PARTE DA OSIMO LA CAMPAGNA PER LE REGIONALI DEL 28 SETTEMBRE MARCHIGIANI TRA L’ATIM DI FRANCESCO E GLI AFFIDAMENTI DI MATTEO

La città, scelta ad emblema della mala politica del Centro-Destra, esce con le ossa rotte nell’essere stata proclamata unilateralmente da Ricci “Capitale del fallimento” delle strategie di Acquaroli. Non va meglio circa il futuro, con osimani e marchigiani destinati a dover scegliere, senza alternativa, solo il male minore…
MICHELA GLORIO INCORONATA SINDACO DA ANTONELLI, CHI ARRIVERA' SECONDO?
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di Sandro PANGRAZI
Sarebbe potuto e dovuto essere uno scontro perfettamente alla pari, almeno in partenza, il 28 e 29 settembre prossimi, tra Senatori ed Europarlamentari, tra Guido e Matteo, tra opposte e diversissime visioni di vedere il futuro dei marchigiani.
Ma anche Giorgia, pur largamente la migliore dell’intero cucuzzaro italiano (e dintorni) è un essere umano, fatta di sangue e ciccia… ed ha fallito la ghiotta occasione di acchiappare due grossi e ben nutriti piccioni (mandare a casa il chiaccherato Ministro SANTANCHE’ col traballante ACQUAROLI) spendendo la sola fava di dirottare CASTELLI, con le buone e meno buone, su Piazza Cavour, ad Ancona.
Una mossa da fare in tempi non sospetti, circa un anno fa e comunque non appena la situazione della SANTANCHE’ ha iniziato a traballare pericolosamente.
Anche perché le mosse sbagliate o anche le non mosse (come in questo caso), puntualmente si pagano ogni 28 settembre o scadenza utile a portata di mano della politica.

Politica che se resta l’arte dell’impossibile, risponde pur sempre a precise regole scritte o solo dette (in genere le più pericolose per un leader) che impongono di non sbagliare mossa quando gli eventi precipitano e occorre ragionare a sangue freddo sull’unica cosa utile da farsi: mollare al proprio infausto destino il cavallo gravemente ferito e pure azzoppato, per evitare di essere raggiunti dal nemico e fare la stessa identica fine del mulo, prezioso ma ormai inservibile.
Dunque non sarà un braccio di ferro tra Guido e Matteo ma un più banale tiro alla fune tra lo stanco Francesco e lo sfidante super allenato Matteo.
Uno scontro il cui esito riguarderà da vicino gli Osimani non solo in quanto marchigiani ma anche e diremmo soprattutto per essere stati eletti, sia da Francesco che da Matteo, a simbolo del male.
Ma che male. Male assoluto!
Francesco non ce l’ha ancora detto in faccia, con parole proprie, ma già immaginiamo la faccia del Governatore, tutto un programma, il pomeriggio di lunedì 26 maggio, allorquando il dato delle 33 sezioni sarà ufficiale.
Michela GLORIO avrà vinto al primo turno, sarà la prima donna Sindaco di Osimo dai tempi di Pompeo Magno (grosso modo 21 secoli e spiccioli come mancia) ma non sarà la prima volta che il Centro-Destra avrà regalato la città alla minoranza virtuale del pensare osimano.
Matteo RICCI, invece, bontà sua, non ha aspettato il 26 maggio per cantar vittoria, costretto a farlo dalla politica di farsi del male a tutti i costi che CIUFFO MOSCIO e il sempre meno magico Cerchio di Campocavallo ha imposto a Osimo come una maledizione, una fattura a morte, un assalto di Satana a prova di qualsiasi esorcista in circolazione.

Auximum calenda est e le possenti mura di Osimo cadranno, per la terza volta in un paio di millenni abbondanti; stavolta non sotto i colpi delle feroci truppe Ostrogote nel 535 (respinte nel 553 dai Bizantini ai tempi di Ancona “porto di Osimo” e per Procopio capitale della regione) e neanche per l’occupazione tedesca fino al 7 luglio 1944 ma per un pugno di visionari mossi, all’ombra del Santuario dell’Addolorata (scusate l’inciso che non vuol essere blasfemo… ma purtroppo mai Addolorata abbastanza per le mosse di ANTONELLI e soci) dall’odio, dalla voglia di vendetta, dallo spirito di azzerare tutto che da un anno e mezzo anima il Cerchio, determinato a trascinare più osimani possibili nella sconfitta con ignominia.
Osimo così vivrà, sul palco del “La Nuova Fenice”, l’annuncio di quella che sarà un duello all’ultimo “scandalo”, uno per parte, tra ACQUAROLI e RICCI: da una parte la discutibile e discussa gestione dei fondi Atim per una ventina di milioni circa e dall’altra la più ridotta, per mole di denaro buttato dalla finestra, dei cosiddetti affidamenti arrivati ai soliti amici degli amici da una ben oliata macchina amministrativa pesarese.
Tutto sommato non un gran bel scegliere per osimani e marchigiani. Ma meglio, al momento, pare non solo non esistere ma neanche essere stato pensato come ipotesi alternativa futuribile.
Buon voto a tutti.
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