SALTA PURE IL BANCO ANTONELLIANO, SE NE VANNO IN DUE O TRE! L’INGEGNERE ACCUSATO DI FAVORIRE SOLO SCELTE MIRATE AI SUOI

Alberto Maria Alessandrini Passarini ecc. e Giulia Dionisi capeggiano la rivolta dei peones. Ieri “drammatico” confronto in Comune, davanti ad un Pirani esterrefatto, tra Sandro Antonelli, Damiano Pirani e i due appiedati. In Giunta, frattanto, l’affidabilità dei neo Assessori Latiniani Sabbatini e Strappato scende, in appena 24 ore, da 10 a rispettivamente 8 (per Sabbatini) e addirittura non oltre il 7 per l’ex urbanista. Alla malora anche la filiera Istituzionale Osimo-Ancona-Roma-Bruxelles per il forte mal di pancia di Forza Italia e Lega sulle nomine perdute. La campagna per le Regionali 2025 ufficialmente aperta
PIRANI AMMINISTRATORE DELLA CITTA' E LATINI SINDACO EFFETTIVO
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Fine della “ritrovata concordia”; stavolta non tra clan rivali ma all’interno dello stesso gruppo Antonelliano!
Non regge neanche l’unità di intenti (di esclusiva facciata) durata esattamente tra lo spazio mattutino della foto-ricordo di ieri e la nuova riunione pomeridiana convocata a Palazzo; stavolta allargata anche ai molti, sin troppi, peones delle sette liste Antonelliane.
Tempo intercorso tra i due spazi? Abbiamo cronometrato 5 ore, 17 minuti e 47 secondi. Obiettivamente un pò poco per prefigurare agli osimani cinque anni di serena navigazione.
Annunciato appena ieri come condiviso ed imprescindibile bene prezioso… per un cammino, se non di pace, almeno di tregua armata, i sei Consiglieri espressi da Sandro ANTONELLI sono implosi in un mare di speranze perdute, amare disillusioni, coltellate alla schiena.

A creare i presupposti per mandare tutto all’aria, prima ancora di cominciare, i grandi malumori interni che dal 24 giugno agitano il mondo Antonelliano, tormentando non poco, al punto da togliere il sonno, molti dei grandi elettori, sedotti ed abbandonati.
Tutti, parrebbero, accomunati dallo stesso sfortunato destino: sedotti da un infingardo sorriso, fottuti come solo Rocco SIFFREDI sapeva fare in gioventù e quindi, stile bottino di guerra, amabilmente trombati e buttati a mare.
I più appaiono, per immaginarsi un quadro, in una scomoda posizione a 90° gradi a cui, tutti, una volta presa coscienza (a giudicare dall’animato confronto pomeridiano a Palazzo) paiono fortemente determinati nel tentativo di volervisi sottrarre.
I più riottosi a sottostare, vogliosi di rifarsi una perduta verginità, sia pur politica, sono gli Antonelliani da tempo pentiti: in particolare Giulia DIONISI; Alberto Maria ALESSANDRINI PASSARINI ecc. e “Rigoletto” Massimo CINGOLANI.
Tutti (ma proprio nel senso esatto del termine “tutti”) incolpano Sandro ANTONELLI, senza mezzi termini, di essere un inetto, incapace a capire la politica, figuriamoci ad utilizzarla.
Insomma un buono a nulla; per restare all’ipotesi più benevola e maggiormente favorevole al Campocavallo boys.
In realtà gli aggettivi utilizzati, in particolare da una DIONISI formato stadio e modi di fare ultras, non sono pubblicabili prima della mezzanotte e comunque non riferibili in orari coperti dalla dovuta attenzione verso i minori di anni 18.
Carta di Treviso a parte, proviamo a riassumere, tenendo conto dell’esigenza dei lettori di OSIMO OGGI (e degli elettori di Osimo) di conoscere lo stato delle cose nonostante la “consegna del silenzio” a cui PIRANI invita da tempo tutti, più volte al giorno.
In pratica, senza girarci intorno, Sandro ANTONELLI agli occhi dei suoi ex Colonnelli, incarna da tempo il ruolo del politico allegramente fallito. Il prototipo del peggio in materia, offerto in 60 anni dalla Prima Repubblica: bravo ad illudere tutti per poi compiere una piroetta su se stesso e dopo aver lasciare gli amici rovinare contro il muro, risorgere come una nuova fenice. Attenzione: esclusivamente per condurre in porto gli “affaracci” di casa propria.

Al massimo quelli dell’inseparabile cugino Damiano PIRANI o del proprio commercialista Rossano CARBONETTI e della di lui consorte o al limite persino di qualche compiacente vicino di ombrellone in spiaggia; badando bene a tralasciare accordi, promesse, correttezza comportamentale, prima ancora che politica.
Detto più semplice, ci corregga ANTONELLI: incapace di onorare la propria parola!
Questa una ricostruzione benevola dei fatti, ricostruita a tavolino confrontando voci, lamentele, dati di fatto con almeno una mezza dozzina di addetti ai lavori.
Non dovessimo sforzarci di parteggiare per la buona reputazione del candidato Sindaco apparentato e per una volta scrivere papale papale, dovremmo invece chieder conto ad ANTONELLI non tanto di incapacità politica ma – ben più grave – di aver affrontato l’avventura politica consapevole che sarebbe potuto concludersi a schifio… e ciò nonostante averla cavalcata priva di qualsiasi interesse a perseguire il bene comune!

Insomma ANTONELLI a proprio agio nei panni di nuovo comandante nautico, rifugiatosi su uno scoglio a veder affondare la propria nave e annegare parte dei passeggeri… ma facendo comunque grande attenzione a mantenere il proprio culo bene all’asciutto.
Da quando, per intenderci, sullo chat del gruppo è comparsa l’ultima frase famosa, sul tipo: “Ragazzi non preoccupatevi. Cervo di foresta intrappolato nel bosco; tenetevi forte, la pacchia comincia…” le comunicazioni di Sandro ANTONELLI ai suoi si sono rarefatte, fino a sparire del tutto; pare sinanco al punto di non rispondere neanche al saluto, se incrociato per strada.
Una mancanza costante di informazioni, su quanto ANTONELLI stava brigando, che ha lasciato tranquilli solo i più ottimisti del gruppo; quindi nessuno!
Generando dubbi sui reali intenti dell’ingegnere meccanico (l’assalto al Potere con la P maiuscola), materializzatisi tutti tra i cornuti e mazziati, fino all’esplosione di rabbia di ieri pomeriggio per il palese tradimento subito.
E ora, con CINGOLANI e ALESSANDRINI in una sorta di gruppo misto cosa accadrà dell’auspicato gruppo consiliare unico, nato morto?
Achille GINNETTI, di fatto molto arrabbiato, ufficialmente non si pone il problema. Auto chiamatosi fuori dalla cagnara (e già indisponibile a dar vita ad un unico gruppo consiliare) il dottore si appresta a lasciare la politica, chiudere il proprio movimento, cambiare casacca e transitare nel buen ritiro del Campana in luogo della GIACCHETTI, destinata all’Astea; con ciò demandando al subentrante in Consiglio Marco FIORANELLI (un altro tipo tosto che promette grande battaglia e di far vedere molti sorci verdi) la patata bollente.
Saltata la clausola alla base dell’apparentamento del 16 giugno (vale a dire formare un unico gruppo, una sola linea, un’unica forza politica) quali ripercussioni andranno a squassare la già debole navicella LATINI-PIRANI?
Difficile ipotizzare possano uscirne cose buone. Graziano PALAZZINI, smaltita l’ultima caraffa di Sangria (per l’occasione bianca, una vera ghiottoneria semi alcolica) continua a contare in quattro, compreso il Sindaco, la forza della del gruppo Piraniano in Consiglio… mentre in realtà sono soltanto tre in quanto un componente (maschio o femmina) è allineato col gruppo Latiniano elevandolo da quattro a cinque e di fatto tenendo stretto PIRANI per le parti nobili.
Incertezza che si riverberà, fatalmente, in Giunta dove il borsino di fedeltà alla causa Latiniana (vice Sindaco Monica BORDONI a parte), oggi registra, alla voce Assessori Paolo STRAPPATO e Matteo SABBATINI, non un doppio 10 e lode ma un risicato 7 per STRAPPATO e un 8 sulla fiducia a SABBATINI. Pagelle che non possono certo autorizzare a pensare che tutto, anche in questo senso, filerà liscio per lunghi cinque anni.
Prendetela con beneficio di inventario o se proprio volete date la colpa a quei cattivoni di OSIMO OGGI, ma le grandi manovre per isolare e confinare all’angolo il vice Sindaco Monica BORDONI sono già avviate e con qualche sponda prima ancora di giurare fedeltà alla causa!

Si moltiplicano di minuto in minuto anche i tentativi di blandire i Latiniani più inesperti per attirarli verso la trappola-ANTONELLI nella speranza di scippare il partito al Presidente dell’Assemblea regionale in vista delle imminenti Regionali 2025.
Insomma la campagna elettorale continua, che tanto piace agli osimani, promette nuove ed entusiasmanti pagine da leggere, tutte di un fiato… compreso, dopo quanto sin qui detto del rapporto ANTONELLI-DIONISI, la messa in scena dei due, a beneficio degli allocchi, in uscita da Palazzo comunale, felici e contenti come una Pasqua… intenti a ridere e scherzare come nulla sia stato minacciato.
Chiudiamo con l’ennesima cattiva notizia riguardate stavolta il famoso allineamento dei pianeti più volte propagandato da PIRANI circa la filiera Istituzionale Osimo-Ancona-Roma-Bruxelles.
In assenza di comunicati a firma Forza Italia e Lega, affidiamoci ai rumors che vogliono entrambi i partiti del Centro-Destra sul piede di guerra per il pessimo trattamento ricevuto alla voce Monica SANTONI e Alberto Maria ALESSANDRINI PASSARINI ecc… entrambi fuori dal giro che conta e confinati nelle designazioni di secondo o terzo piano.
Mentre Carlo CICCCIOLI, in un comunicato, ha appena ribadito, anche oggi, la piena soddisfazione per le scelte di PIRANI, assicurando tutto il proprio interessamento nell’intercettare e convogliare sulla “rinata” Osimo ogni genere di risorse… Forza Italia e Lega appaiono determinate a far pagare caro lo sgarbo subito.

E Dino LATINI, Sindaco di fatto ma a fasi alternate? Asserragliato nel bunker con le truppe fedeli di mille battaglie, il fondatore civico osserva e annota. Se in quasi 40 anni dovessimo aver compreso uno spicchio della personalità del “piccolo duce del Musone”, scommetteremmo che quanti, dopo domani, dovessero pentirsi e trovarsi in difficoltà… farebbero bene ad evitarsi una fatica inutile: se avete appena tradito, non contate su LATINI.
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