PUGNALONI SFRONTATO DETTA LE REGOLE AD ACQUAROLI: “TRATTIAMO PER OSIMO MA LASCIAMO FUORI LATINI!”

La provocazione e’ rimasta senza risposta da parte del Governatore che, in appena due anni, grazie alla politica proprio di Latini, ha gia’ elargito alla citta’ finanziamenti per circa 60 milioni, contro il nulla di Ceriscioli. Dal leader civico l’ennesima dimostrazione di grande pazienza e l’invito all’Amministrazione a “non isolarsi”
Neanche un centesimo per Osimo, in lunghi cinque anni, dalla Regione Marche a guida Luca CERISCIOLI e ben 60 milioni, in poco più di due, durante la Presidenza LATINI; investimenti di tutta consistenza, storicamente mai ricevuti dal governo regionale, destinati allo sviluppo sanitario, stradale e di tutela del territorio della città.
Eppure la risposta di PUGNALONI alla Regione Marche è sempre quella: trattasi di opere che non servono alla città, se non addirittura inutili.
L’emblematico caso del rifiuto di ben 8 milioni (per completare i circa tre chilometri mancanti alla strada di bordo, preferendo PUGNALONI il nulla) è davanti agli occhi degli osimani, inspiegabile, se non con la volontà estrema di sacrificare persino la soluzione di problemi annosi, pur di non riconoscere la sconfitta politica delle proprie personali ambizioni anti LATINI.

A conferma che non esiste peggior sordo di chi non vuol sentire, prendiamo a prestito la stessa lettera, inviata da PUGNALONI ad ACQUAROLI, in cui il Sindaco, ponendosi con faccia tosta da pari a pari col Governatore regionale, lo invita ad un dialogo istituzionale che non tenga conto che Osimo è a guida Pd, dimentichi la provenienza di Fratelli d’Italia al vertice regionale e soprattutto escluda dal confronto la quarta gamba del Centro-Destra, ovvero quell’Udc rappresentato proprio da LATINI, osimano, ex Sindaco, ecc…
Il tutto espresso con toni falsamente amicali, finalizzati ad un accordo amministrativo bipartisan e senza colori politici!
Ascoltate PUGNALONI: “Visto il legame di amicizia profonda e di stima reciproca che c’è tra di noi, vorrei con lei condividere una strategia che ci porti a sottoscrivere un patto di legislatura che riguardi gli investimenti della Regione Marche su Osimo.
A tale patto potrebbero partecipare, considerando i vari temi che andrebbero affrontati, le rispettive Giunte, da lei e da me rappresentate”.
Ora, sorvolando sul fatto che a Francesco ACQUAROLI, in questi due anni, semplicemente, non risulta alcuna amicizia e neanche nulla più di un formale rapporto con PUGNALONI… non può non risaltare l’assurda pretesa, invocata da PUGNALONI, di dimenticare i diversi, anzi opposti, obiettivi politici che separano e separeranno sempre i due personaggi; dopo di che, stando alla missiva, ACQUAROLI dovrebbe anche, prima di muover dito, concordare con PUGNALONI cosa, come e quando investire su Osimo!
Il tutto, chicca finale, da ottenersi all’insaputa del Presidente del Consiglio regionale LATINI, se non addirittura a suo discapito, se possibile!
Senza ricordare per forza a PUGNALONI che la sua posizione politica è attualmente largamente minoritaria e per giunta, stando a sondaggi e a voti espressi, destinata ad una sostanziale irrilevanza, nei quadri futuri, anche nella città di Osimo… si sforzi il Sindaco di far immaginare tutti noi per quale misterioso motivo “l’amico” ACQUAROLI dovrebbe assecondarla, concedendo attenzione ai desiderata anti LATINI di PUGNALONI?
Ha deciso davvero che non richiederà gli 8 milioni destinati a bilancio nel 2025? Poco male. A farlo, ringraziando per l’attenzione, sarà il nuovo Sindaco di Osimo che tra 400 giorni succederà al Bertoldo osimano; non ne vuol sapere del poliambulatorio da trasferirsi a San Biagio, in una nuova sede capace di mettere insieme più servizi sanitari? Peccato che la lettera di recesso del contratto dei locali della Curia vescovile (da inoltrarsi con un anticipo di almeno di sei mesi) sia già giunta alla firma Asur e pronta per essere spedita, con tanto di regolare ricevuta di ritorno.
E per quanto riguarda le cosiddette vasche di espansione, necessarie per salvaguardia del territorio di Osimo Stazione da sempre possibili bombe d’acqua, come avvenuto nel 2006, la Regione ha già concluso il proprio intervento, in attesa di continuare i lavori una volta portati a termine i necessari espropri, di pertinenza della Provincia di Ancona di cui PUGNALONI, tanto per cambiare, è consigliere di maggioranza.

Insomma ci vuole davvero tutta la pazienza e la serenità d’animo di Dino LATINI nell’abbozzare ogni volta e augurarsi, dal Sindaco di Osimo in carica, un comportamento più degno di tale ruolo.
“Ben venga la volontà del Comune di Osimo, unico delle Marche a non averlo ancora fatto, ad accogliere l’intenzione del Presidente ACQUAROLI ad essere invitato in città. Spero che da questo incontro auspicabile derivi, per quel che resta del mandato, un comportamento conseguente.
Non posso negare che da osimano, da politico, da ex Sindaco, da leader dell’opposizione, da Presidente dell’assemblea regionale e soprattutto, più in generale, da cittadino mi capita spesso di vergognarmi di quanto viene detto in Consiglio comunale (da PUGNALONI ma senza pronunciarne il nome; Ndr.) sui rappresentanti della Regione, LATINI in primis.
Svilire di continuo questo o quel politico avverso, rende il Comune di Osimo meno forte sul piano istituzionale e nessuna soddisfazione personale di aver sminuito qualcuno, tra l’altro neanche presente al dibattito, potrà mai ripagare la città delle occasioni perdute.
Mi preoccupa, piuttosto, che un simile atteggiamento, inutilmente litigioso su tutto, direi a prescindere, abbia già prodotto per Osimo un isolamento politico – vedi la vicenda dell’acqua su cui la città ha già perso finanziamenti e ruoli capofila – direi ogni giorno più importante. Avverto su di me la tutta la difficoltà di operare, per ricucire con santa pazienza il ruolo che gli osimani meritano in un contesto più ampio e decisivo come la Regione.
Spero pertanto – ha concluso LATINI – di essere parte di questo confronto per Osimo e di non restarne escluso come vaticina continuamente il Sindaco nel non riconoscermi ne’ il ruolo, ne’ le funzioni istituzionali di Presidente”.
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