SCHIANTO CARGOPIER, PARTI CONVENGONO SULLA VELOCITA’: 115 KM/H SORPASSI? GUERRA DI PERIZIE. CHIESTI PER BURATTINI 2 ANNI E MEZZO

Processo abbreviato e sentenza con sconto attesa per il 24 febbraio. Da attribuire o la responsabilità totale del cameriere di Polverigi o invece se, nell’omicidio stradale, vi fu un concorso percentuale di responsabilità nell’impegno dell’incrocio da parte della commessa del Cargopier. Genitori di Aurora parte civile
di Sandro PANGRAZI
Due anni e mezzo di carcere per la morte di Aurora CARUSO.
Questa la richiesta, con sconto per la richiesta dell’imputato di accedere al rito alternativo del processo abbreviato, che il PM Serena BIZZARRI del Tribunale di Ancona ha richiesto ieri per Mattia BURATTINI.

Era la sera del 4 ottobre 2022 quando la Alfa 147, condotta dalla commessa di “Risparmio Casa”, presso il centro commerciale Cargo Pier, venne travolta dall’Opel Astra sparata dal cameriere di Polverigi ai 115 orari, lungo l’ampio rettilineo dell’Adriatica.
A distanza di un paio di anni dal terribile schianto, le due parti convengono solo sulla velocità – appunto 115 l’ora in un tratto con limite fissato a 70 -sostenuta dal ragazzo nel tratto Ancona verso Osimo.

Una prima perizia (richiesta dalla Procura) attribuisce per intero la colpa al cameriere di Polverigi, oggi 23enne, per aver percorso il lungo rettilineo a velocità oltremodo rischiosa, oltretutto sorpassando incurante della doppia linea continua.
La perizia della difesa, al contrario, differisce proprio sulla questione del sorpasso puntando ad accreditare alla vittima una percentuale di responsabilità nell’incauto attraversamento dell’incrocio (all’epoca assai pericolo, specie di notte e regolato da stop) ovvero nella manovra di immettersi in direzione opposta di Ancona compiuta per fretta o senza guardare

Un particolare, questo del concorso di colpa, non di poco conto sia per la sentenza (attesa per il prossimo 24 febbraio da parte del giudice Francesca DE PALMA) che per l’entità dell’ulteriore risarcimento atteso dai familiari di Aurora, ad oggi liquidati dall’assicurazione solo al 50%, in attesa del verdetto processuale.
Da qui la richiesta dell’avvocato Matteo MAGISTRELLI, difensore del cameriere, di una terza perizia super partes per fare definitiva luce sul caso di omicidio stradale.

Di certo Mattia BURATTINI quando sfrecciava per l’Adriatica in direzione sud, han confermato gli esiti tossicologici riuniti nel processo, non era ubriaco né sottoposto ad effetto di droghe, come a lungo si è ipotizzato.
Aurora, invece, quella sera era appena uscita dal negozio, come tutte sere, ed era attesa a casa e poi in palestra, a Collemarino, dove abitava con i genitori e il fratello Andrea.

Un breve messaggino telefonico: “Parto adesso” postato alle 20.55, pochissimi attimi prima del tragico impatto. Un messaggio rassicurante alla madre Agnese BENDELARI, a segnalare di non preoccuparsi perché sarebbe arrivata per cena per poi dirigersi in palestra.
Lui, invece, un paio di disavventure stradali alle spalle che, a 21 anni, gli erano già costati il ritiro momentaneo della patente, era in ritardo.
La partita di Champions Inter-Barcellona aveva già preso avvio e avrebbe voluto seguirla con la comitiva dei propri amici, in un locale sulla costa.

Entrambi non arriveranno a destinazione ma con responsabilità diverse che verranno addebitate la prossima udienza.
Nel frattempo, circa un anno fa, lo scenario dell’incrocio è completamente mutato, rendendolo del tutto irriconoscibile rispetto ai fatti in giudizio.
Una maxi rotatoria, come da programma amministrativo, per collegare la città al nuovo ospedale Inrca in corso di ultimazione, è stata portata a termine, probabilmente anticipando di almeno un anno i tempi previsti, sulla spinta emotiva di quanto accaduto.
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