PIRANI ULTIME ORE DA SINDACO, DOMANI IL TAR TAGLIA LA TESTA AD ANCONA FACCIA A FACCIA CON ACQUAROLI PER IL DOPO PIRANI

Incontro in Regione, ieri mattina davanti a testimoni, per i due Francesco. Il confronto, molto breve, sollecitato dal Governatore in vista della probabilissima concessione della sospensiva, richiesta dal Pd e dintorni al Tribunale amministrativo, circa la validità della ormai famosa “seduta 1915”, il 13 settembre scorso. Verdetto togato atteso entro venerdì; dimissioni eventuali entro domenica per consentire il voto di Osimo (22 Consiglieri superstiti su 25) alle elezioni di secondo grado Provinciali
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Ultime ore di attesa. Se Osimo avrà indietro, da qui a domenica, almeno un pizzico di fortuna, ad oggi negata, la città potrà festeggiare l’ultimo week-end a guida Francesco PIRANI.
Due gli episodi che dovrebbero condurre, combinati insieme, ad un lieto fine imminente e alla caduta di PIRANI: l’incombere della sentenza del Tar (Presidente Renata Emma IANIGRO) sull’istanza di sospensiva circa gli atti prodotti (vedi validità dei lavori del Consiglio comunale 13 settembre, alla storia come “seduta 1915”) e la coincidenza del rinnovo del Consiglio provinciale, domenica prossima, con ben tre Consiglieri osimani (SALLUSTIO, la MARTINI e MIGLIOZZI) sotto giudizio

Voto che seppur limitato a tre “civici”, potrebbe anche risultare decisivo, visti i delicati equilibri in ballo tra Centro-Destra e Centro-Sinistra; una ragione di più per il Tribunale amministrativo regionale, sospinto dal Prefetto ORDINE e dalle sollecitazioni a far presto nientemeno che del Ministro dell’Interno Matteo PIANTEDOSI.
Insomma il caso-Osimo deve restare confinato (e possibilmente risolto) entro le mura cittadine; non è pensabile di allargare il caos anche all’intera provincia accettando il voto di tre Consiglieri che potrebbero, magari, risultare invalidi. Con tutte le conseguenze, che nessuno vuole neanche immaginare, politiche e amministrative del caso.
Da qui l’urgenza per il Tar di far presto. E far bene nel solco che Prefetto e Ministro hanno già sussurrato al giudice monocratico, anche senza volerlo ma comunque attraverso i giusti canali; vie informali che da sempre prevedono venga curato e soddisfatto, come primario bene, l’interesse dello Stato.
In questa precisa ottica ieri mattina il Governatore regionale Francesco ACQUAROLI ha convocato in Regione il proprio “sottoposto” (per usare un eufemismo) per comunicargli, per vie brevi, cosa la politica si aspetta da PIRANI dopo la sentenza del Tar.

L’incontro, risultato particolarmente breve, si è svolto davanti a quattro testimoni (due per parte), a garanzie che stavolta non ci saranno sorprese: se il Tar dovesse, come pare più che scontato, azzerare la validità della “seduta 1915”, concedendo ai ricorrenti del partito Democratico e dintorni la soddisfazione politica di aver visto giusto per primi, a PIRANI non verrebbe concesso spazio per altri colpi di testa e “imposto” di fatto di rimettere il mandato seduta stampa, alla pronuncia della sentenza.

Ciò in forza della circostanza di essere rimasto, in Consiglio comunale, con soli 7 voti a favore (oltre al proprio e a quello del Presidente SIMONCINI), ovvero molto meno consenso di quanto spettante, ad esempio, ali perdenti politici all’opposizione, forti comunque di 9 voti.
L’incontro ad Ancona, di fatto, si è concluso al volo, senza neanche prendere in considerazione l’ipotesi B che vorrebbe il Tar accreditare conforto alla tesi dell’ex Segretario generale, il giovane D’ANGELO junior; ovvero all’ipotesi suggestiva (e persino un tantino romantica) di una sorta di immortale elisir di giovinezza… ovvero che i proclami di un Re, preoccupato per le conseguenze di una Guerra mondiale imminente, possano ancora oggi, 109 anni dopo l’emanazione, fungere da diretta via per l’Italia del 2024!

Nel caso di scuola, avanti si vada. Almeno fino alla ghigliottina di fine anno, da allestire in piazza Boccolino per PIRANI e l’intera Giunta, circa la mancata approvazione del Bilancio preventivo 2025.
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