THE KOLORS A NUMERO CHIUSO, MONTA L'IMBARAZZO DEL SINDACO GLORIO
Il paradosso di quella che doveva essere la festa patronale: residenti intrappolati tra transenne e disservizi sanitari per uno show divisivo delle famiglie, accessibile a pochi eletti. La città ha subito i blocchi della sicurezza e i disagi logistici pagando anche un conto salato per un concerto-fortino che ha premiato soprattutto la folla arrivata dai comuni vicini
Di Sandro Pangrazi
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19-set-2026
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7 min di lettura

https://www.facebook.com/alsolitoposto.osimo
di Sandro PANGRAZI
I timori della vigilia che OSIMO OGGI aveva espresso chiaramente prima dell'evento, ieri sera si sono purtroppo trasformati in una antipatica quanto triste realtà.
Quello che doveva essere il momento clou della festa del Santo Patrono si è invece rivelato esattamente ciò che temevamo: un evento musicale estivo fine a se stesso, come mille altri in riviera, interessante per i fans in quanto gratuito ma completamente sradicato dall'anima della nostra comunità.
Grattata via la vernice dello spettacolo pop dei The Kolors, la città si risveglia con una certezza: lo spirito della festa di San Giuseppe è stato tradito.
Ma la colpa più grave di questa gestione non sta solo nell'aver snaturato la tradizione, ma nel muro di silenzio eretto da Palazzo Comunale.
La macchina amministrativa ha infatti messo in atto una gravissima omessa pubblicità del numero chiuso, blindando piazza del Comune all’insaputa degli osimani e degli numerosi giovani ospiti arrivati in centro per l'evento a costo zero.
Il blitz del silenzio: la piazza blindata all'insaputo dei cittadini
I nostri dubbi sulla gestione della sicurezza hanno così trovato la peggiore delle conferme.
Piazza del Comune e la contigua Boccolino sono state trasformate in catini a numero chiuso, contingentato a "sole" 5.000 persone.
Un provvedimento drastico che lo stesso Comune ha deliberatamente scelto di non pubblicizzare nei giorni precedenti, lasciando la cittadinanza totalmente all’oscuro, fino all’ultimo secondo, per evitare il linciaggio politico.
Se non fosse stato per lo scoop tempestivo di OSIMO OGGI, che ha scoperchiato il vaso di Pandora diffondendo la notizia delle limitazioni appena un'ora prima del concerto, nessuno avrebbe mai saputo nulla.
Gli osimani e i numerosi ospiti si sono così trovati di fronte al fatto compiuto; in centinaia o più bloccati davanti alle transenne in un clima di caos e profonda frustrazione.
La festa identitaria della città è diventata, nel silenzio colpevole delle istituzioni, un concerto blindato a beneficio di pochi eletti, la gran parte persino proveniente dall'intera provincia e oltre!
Cronaca di un pasticcio annunciato: la burocrazia batte la propaganda
Come avevamo preventivato ieri, la fretta di sventolare un grande nome per fini di propaganda ha accecato la Giunta di Michela GLORIO.
Per accaparrarsi la band del momento, l'Amministrazione ha staccato un assegno da ben 95.000 euro (in gran parte destinati per il cachet dello show) firmando e blindando il contratto mesi prima, prima ancora di fare i conti con la realtà burocratica.
Solo a giochi fatti, infatti, il Commissariato ha imposto le sue rigide e inevitabili misure di sicurezza.
Il risultato del mancato coordinamento preventivo è sotto gli occhi di tutti: non solo la piazza è stata ridotta a un fortino invalicabile, ma l’impatto logistico ha letteralmente cancellato dal centro storico le tradizionali bancarelle della fiera di San Giuseppe, rimpiazzate da un evento pop standard e interscambiabile con una qualsiasi notte bianca balneare.
La narrazione tossica del Comune, la beffa degli ombrelli e il blocco delle consumazioni extra palco
A confermare il dilettantismo allo sbaraglio nella gestione dell'evento c'è la narrazione ufficiale con cui il Comune ha tentato di ammantare la verità, spacciando il posticipo della fiera di due giorni (oggi e domani) come una "libera scelta" concordata tra gli ambulanti e dell'Amministrazione, anziché un clamoroso fallimento logistico.
Sul numero chiuso, poi, il Comune incassa le colpe più gravi avendo taciuto la verità fino alla fine, limitandosi a un ambiguo appello sui social: "Accedete dai varchi consentiti il prima possibile".
Un invito al "si salvi chi può" lanciato oltretutto sotto la costante minaccia della pioggia, che poi è puntualmente caduta sulla fungaia della piazza.
Ma il vero capolavoro dell'incapacità organizzativa si è consumato sul fronte dei trasporti.
In un cortocircuito logistico senza precedenti, le navette dal maxi parcheggio hanno continuato a scaricare pubblico in centro anche quando la soglia massima dei 5.000 ingressi era già stata abbondantemente raggiunta.
Il risultato ottenuto? Centinaia di persone, ignare del blocco, sono state riversate a ridosso dei varchi per poi essere puntualmente respinte!
A completare il quadro, in epoca 2.0, pure l'assenza totale di una qualsiasi diretta streaming (vista la gratuità dell'evento) e/o persino di un banale maxi-schermo in un'altra area della città per assicurare la copertura ai tanti rimasti fuori.
Chi è riuscito ad entrare ha infatti subito un'ulteriore beffa: l'arrivo del maltempo ha costretto il pubblico ad aprire gli ombrelli (teoricamente vietati per sicurezza), azzerando la visuale a gran parte dei presenti.
In salvo almeno l'indotto economico? Inesistente. Nell'area transennata erano attivi solo un paio di bar, mentre la stragrande maggioranza delle attività commerciali del centro (e del fast food perimetrato a Piazza Nuova) è risultato inaccessibile e quindi rimasto a bocca asciutta, impossibilitata a lavorare a causa dei blocchi.
Il caso della farmacia Romaldini aperta sotto il palco: sicurezza a rischio mai considerata
I timori sulla sicurezza hanno sfiorato il dramma sul fronte della salute pubblica, evidenziando una superficialità organizzativa inaccettabile.
La notte del concerto, la farmacia di turno notturno aperta in città, casualmente, era proprio quella del dottor ROMALDINI, posizionata esattamente sotto il palco dei The Kolors.
A causa delle transenne e del muro umano di cinquemila persone, il presidio medico è così rimasto di fatto inaccessibile a chiunque anche in caso di emergenza.
Un cittadino bisognoso di un farmaco salvavita avrebbe dovuto farsi largo tra la folla e superare i cordoni di sicurezza.
Per fortuna non si sono registrate emergenze mediche, ma è stato solo un caso fortuito, un colpo di fortuna che non cancella l'irresponsabilità di chi ha pianificato l'evento senza neanche preoccuparsi di verificare la logistica dei servizi sanitari essenziali.
Osimo paga, i fuori sede ringraziano: la solitudine del Santo Patrono
Come avevamo profetizzato, i numeri che la Giunta sbandiererà come un successo sono solo un'illusione.
A Osimo, per la festa del Patrono, qualsiasi evento riempie da sempre il centro come un uovo: è la tradizione che attira la folla, non il merito di questa Amministrazione furbetta.
Con questa metamorfosi della festa, il Comune ha invece ottenuto il paradosso di spendere una cifra importante ma ad esclusivo vantaggio dei soli under 35, dando vita a uno spettacolo divisivo che ha lasciato a casa genitori e nonni.
Ma il dato più amaro è un altro: l'evento è rimasto aperto, in gran parte, a giovani non osimani, richiamati dai comuni limitrofi dalla totale gratuità del concerto.
Osimo in definitiva paga con le tasse dei propri residenti... i fuori sede ringraziano.
E in tutto questo, San Giuseppe è rimasto tristemente solo anche nel giorno della festa dedicata.
Tutti in piazza per i tormentoni estivi, ma nessuno a ricordarsi il motivo della ricorrenza.
Un saluto al Patrono in pochissimi lo hanno portato; di certo, nessuno dei 5.000 stipati sotto il palco.
La politica dello spettacolo a tutti i costi (ma anche del silenzio sugli aspetti scomodi) ha spento l'anima della nostra comunità.
Iban Sandro PANGRAZI: IT79 J360 8105 1382 3380 9433 812
(Causale: Per un giornalismo che non passa inosservato)
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