PASSO INDIETRO DELLA CANDIDATA MONICA BORDONI: “IO NON CI STO” UN ERRORE RIPROPORRE SCHEMI FALLITI, MI SOTTRAGGO CON FERMEZZA”

Il Capo di Gabinetto di Dino Latini, invitata a tradire politicamente il proprio datore di lavoro, si è fatta due conti e annusata l’aria ha ringraziato i partiti che hanno pensato a lei, respingendo al mittente di Orsetti e Acquaroli la mela avvelenata della candidatura. “A questi meccanismi fatti di veti incrociati e decisioni calate dall’alto – ha specificato a chiare lettere la mancata candidata – mi sottraggo con fermezza”
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“Io non ci sto”. Con queste quattro parole che riecheggiano il gran rifiuto del 1993, a reti unificate, di un mediocre Presidente della Repubblica Oscar Luigi SCALFARO (indisponibile a farsi cuocere a fuoco lento in un “gioco al massacro” sullo scandalo poi soffocato dei fondi Sisde) Monica BORDONI questa sera ha inteso più modestamente sintetizzare il proprio pensiero.
E sgombrare il campo dalla (inutile) candidatura a Sindaco, avanzata a suo nome, 48 ore fa, dal duo ACQUAROLI-ORSETTI; candidatura infida e a trabocchetto che, oltre che ad essere caduta dall’alto, oltretutto parrebbe non risultata gradita quasi a nessun altro.
Il capo Gabinetto del Presidente dell’Assemblea regionale Dino LATINI, col quale la BORDONI sarebbe entrata in aperto conflitto di interessi se il nominativo fosse stato sdoganato per una autolesionistica corsa a perdere… di fronte alla sostanziale richiesta palese di “alto tradimento”, ha preferito gettare la spugna e saggiamente ritornare al proprio posto.
“E’ vero, e di questo ringrazio i partiti che hanno fatto il mio nome, pensando a me come candidata spendibile per concorrere a testa alta contro la grande favorita Michela Glorio” – questo il succo del comunicato che riportiamo fedelmente – “…ritengo di personificare il prototipo del politico serio, efficiente e responsabile e di poter offrire ad Osimo una guida consapevole e preparata”.
“Avrei potuto portare in dote un solido percorso politico-amministrativo fatto di competenze che ho già messo (e avrei continuato ad investire) nella città; convinta come sono che ad Osimo servano come il pane uomini e donne dotati di capacità e dedizione… ma ritengo un errore riproporre schemi già dimostratisi fallimentari.
A questi meccanismi – ha tagliato corto la BORDONI ritirando la disponibilità concessa – mi sottraggo con fermezza!”.

Questo il testo originale per come è stato diffuso:
“Osimo ha bisogno di competenza e visione, non di logiche imposte o giochi potere. Ciò detto, in merito alla mia possibile candidatura a Sindaco di Osimo, ritengo doveroso chiarire che si tratta di una proposta maturata all’interno di alcune forze politiche che ringrazio per la fiducia e la stima dimostrate.
Questa attenzione dimostra la volontà di garantire alla città una Amministrazione solida, capace di offrire una visione chiara e una gestione fondata su esperienza e competenza.
Non si tratta di ambizioni personali ma della consapevolezza che Osimo merita un governo in grado di affrontare le sfide future con serietà, efficienza e responsabilità.
Ritengo tuttavia un errore riproporre schemi dimostratisi fallimentari – con candidature imposte dall’alto (vedi un anno fa Francesco ACQUAROLI con Francesco PIRANI, NdR.), estranee alla politica e all’Amministrazione – che rischiano di privare la città di una guida consapevole e preparata.
Osimo ha enormi potenzialità e per valorizzarle servono persone con un percorso politico e amministrativo solido.
Ho sempre messo le mie competenze al servizio della città e continuerò a farlo, nella consapevolezza che il buon governo si costruisce con capacità e dedizione, non con logiche di veti o con decisioni calate dall’alto.
A questi meccanismi mi sottraggo con fermezza; Osimo merita scelte responsabili… non uno stillicidio di nomi”.
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