PIRANI VERSO IL SUICIDIO DI MASSA: “A LATINI CI PENSI ACQUAROLI…” RICHIESTE AL CENTRO-DESTRA REGIONALE LE DIMISSIONI DEI CIVICI!

Il Sindaco in scadenza, anziché adoperarsi per una soluzione possibile, perde tempo a dettare condizioni irricevibili ai propri “inventori” politici, ACQUAROLI e LATINI, chiedendo all’uno di scaricare l’altro… in un intreccio ormai evidente con le prossime elezioni Regionali. Sapendo di portare a casa degli inevitabili no, PIRANI si illude, sempre peggio mal consigliato da ANTONELLI, di precostituirsi una via di uscita onorevole, quantomeno, verso gli osimani. La conferma dell’addio, viceversa, dovesse davvero materializzarsi, porterà alla luce la vera identità di un uomo che già nell’accettare la proposta in primavera di candidarsi sapeva benissimo dove portare Osimo o quali rivincite porre all’incasso
di Sandro PANGRAZI
Tra le certezze che Francesco PIRANI, a suo dire, avrebbe regalato alla città, ci sarebbe quella di non appartenere alla classe denominata “politica”.
Intendendo in tal modo costruirsi una verginità di cartapesta, perfetta per ammiccare l’occhio al crescente sentimento nazional popolare dell’anti-politica.
Tra quanti non mangiano quotidianamente pane e politica, PIRANI parrebbe in effetti essere sul punto di farsi accreditare, in questi 5 mesi di bailamme, spesso non comprensibile, l’immagine dell’ex bravo ragazzo, tutta casa, femmine e lavoro e comunque “meno politico dei politici in circolazione ad Osimo”, convinto in questo modo di ricavarne un qualsiasi, forse, vantaggio elettorale.
Non concesso a PIRANI il concetto che il non politico faccia cosa politiche meglio e prima di un politico di professione (sarebbe come affermare che chiunque, proprio perché digiuno in materia, possa far meglio di Ronaldo, Agnelli o Armani (per citare tre nomi a caso di chi ce l’ha fatta), ci tocca rivelare agli osimani che PIRANI, di vergine, mantiene ben poco. E questa purezza, ahi Sindaco, non appartiene di certo all’ambito dell’impegno pubblico (escludendo a priori verginità di altra natura) come il nostri quasi eroe, in vista del 4 dicembre, vorrebbe far credere ai più sprovveduti.

Le prime tracce di Francesco PIRANI affetto dalla brutta malattia politica sono datate 1999, un millennio, un secolo, 25 anni fa. Una vita intera, si direbbe, con il politichesimo che già divorava un PIRANI giovane (34 anni) ma non più giovanissimo da poter accampare scusanti tipo prima cotta.
Ecco PIRANI, all’interno del bunker civico di via Marco Polo, annotare i risultati in arrivo dalle varie sezioni sul territorio, relativi al primo successo elettorale di Dino LATINI del ’99.
Puro senso civico? Ok, chiamiamolo così: buona educazione civica. Talmente buona che due anni dopo, grazie al ribaltone che estromise Alleanza Nazionale (esempio che oggi PIRANI parrebbe invece non voler prendere in considerazione, neanche quale esempio utile per uscire da una crisi che definire kafkiana par ancora troppo poco) fece scattare a PIRANI il primo bonus politico con la nomina ad Assessore allo Sport nel rimpasto 2001 del LATINI 1. Pur sempre di un cazzotto in un occhio.
Anche perché l’esperienza da non politico che gioca alla politica dei grandi non dovrebbe essere dispiaciuta al nostro eroe da Polverigi city.
Nel 2004, col LATINI 2, sempre baby ma ormai a 39 anni, rieccolo in poule position, stavolta anche da candidato di Su la Testa, quinto in graduatoria di merito (174), distanziando di tre preferenze proprio Sandro ANTONELLI (171); un segno del destino quello di restare pur sempre solo e sempre sotto? Nel 2004 come nel 2024.

Anche le idee, a distanza di 20 anni, sembrano ripetersi: oggi PIRANI, da bravo non politico, per non ritirarsi da Sindaco e non consegnare la città ai “rossi”, pretende l’addio alla politica, nientemeno di Dino LATINI! Proprio il politico che ha inventato PIRANI non politico… ma Assessore per 10 anni anni! Dal 2001al 2004, dal 2004 al 2009 e dal 2099 al 2011, fino allo storico incontro ravvicinato del terzo tipo, sulla scalinata di Palazzo comunale, conclusosi purtroppo solo con l’arrivederci, non certo un addio, di PIRANI a ciò che più odia: la politica.
Certo pensare di risolvere una crisi drammatica e senza precedenti come quella osimana, chiedendo alla politica per eccellenza, fatta carne e sangue in LATINI, di fare tutti i passi indietro necessari a distruggersi e ad autoannullarsi è davvero un pensare da pazzi… una idea che potrebbe saltare in mente, solo a persone politiche o non politiche, dedite a distinguersi per scarsa serietà, affidabilità e competenza in materia.
O a personaggi, come PIRANI, animati dal desiderio di rivalsa personale (per i fatti noti del 2011) e vogliosi di portare a casa risultati, personali e/o per il proprio gruppo di riferimento, a spese esclusive di altri, nella fattispecie di chi ha portato, col 55%, la netta maggioranza del consenso.
Pensare di richiedere ad ACQUAROLI e alla politica del Centro-Destra, di per se in fibrillazione per le Regionali del 9 novembre ’25, di attivarsi per farsi del male e chiedere di far godere Osimo e in contemporanea tagliarsi l’uccello in Regione, è follia allo stato puro. Delirio di onnipotenza. Sindrome da Marchese del Grillo!
Al riguardo ci torna in mente, per tornare al non politico-PIRANI e al modo di fare del personaggio, un simpatico aneddoto (sconosciuto ai più) che brilla nei cassetti del Sindaco dimissionario investito un precedente, se non analogo, caso politico datato 2004.

Le elezioni Amministrative avevano appena consegnato a LATINI la vittoria con la percentuale più alta della propria storia (11.751 osimani su 20.063, pari al 60.88% al primo turno) quando una sera, in un vertice di maggioranza interamente civico, Francesco PIRANI ormai 40enne si alza in piedi e chiede la parola: “Ritengo che per assicurare un cammino tranquillo e senza problemi di maggioranza, ciascuno di noi farebbe bene, in questo momento, come sono pronto a fare io… a dare le proprie dimissioni! In bianco! Da far scattare in caso di problema personale, senza coinvolgere altri…”.

Per la cronaca la proposta, seguita dall’esempio di PIRANI a formare un foglio bianco, fu brevemente commentata dai presenti, con fogli in bianco che comparvero miracolosamente da tutte le parti. Due o tre, i più cretini del folto gruppo, imitarono PIRANI e si sottoscrissero le proprie dimissioni a prescindere… fino a quando non fu il turno di coloro con ancora del sale in zucca che fecero saltare il tavolo (saltare cioè in aria) mandando PIRANI la dove ACQUAROLI lo ha ritrovato questo inverno. E dove avrebbe meritato di restare.
Domanda finale: come può essere accettato dalla politica uno che a parole la aborre e nei fatti la utilizza al punto di chiedere, nel 2004, dimissioni in bianco e nel 2024 dimissioni immotivate al proprio “inventore” e azionista di maggioranza? In quale mondo misterioso, PIRANI pensa di poter portare Osimo a vivere?
Cosa ne pensi?
Partecipa alla discussione. Il tuo commento sarà revisionato dalla redazione.
Potrebbe interessarti

IL PD IRONIZZA SUL "CANDIDATO STRANO" MA A SVENTARE IL "DAJE COCCA" DELLA BORA E' TOCCATO AL CENTRO-DESTRA!
Leggi articolo
"OSIMO SIA UN MONITO, NON UNO SPAURACCHIO", LATINI RIVENDICA L'IDENTITA' CIVICA
Leggi articolo
LA "PECORA NERA" SALVERA' LA FACCIA AL CENTRO-DESTRA?
Leggi articolo
CICCIOLI E LA "DITTATURA DEL PALLOTTOLIERE": SE LA POLITICA DIVENTA UN CONCORSO A PREMI
Leggi articoloResta aggiornato via Email
Ricevi le ultime notizie direttamente nella tua casella email. È gratuito e sicuro.
Resta aggiornato su WhatsApp
Ricevi le ultime notizie direttamente sul tuo cellulare. Niente spam, solo news importanti.