la solita trafila: dichiarazione di fermo, accompagnamento in Caserma per i rilievi di formalità, ritorno in via De Gasperi agli arresti domiciliari e l’indomani traduzione in Tribunale per la convalida.

A faldone costituito il ragazzo si è ritrovato di nuovo a casa, in attesa del processo per la rinuncia alla direttissima; decisione di pertinenza dell’avvocato difensore che ha chiesto per se stesso i tempi per approfondire il caso.
Tempi per andare a lavorare che il giudice ha accordato pure a Simone MIGLIACCIO, arrestato per detenzione spaccio di sostanze stupefacenti.

Tutto sommato per il giovane 25enne poco più di un imprevisto, già messo in conto accettando la sfida con la società; di certo evitando carcere e consentendo l’uscita dai domiciliari per recarsi al lavoro, non parrebbe la soluzione più appropriata, da parte dello Stato, per vincere la sfida con i corrieri della droga.
I Carabinieri, da parte loro, oltre ad arrestare due spacciatori in tre giorni in zone distinte della città e vigilare costantemente il territorio con tecniche investigative, vecchie e nuove, sempre altamente paganti… possono fare poco altro in più.
Piccola riflessione a margine visto anche il grave episodio di accoltellamento, persino tra minori, fra italiani di seconda generazione, verificatosi la settimana a Piazza Nuova.
Un pò di carcere, quello vero, prima di premiare chiunque con i domiciliari e il ritorno a casa quasi indolore, non farebbe così male invece del buonismo a prescindere…anche perché questi signori, accettando il rischio, sanno fin troppo bene, primo ancora di cominciare… come andrà a finire. Sempre che lo Stato voglia davvero, oltre a parole, restituire strade, quartieri, intere zone cittadine – per fortuna non è il caso di Osimo, ma non ci illuda con la storiella dell’isola felice – alla legalità.
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