PROVINCIA: MANDARANO E CAMPANILE (AZIONE) TENTATI DAL GRAN RIFIUTO?
Patto tra moderati ad Ancona e Senigallia: un sindacalista e un catechista, eletti nell'area di Calenda, valutano in queste ore lo strappo pur di scuotere un sistema fermo da anni. Una manovra che, sommata al cambio di casacca di Tommaso Fagioli (già acquisito al Centro-Destra con l'Erap) potrebbe a consegnare una insperata vittoria a Paolorossi


di Sandro PANGRAZI
Non è solo una questione di numeri, ma più prosaicamente di dare e avere. Specie per i pesci più piccoli e in genere più affamati.
Nelle ultime ore che precedono il voto provinciale del 15 marzo, la stabilità del Centro-Sinistra di Daniele CARNEVALI appare minata da un inaspettato asse trasversale che unisce le due città più importanti del territorio: Ancona e Senigallia.
Al centro della tempesta perfetta ci sono Massimo MANDARANO e Gennaro CAMPANILE, entrambi approdati nei rispettivi Consigli comunali sotto le insegne dei "Riformisti" di area Azione, ma oggi scopertisi, grazie alla sostanziale parità in campo dei due pretendenti, pedine fondamentali di una strategia che potrebbe cambiare radicalmente il volto del governo provinciale.

Massimo MANDARANO, Sindacalista Cgil e Consigliere comunale ad Ancona
Le ragioni della riflessione: l’esigenza di una nuova proposta
Per i due Consiglieri, la tentazione di sfilarsi dalla scontata riedizione di sostegno al candidato del Centro-Sinistra non nasce da una regia esterna, ma da una profonda esigenza individuale di rinnovare una proposta politica locale stantia, che sentono ormai logora.
Massimo MANDARANO: il pragmatismo del sindacalista. Per lo storico esponente della Cgil, la riflessione segue la recente elezione a vice Presidente di Commissione ad Ancona con i voti della maggioranza SILVETTI.
MANDARANO avverte l'esigenza di superare gli steccati ideologici: scuotere l'ente Provincia significherebbe forzare un rinnovamento che il Centro-Sinistra non sembra più in grado di garantire, cercando sponda in una coalizione più aperta al dialogo civico.
Gennaro CAMPANILE: la coerenza del catechista in stile FAGIOLI? Per il volto del cattolicesimo democratico senigalliese, la spinta al cambiamento è una questione di due + due da far quadrare a quattro.
Dopo aver preso le distanze dagli apparati, CAMPANILE vede nell'astensione l'unica via per non restare schiacciato in un sistema che non si è autoriformato.
È il dubbio di chi, cresciuto nella parrocchia e nel sociale, cerca una politica che torni a parlare alle persone oltre le sigle.
L'ombra del caso FAGIOLI e la tenuta dell'area Azione
A pesare sul clima elettorale è però un precedente freschissimo che ha già terremotato l'area riformista: il passaggio di Tommaso FAGIOLI (Coordinatore regionale di Azione) verso le accoglienti e riposanti sponde del Centro-Destra regionale.
Quello che molti osservatori hanno bollato come un "cambio di casacca", suggellato dalla prestigiosa nomina alla presidenza dell'Erap Marche, ha tracciato anche una rotta impercettibile ma solida che ora MANDARANO e CAMPANILE potrebbero seguire, seppur con modalità differenti.
Se FAGIOLI ha scelto la collaborazione diretta, per il sindacalista e il catechista la strada potrebbe essere quella di un disimpegno che agevoli il ribaltone senza passaggi formali, ancorchè esposto al rischio dell'accusa politica.
Il fattore astensione: la lezione del 2021
In un'elezione di secondo livello, dove votano solo i 663 amministratori locali, ogni franco tiratore pesa il doppio, mentre l'assenza polemica o strategica dalla cabina vale "solo" il proprio singolo voto.
I dati storici sono già un monito: nel 2021 si recò alle urne l'80% degli aventi diritto.
Una partecipazione altissima, che difficilmente verrà scalzata da un'astensione di massa, ma che proprio per questo rende ogni "defezione eccellente" un macigno politico da schivare.
L'astensione non sarà certamente il primo partito ma potrebbe rivelarsi il "partito del ribaltone".
Se il disimpegno dovesse accentuarsi rispetto a cinque anni fa, anche solo di pochi punti percentuali, l'effetto sarebbe dirompente soprattutto se concentrato nei grandi centri.
Ancona e Senigallia rappresentano infatti i serbatoi di voti ponderati più ricchi con Osimo e Jesi: se MANDARANO e CAMPANILE decidessero di non ritirare la scheda, toglierebbero a CARNEVALI, ciascuno per la propria quota, una dote di 756 punti (che sarebbero 1.512 in caso di ribaltone) che il Centro-Sinistra farebbe fatica a compensare altrove.

Gennaro CAMPANILE. catechista e Consigliere comunale a Senigallia
Un segnale di "sfratto" al sistema
Il calcolo è semplice: meno voti pesanti su Daniele CARNEVALI significa alzare di altrettanto le chance di Luca PAOLOROSSI.
In questo scenario, la controparte di Centro-Sinistra non resterà certamente a guardare: è prevedibile che nelle prossime ore si intensificheranno i tentativi di mediazione per favorire il "ritorno all'ovile" dei due consiglieri e di tutti quegli altri amministratori che, specie nell'area vasta del Civismo, appaiono a tutt'oggi ancora in bilico, nel disperato tentativo di blindare una vittoria che oggi, da certa per CARNEVALI, appare tutt'altro che scontata.




