OSIMANO IN FUGA TENTA DI INVESTIRE I CARABINIERI IN RETROMARCIA MA A RISCHIARE PROCESSO E’ IL CAPO PATTUGLIA COSTRETTO A SPARARE

Dopo un lungo inseguimento notturno in zona Posatora, il militare, in forza al Norm di Ancona, fece fuoco per impedire alla Polo, lanciata in retromarcia dall’osimano Ernesto Ilari, di mettere sotto la pattuglia appiedata. L’uomo probabilmente se la caverà chiedendo la messa in prova ai Servizi sociali. Per l’esperto carabiniere invece, divisa a rischio!
Rischiano entrambi il processo. Il primo, un osimano di 57 anni, tale Ernesto ILARI, residente ad Agugliano, per non essersi fermato all’alt notturno dei Carabinieri; l’altro, un militare 48enne di servizio presso il Norm di Ancona, per aver sparato due o più colpi contro la Polo nera del fuggitivo il quale, finalmente fermatosi solo per aver danneggiato l’auto, in retromarcia… stava tentando di investire entrambi i Carabinieri, scesi dalla Gazzella convinti che il fuggitivo volesse arrendersi alla legge.
I fatti all’alba del 6 marzo 2023, attorno le 4 del mattino, per le strade di Posatora; con l’area battuta da una pattuglia a cui la centrale radio aveva appena segnalato in zona un furto in abitazione commesso caldo caldo.
L’incrocio dei mezzi è così avvenuto in via del Castellano, con una donna di Castelfidardo, coetanea di ILARI e pure residente ad Agugliano, ad accompagnare l’uomo; e in seguito scagionata da ogni responsabilità.
L’osimano, però, vecchia conoscenza delle forze dell’Ordine, di fermarsi diligentemente quella notte non ne aveva affatto voglia; anche perché stava viaggiando privo di assicurazione, con la patente scaduta da ben tre anni e una targa clonata (con dati veri riferiti ad una inconsapevole macchina circolante in provincia di Ravenna) al posto di quella vera.
Ne nacque un lungo inseguimento nella notte, con i Carabinieri a sperare di aver avuto la fortuna di beccare i ladri dell’appartamento segnalato.
In realtà ILARI e compagna non c’entravano nulla con il furto ma non avevano comunque nessuna voglia, viste le condizioni di circolazione fuori dalla legge, di spiegarlo ai militari.
Dopo qualche chilometro, in via del Fornetto, con tanto di manovre dell’osimano per farsi speronare dalla pattuglia alle calcagna, ILARI imboccando via Madre Teresa di Calcutta in controsenso, dovette finalmente fermarsi avendo urtato un cordolo e spaccato una gomma.

Convinti di avere il misterioso fuggitivo in mano, la pattuglia è così scesa dall’auto, avvicinandosi alla Polo incidentata ma ancora col motore acceso.
Quanto è bastato affinchè ILARI, in un gesto estremo di pazzia, innescasse la marcia indietro volendo mettere entrambi i Carabinieri sotto le ruote!
L’investimento, per fortuna venne evitato grazie al sangue freddo e all’esperienza del capo pattuglia che, intuite le intenzioni, fece giusto in tempo a metter mano alla Beretta 92 d’ordinanza sparando due o tre colpi, uno dei quali centrò l’auto finendo col colpire ILARI al fianco destro, all’altezza di un rene.
Così, rimasto ferito da uno dei colpi esplosi, la pazza corsa della coppia finalmente finì per davvero; con ILARI in seguito operato senza successo, perdendo l’uso di un rene.
Non se la cavarono meglio i due operatori del Norm dorico rimasti comunque colpiti dal mezzo e riportando entrambi lesioni serie, guaribili in 70 giorni.
A distanza di due anni dall’episodio, la vicenda è approdata venerdi mattina, a livello pre dibattimentale; ovvero alla fase di dover decidere la data del possibile rinvio a giudizio; processo, anzi processi, che in questa Italia strana, che mette inseguito ed inseguitore sullo stesso piano, potrebbero riguardare sia Ernesto ILARI che il Carabiniere costretto a fare fuoco.
A stare meglio, incredibile a dirsi, è ILARI che il prossimo 24 aprile dovrà rispondere di lesioni personali gravi stradali, oltre a resistenza a pubblico ufficiale.
E non è detto che per il fuggitivo possa davvero esserci un progetto. L’avvocato anconetano Ennio TOMASSONI, legale dell’osimano, sta infatti ancora valutando la possibilità di chiudere in un colpo solo il conto con la giustizia, riservandosi di chiedere al giudice Roberto EVANGELISTI, per il proprio assistito, la messa in prova di ILARI presso i Servizi sociali, in cambio della sospensione del procedimento penale; prassi possibile quando riguardante casi di minore allarme sociale.
Rischia davvero di andare peggio a chi, invece, si trovava ad inseguire ILARI per lavoro. Il Carabiniere che si è visto costretto a fare fuoco dovrà difendersi, in udienza pre dibattimento, difeso dall’avvocatessa osimana Elisa GATTO, dall’accusa di lesioni personali gravi per eccesso di difesa, frode in processo penale e depistaggio in quanto pare abbia dichiarato, in sede di indagine, l’esplosione di meno colpi rispetto a quelli effettivamente sparati. Così va il mondo, anzi l’Italia.
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