PRESIDENZA ASSO, DALL’ANAC PER GINNETTI SOLO SBERLE E SCHIAFFI ACCOLTO L’ESPOSTO DELLA ANDREONI MENTRE GOVERNO CAMBIA LEGGE!

Tra pareri, contro deduzioni e decisioni sul da farsi… Ginnetti ha optato per una operazione di facciata: dimissioni dal vertice della società speciale per candidarsi in maniera formalmente corretta, per l’ennesima volta record, in Consiglio comunale. Peccato che quasi in contemporanea il Governo abbia abrogato la questione “inconferibilità”.
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Continuando a fare le pulci ai candidati in lizza il 25 e 26 maggio, parrebbero tutt’altro che spontanee le dimissioni di Achille GINNETTI dalla impagata Presidenza Asso.
Come è noto il medico alto, già protagonista del fenomeno elettorale “Progetto Osimo”, anziché godersi una meritata pensione dopo l’auto affondamento della corazzata PIRANI, ha mal pensato di mettere alla prova ciò che resta del movimento, dimettendosi dall’incarico al vertice dell’azienda speciale per poter accedere, senza macchia e senza paura, all’ennesima prova elettorale.
Candidatura che, pur non avendo fatto bene i conti, dovrebbe consentire a GINNETTI di superare gerarchicamente persino LATINI nella speciale classifica di anzianità politica, sempre presente alle Comunali, dal 1995 ad oggi!

Peccato che il nuovo record sia stato ottenuto fuorviando la buona fede degli elettori che, ad un GINNETTI dimessosi dalla Presidenza Asso per scelta volontaria e nel rispetto della legge, avevano creduto.
Nella realtà l’Anac, l’autorità nazionale anti corruzione che dal 2012 vigila sulla integrità della pubblica amministrazione, prevenendo corruzione, contrastando illegalità, attuando trasparenza e controllo sui contratti pubblici, nelle settimane scorse ha risposto positivamente all’esposto presentato dalla ex Consigliera Paola ANDREONI in tema di inconferibilità dell’incarico.
Incarico passato dall’Amministrazione PIRANI al Consigliere di maggioranza GINNETTI in assenza del periodo di “raffreddamento politico” stimato dalla legge in almeno anni due.
Da quel che sappiamo Achille GINNETTI si è opposto alla valutazione di merito (che ha accolto l’esposto della ANDREONI) presentando le proprie contro deduzioni alla decisione di confermata inconferibilità della Presidenza Asso… ma anche decidendo, pochi giorni dopo, di tramutare la sentenza pro opinione pubblica; ovvero annunciando di sottostare al principio di legge (quindi dimettendosi sua sponte) per una nuova avventura da candidato.
Purtroppo per GINNETTI la vicenda ASSO registra anche la beffa! In contemporanea con i fatti narrati, l’odiato Governo MELONI (odiato sia dall’Amministratore che dal candidato GINNETTI) a marzo ha introdotto, nella conversione in legge del cosiddetto Decreto “Mille proroghe”, l’abrogazione dell’articolo 7, comma 2 del Decreto legge 39/2013.
In pratica è stato cancellato il divieto, anche per gli ex Amministratori locali non “purgati” dal raffreddamento biennale, di ambire ad incarichi amministrativi di vertice o dirigenziali presso Enti locali, amministrazioni Enti pubblici e società pubbliche provinciali o comunali, come la Asso.

Con il “Mille proroghe” cancellata anche la proroga, a valere per tutto il 2025 ma ormai inutile, che concedeva la inapplicabilità del comma 1 del ricordato articolo 7 del Decreto legge 39/2013, a valere per i Consiglieri dei Comuni con più di 15.000 abitanti, vedi Osimo.
Secondo la riforma introdotta con il “Milla proroghe”, ergo, potranno accedere agli incarichi amministrativi di vertice e/o dirigenziali anche gli amministratori in uscita da incarichi elettorali.
Per la cronaca l’unico divieto che resta in piedi, ancora applicabile in tema di inconferibilità, riguarda gli incarichi attribuiti a livello regionale; la stessa Anac aveva suggerito di farne piazza pulita, adeguando la norma al dettato della Corte Costituzionale, ma il Governo ha deciso diversamente.
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