PIRANI NON STACCA LA TESTA A LATINI CHE STACCA LA SPINA A PIRANI! AUTOGOL DEL SINDACO, CON UNA MOSSA SOLA ADDIO A 6 VOTI SU 16!

Con una strategia casuale ma al limite del diabolico, dopo soli 59 giorni tempestosi, si sono fuse le intenzioni dei Civici storici e delle minoranze rosse nel disegno comune di azzerare l’esperienza Piratelliana e di andare a nuove elezioni. Disegno facilitato dalla clamorosa inesperienza di una Amministrazione presentatasi in Consiglio comunale con ben due Consiglieri da sostituire – Ginnetti e Alessandrini Passarini – senza preoccuparsi di aver più persino i numeri (appena 10) per poter partire! E ora? Pirani prenda atto
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In attesa che l’Assessore ANTONELLI e l’europarlamentare CICCIOLI aiutino il Sindaco PIRANI a mandare a casa Dino LATINI e a chiudere la 35ennale esperienza civica, iniziata nel 1992 con la nascita di Su la Testa, anzitempo a casa… tanto per restare in tema, dovrebbe andare proprio il Sindaco PIRANI.
Stavolta a mancare (nel corso della seduta Consiliare più breve della Storia, più breve ancora della mini seduta per la mancata elezione di Stefano SIMONCINI a Presidente) non sono stati soltanto i voti di una maggioranza nata morta e che solo per accanimento terapeutico non è ancora stata affidata al fuoco purificatore di nuove elezioni… ma a mancare è risultato persino il numero legale di 13 necessario per far partire i lavori del Consiglio comunale!
Ad appena 10 si è fermata la conta del Segretario D’ANGELO che, confermatosi di terza categoria, nell’appello ha bellamente chiamato persino i Consiglieri in surroga Fabiola MARTINI e Lanfranco MIGLIOZZI.

Proprio i due Consiglieri chiamati a sostituire i dimissionari Alberto Maria ALESSANDRINI PASSARINI ecc. e Achille GINNETTI, hanno dato il via ad un pomeriggio tragicomico per la città; pomeriggio conclusosi con la presa d’atto, da parte di Francesco PIRANI, di essere entrato a far parte della minoranza!
Ma andiamo con ordine per i meno domestici ai tempi della politica. I lavori della seduta avrebbero dovuto aprirsi, alle 18.30, con la sostituzione dei due nominati, di recente, alla Asso e ad Osimo servizi.
Nomine la cui accettazione presuppone le dimissioni dall0incarico di Consigliere. Cosa regolarmente avvenuta.
Di fatto, però, in attesa della sostituzione e di ripristinare i numeri della maggioranza, PIRANI poteva contare solo sui 14 dei 16 Consiglieri affidati.
Un particolare fondamentale per comprendere la narrazione di quanto avvenuto, paragonabile in tutto e per tutto ad affrontare, fisicamente, alle spalle… un uomo seduto sul water, intento ad espletare le proprie funzioni, temporaneamente minorato a difendersi.
Una condizione di inferiorità temporanea, da ripristinarsi a seduta avviata con la surroga di MIGLIOZZI e della MARTINI che mai, però, ier sera, pur presenti ai lavori, poterono metter piede in Sala Gialla causa il mancato raggiungimento del quorum a quota 13!
Non che la doppia sostituzione avrebbe potuto portare a salvare la testa di PIRANI – da 10 la maggioranza sarebbe salita a 12, numero sempre insufficiente per raggiungere il numero magico di 13 – ma almeno avrebbe stimolato l’assemblea almeno a provarci a toccare il numero legale.
In quel momento, infatti. Michela GLORIO e l’intero Stato maggiore del Pd era presente all’esterno dell’emiciclo a contare, pallottoliere alla mano, i presenti e gli assenti e i consiglieri collegati da remoto.

Nulla da fare. Il trio PIRANI e ANTONELLI e CICCIOLI, per quanti hanno potuto sforzarsi, 10 Consiglieri erano e 10 Consiglieri son rimasti alla chiama del Segretario. Ragion per cui, ad un cenno della GLORIO, i nove delle minoranze di Sinistra hanno bellamente lasciato la Sala Gialla facendo esplodere il caso politico: dopo 59 giorni vissuti pericolosamente, sfidando leggi, alleanze, patti, promesse e ogni altro armamentario della politica è toccato a Dino LATINI staccare la spina al malato terminale PIRANI e non già il contrario. Nonostante gli insegnamenti ripetuti alla nausea da “Rigoletto” CINGOLANI, nonostante lo sprone di CICCIOLI a pugnalare alle spalle, nonostante il moltiplicarsi di tradimenti, alcuni anche importanti e dell’ultima ora, vedi persino Stefano SIMONCINI, di mille banderuole…
Personaggi senza onore, che si illudono di ripararsi dal vento della collera popolare che monta, sfruttando gli alti schienali di ricche poltrone, presto senza valore.
Cinque minuti netti e fine del Consiglio comunale più breve e drammatico dal dopoguerra.
PIRANI prenderà buona nota togliendo il disturbo?
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