“SAPPIAMO DOVE SEI DI CASA… SONO CAZZI TUOI, FAREMO UN CASINO!” E IL CLIENTE OSIMANO, PIU’ CHE IMPAURITO, BUSSO’ AI CC DI ANCONA…“

Lui cuoco, lei barista ma con contratti stagionali, già disoccupati a settembre. Da qui l’idea della coppia civitanovese di pubblicare messaggi hard, visti anche dall’osimano, che avendo cambiato idea ha disertato l’appuntamento. Da qui la tesi che Nicolò Zampolini sarebbe un marito ricattatore ma non cornuto. La moglie Gloria Ripani si è infatti detta all’oscuro di tutto, pensando a quei soldi inaspettati in conto come piccoli pagamenti per lavoretti in nero dell’uomo. Di fronte al Gip, Zampolini si è dichiarato responsabile unico dei fatti, pentito e disponibile a restituire le somme incassate.
di Sandro PANGRAZI
Lui cuoco e lei barista; purtroppo solo con contratti stagionali e a fine agosto già con la necessità di rincorrere denaro. Da qualche parte o in qualche modo.
Questo a voler credere ciecamente alla versione resa dal civitanovese Nicolò ZAMPOLINI il quale, davanti al giudice preliminare Daniela BELLESI, ha completamente scagionato la giovane moglie Gloria RIPANI da ogni coinvolgimento nei cinque episodi estortivi, nel frattempo saliti a sei.

Lei non saprebbe o avrebbe visto nulla… o quasi, salvo aver chiesto spiegazioni al marito di quelle piccole ma frequenti entrate, fatte sul suo conto corrente, decisamente benvenute quanto inaspettate.
“Lavoretti in nero” – si è giustificato lui; raccontando di aver delineato la stessa balla, creduto su tutta la linea, anche dalla moglie.
Gloria RIPANI che comunque resta in cella a Villa Fastiggi di Pesaro (anche dopo l’interrogatorio di garanzia reso in video conferenza) ma con una richiesta di alleggerimento ai domiciliari avanzata dal proprio avvocato Francesco GOVERNATORI e su cui il Gip si è riservato di decidere.
Sottolineavamo poc’anzi a voler credere, oltre ogni ragionevole dubbio, alla versione dei fatti resa da ZAMPOLINI… versione che si scontra con una sfilza di particolari (con chi avrebbe parlato il 43enne osimano e gli altri clienti turlupinati?) e situazioni… a partire dai 31 messaggi, diconsi 31, rinvenuti dai carabinieri di Ancona su siti specializzati e davvero in sovrannumero anche a voler credere ad una “onesta” attività di arrotondamento del bilancio familiare, by prostituzione casalinga.

In realtà, anche dal tono dei messaggi, vocali e scritti, esibiti dai Carabinieri di Ancona in appoggio alle indagini, iniziate ad ottobre per protrarsi sino a fine gennaio, coordinate dal Pm Vincenzo CARUSI, Nicolò ZAMPOLINI più che dare via libera alla prostituzione, almeno fatta intendere, della moglie… avrebbe puntato su guadagni meno invasi della privacy e che – oltretutto – non gli avrebbero visto spuntare, sul proprio capo, corna particolari da cuckold felice.
Insomma ricattatore si ma cornuto no! Ad un coetaneo di 26 anni di Montecosaro, interessato all’annuncio della bella Gloria ma non così tanto da poterselo anche permettere, il civitanovese era arrivato a minacciato che tanto, prima o poi, lo avrebbe raggiunto e che comunque, non potendo pagare, avrebbe dovuto chiedere a mamma e papà… fino a ottenere prima 45 euro e poi 60… salvo ricontattare ancora il tipo con la scusa di avergli rifilato una banconota contraffatta da 50 euro e di avere bisogno di altri soldi!
Proprio al 43enne osimano che non si è presentato all’appuntamento pattuito (cliente che più si è impaurito alla minaccia, al punto da denunciare la cosa… ma solo in caserma ad Ancona, temendo per la propria privacy presentandosi ad Osimo (!) ZAMPOLINI ha minacciato al cellulare: “Sappiamo dove sei di casa, adesso sono cazzi tuoi. Faremo un casino!
A ZAMPOLINI, poi, con l’esperienza di 31 annunci e ormai nella parte, non mancava davvero la fantasia. All’ennesimo cliente tartassato, poco incline a pagare, si è spacciato come un rude e vendicativo marito albanese, ferito nell’onore.

Con un italiano volutamente incerto così scriveva su Whatsapp: “Noi albanesi, rispondi subito! Allora alle 9 voglio 500 euro… se riesci… ok, risolviamo. Se porti qualcuno, occhio. Sono incazzato nero”.
E così di fiore in fiore. Ieri nel frattempo ai cinque casi accertati ad Osimo, Sarnano, Monte San Giusto, Montecosaro e Sant’Elpidio a Mare, si è aggiunto un sesto episodio accertato dalla denuncia di un secondo giovane di Sarnano, tartassato in più tranche, per 800 euro complessivi pagati alla coppia cuck ma mai praticata nei fatti.
Anche il ragazzo aveva avuto la sfortuna di imbattersi nella coppia sbagliata e di rispondere ad un messaggio più fasullo di una banconota da 30 euro. Senza aver scambiato foto o men che meno avuto incontri vis a vis con Gloria, si era visto indotto a pagare per quieto vivere.
Risibili le spiegazioni offerte da ZAMPOLINI a conforto delle spiegazioni sulla innocenza della moglie. L’utilizzo, a sua insaputa, del conto corrente della moglie? Ci sta, non risultando l’uomo intestatario di altri rapporti bancari o postali.
L’utilizzo, sempre ad insaputa della moglie, del cellulare altrui per rispondere ai messaggi? Ci sta in quanto Gloria RIPANI, avendo subito un intervento, si è trovava per la convalescenza di nuovo a casa, dalla mamma, lasciando il cellulare in casa nella disponibilità del marito.

La donna, nell’interrogatorio, ha sottoscritto ogni parola del marito. “Non sapevo niente!” – ha confermato la RIPANI alla BELLESI, Gip.
“Solo una volta abbiamo incontrato un ragazzo che ha consegnato dei soldi a mio marito dopo aver parlato del più e del meno. Nicolò mi ha detto che quei soldi erano per il pagamento di un lavoro che gli aveva fatto”.
Così come altri soldi. Finiti in conto della donna e giustificati dal marito per piccoli lavori saltuari in nero.
“Insomma signor giudice… ho fatto tutto io! Mia moglie non sapeva niente. Io ho creato gli account, io ho avuto i contatti con i clienti; io ho chiesto i soldi ma ora sono pentito e disponibile a restituire il denaro”.
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