RIFIUTI, BOCCIATA LA NASCITA DELLA CORUM, COOP ROSSA<BR>DALLA CORTE DEI CONTI LO STOP AD ANCONA, OSIMO E JESI

I magistrati di Largo XXIV Maggio si sono pronunciati evidenziando una serie di opacita’ sull’operazione; a ’ nonostante due Comuni su tre in scadenza. “” .. La cooperativa pubblica avrebbe dovuto gestire il ciclo integrato dei rifiuti a livello provinciale; sarebbe stata composta da Viva servizi di Ancona al 75%,, Jesi servizi al 12.50% e dall’osimana Ecofon Conero, 12.50%. ’ quattro anni inattiv’, e ’ dipendenti… Cda politico regolarmente nominato
Bocciata dalla Corte dei Conti la costituzione della società consortile Corum (ex Newco) rappresentata dalle quote del Comune di Ancona (75.000 euro ci capitale sociale) e per i restanti 25.000 euro da dividersi a metà tra i Comuni di Jesi e Osimo.
La delibera numero 57 della Corte, a cui spetta la funzione di consulenza giuridico-amministrativa e la tutela della giustizia in ambito di pubblica amministrazione, è stata pronunciata mercoledì scorso 15 marzo in Camera di consiglio dal dottor PALOMBA, ma solo in queste ore è filtrata, peraltro a livello di scoop, da Largo XXIV Maggio.
Ai giudici della Corte dei Conti di Ancona si era rivolto il Comune di Ancona prospettando un parere sulla delibera del Consiglio comunale dorico numero 8 dello scorso 30 gennaio ed avente per oggetto la ricordata costituzione di una società consortile, a partecipazione indiretta, per la gestione del servizio di igiene urbana; servizio a carattere provinciale affidato “in house providing” dalla Assemblea territoriale di ambito 2 alla costituenda Corum Scarl composta al 75% da Viva servizi SpA (Ancona), al 12.50% da Jesi servizi Srl (Jesi) e per il restante 12.5% dalla Ecofon Conero SpA (Osimo).

Ebbene il verdetto pronunciato, sulla base del Decreto legislativo 175 del 2016, in tema di costituzioni di società da parte di pubbliche amministrazioni, ha probabilmente sancito la fine dell’annoso progetto delle ultime amministrazioni rosse restanti sul territorio, di scalata all’affare-rifiuti; non foss’altro per l’imminente scadenza di due Sindaci su tre – MANCINELLI e PUGNALONI – ultimi esponenti residui di società in forte cambiamento in senso diametralmente opposto.
In particolare la Corte, composta da quattro magistrati, in 31 pagine di motivazioni ha rilevato la “non conformità del provvedimento consiliare del 30 gennaio”, nonché dell’operazione societaria tentata – la costituzione di un consorzio di imprese – osservando come “ne’ dalla delibera del Comune di Ancona, ne’ dall’esame delle caratteristiche dell’operazione, emergono elementi che possono giustificare il ricorso a questo ulteriore nuovo organismo societario a partecipazione pubblica, essendo la prassi fortemente circoscritta ad esigenze eccezionali”, vale a dire mirata all’efficienza della partecipazione pubblica, ovvero alla razionalizzazione e alla riduzione della spesa per i cittadini amministrati.
Probabilmente, fra molte opacità segnalate, un ruolo lo ha giocato anche la natura societaria scelta dalle Amministrazioni di Ancona, Jesi e Osimo, ovvero consorziare Viva servizi, Jesi servizi ed Ecofon Conero nella neonata Corum Scarl – con sede ad Ancona – il cui obiettivo, più che raggiungere e suddividere utili tra gli i soci, parrebbe essere dato dal conseguire un risparmio significativo sui costi di produzione e/o di gestire un futuro aumento del servizio, fornito sul cosiddetto ciclo integrato dei rifiuti (raccolta, trasporto e spazzamento).
Diversi i punti sottolineati dal parere della Corte dei Conti, tra cui la circostanza che vuole la Corum scarl, non ancora costituita, già affidataria del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, in forza di un provvedimento emanato il 27 dicembre scorso dall’Assemblea territoriale di ambito 2; documento chiamato a confermare la sussistenza in Corum dei requisiti necessari per l’affidamento… nonostante che dai documenti prodotti sia risultato alla Corte che solo Jesi servizi ha svolto, nel triennio 2019-2021 e svolge, il servizio di igiene urbana!
Mentre Viva servizi SpA, da parte sua, ha attestato che “nelle more della definitiva acquisizione dell’impiantistica utile ad assolvere il servizio… sottoscriverà appositi contratti di affitto di ramo di azienda”; grosso modo quanto ha dichiarato Ecofon Conero che “acquisirà la dotazione impiantistica utile ad assolvere il servizio mediante la configurazione del titolo partecipativo sottoscritto da Astea SpA”.

Insomma pare davvero che il Comune di Ancona sia stato chiamato, semplicemente, a “ratificare” la volontà già formata dell’Assemblea territoriale di ambito 2, senza porre obiezioni e valutare altre offerte di miglior convenienza economica.
Infine una perla tutta osimana rilevata in sede di esame e riguardante esclusivamente Ecofon Conero.
I giudici hanno difatti rilevato come la società con sede in via Guazzatore presenta diverse criticità quali un bilancio in costante perdita in tutti gli ultimi quattro anni di esercizio (2018, 2019, 2020 e 2021), è composta unicamente da quattro membri del CdA e da nessun dipendente, oltre a risultare, per ammissione stessa della Ecofon Conero, “non operativa”, tanto che nel 2021 “la società non ha svolto alcuna attività”, al pari degli anni precedenti chiusi con valori di produzione di 6.653 euro (2018), 392 euro (2019), 30 euro (2020) e 2 euro (2021).
Non operativa ma già affidataria dal servizio. Almeno fino al 15 marzo.
Ora lo stop vivamente consigliato e – si spera – la palla dei rifiuti crossata ai nuovi Sindaci di Ancona e Osimo per una nuova partita – più rapida e trasparente – da iniziare sullo 0-0, voltando pagina.
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