RADUNO DI METALLARI DISTRUSSE LA VILLETTA DI FAMIGLIA PIGNORATA ALLA SBARRA I TRE FIGLI ROCK DELL’ARCHITETTO SANDRO SECCHIAROLI

I fatti a novembre 2019, per un ammontare record di 54.000 euro di danni, a pochi giorni dal rilascio dell’immobile (di fronte all’ex Muzio Gallo) al vincitore jesino dell’asta. I tre ragazzi, dai 26 ai 29 anni, appassionati di musica alternativa, organizzarono un’ultima festa con numerosi coetanei che vandalizzarono e rubarono quanto possibile, compresa una vasca da bagno smurata dalla sede! Debbono rispondere di furto aggravato, danneggiamento e mancata esecuzione di un provvedimento del giudice. Prossima udienza fissata per il 12 maggio
Come uno scontro, stile anni ’80, tra paninari e metallari. Con la differenza della sola presenza di quest’ultimi – nella notte tra il 9 e il 10 novembre 2019 – a prendersela contro l’inerme villetta di famiglia – dell’architetto Sandro SECCHIAROLI – pignorata per debiti.
E’ successo circa 5 anni fa quando i tre figli ventenni del professionista incappato nei debiti, approfittando dell’assenza dei genitori, diedero una affollata festa di addio all’immobile, strutturato su tre piani, con tanto di giardino orto e frutteto a guardare i ruderi dell’ex Muzio Gallo, a Villa.
La villetta, all’epoca dei fatti, risultava già pignorata e venduta all’asta ad un acquirente di Jesi che, fiutato l’affare, un mese prima si era aggiudicato l’immobile; non prima di aver fatto un sopralluogo nell’abitazione e di far sorreggere le proprie supposizioni da una perizia indicante il reale effettivo valore.
Tutto, insomma, si sarebbe conclusa in via pacifica, col decreto di trasferimento della proprietà (come comunque è andata a finire) se a complicare il passaggio non si fossero intromessi i tre figli conviventi -dai 26 ai 29 anni – dell’architetto.

Appassionati di musica rock e metallara in particolare, con uno dei tre a far parte attiva di una band locale, i tre mancati eredi hanno pensato male di dar vita da una sorta di addio con un maxi invito – si parla di una cinquantina di persone presenti – a giovani amanti del genere musicale.
Non ci sarebbe stato nulla di male se le cose, ad un certo punto, non fossero degenerate – vai a sapere se per colpa della musica o dell’alcol o dell’effetto combinato, fatto sta che ad un certo punto i musicisti si sono trasformati in vandali, distruggendo quanto era possibile danneggiare.
Perfino la vasca da bagno, per intenderci, era stata smurata dall’alloggiamento e fatta sparire! Non andò meglio al resto della vista, presa di assalto a livello di grondaie, impianto fotovoltaico preso a sediate e mal ridotto, mobili spezzati, finestre divelte, porte sfondate e il materasso matrimoniale di mamma e papà fatto volare in giardino e quindi dato alle fiamme.
Al loro posto, sparsi per tutta casa, chili di rifiuti e spazzatura accumulata dal popolo della notte in troppo libera uscita. Danni ingenti, insomma, calcolati a cose fatte, in quasi 54.000 euro, circa mille euro di cocci a partecipante!
E andò ancora bene all’acquirente jesino, costretto ormai a perfezionare l’acquisto all’asta. La cosa sarebbe probabilmente andata avanti ancora un pò se i vicini di via Striscioni, costretti ad ascoltare schiamazzi per quasi tutta la notte, non avessero in qualche modo dato l’allarme, convincendo i presenti – in particolare i tre figli SECCHIAROLI – a dichiarare la “festa” conclusa anzitempo.

L’indomani il nuovo proprietario giunto da Jesi si ritrovò a constatare un vero e proprio scenario di guerra, documentato dalle foto aggiunte in denuncia, depositata in Commissariato.
Invano, stando alle carte, l’aggiudicatario dell’asta tentò di vedersi riconoscere da una società di Camerano che aveva avviato la procedura di pignoramento, un corposo sconto, pari ai danni subiti.
Non se ne fece nulla; con lo jesino costretto a far fronte alla intera cifra pattuita con l’offerta di asta e ai maggiori costi documentati dal custode giudiziario nominato dal Tribunale.
Di tutto questo si è iniziato a parlare in Tribunale, ad Ancona, con l’udienza dell’altro giorno che vede alla sbarra tutti e tre i figli dell’architetto Sandro SECCHIAROLI, accusati indistintamente di furto aggravato, danneggiamento e mancata esecuzione di un provvedimento del giudice.
Se ne riparlerà il prossimo 12 maggio con i tre fratelli SECCHIAROLI (difesi dagli avvocati Nicola CAGIA e Federico VALLINI di Ancona) convocati in giudizio in giudizio dal giudice Alessandra ALESSANDRONI.
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