SCUSA CAMPANELLI, QUI CATANIA… “CLAMOROSO AL CIBALI!” ULTRAS ETNEI A CENTINAIA METTONO PADOVA A FERRO E FUOCO

Testimonianze e filmati a decine raccontano di una serata di pura follia vissuta nella finale di andata di Coppa Italia, serie C. Invasione di campo, scontri con Polizia, arresti e feriti a raffica, partita sospesa tra un attacco e l’altro degli ultras catanesi. Domanda: dove si giocherà la prossima gara interna del Catania, prevista per giovedì 28 marzo? E soprattutto, col metro di Massa Martana, basterà un “solo” secolo di stop al Cibali… per determinare una giustizia equa? O al solito il sistema si autodeterminerà in figli, figliastri e figli di?
C’è grande curiosità, in seno all’Osimana e anche negli ambienti cittadini meno attenti alle cose Giallo-Rosse, per conoscere a quanti secoli di squalifica verrà condannato il Cibali per i gravi fatti di Padova-Catania dell’altra sera.
Se sputacchiare un guardalinee e lanciargli addosso un cocktail di urina e birra, entrambe alla spina, sono valse all’Osimana una inibizione iniziale del Diana per 18 mesi… gli incidenti assai più gravi imputabili ai supportes siciliani dovrebbero essere misurati dal Giudice sportivo, in via ugualitaria, col metro dei secoli!
E’ bastato un solo ultras, durante l’intervallo della finale di Coppa Italia di serie C, per mettere in crisi le misure di sicurezza normalmente adottate allo stadio Euganeo.
Il teppista catanese, superato di slancio una porta a vetri che da immediato accesso al terreno di gioco (varco peraltro presidiato da un inutile steward che si è guardato bene dal fronteggiare l’incursore) ha avuto vita facile nell’aprire dall’interno lo sbarramento, favorendo l’invasione del terreno di gioco a decine e decine di facinorosi, eccitati dall’idea di buttarla in cagiara.

Si era nell’intervallo del match e questo ha permesso alla Polizia di fronteggiare i siciliani, volti allo scontro fisico con i colleghi patavini, e di procedere ad una decina di arresti di solo “assaggio”.
Scene, giurano i cronisti, mai viste- In campo e fuori. Le numerose immagini presenti in rete sono giusto a confermare il ribrezzo per quanto inscenato, senza motivo, dai tifosi etnei.
Ora il 2 aprile, allo stadio “Angelo MASSIMINO”, più noto all’Italia calcistica con l’antico nome di CIBALI -scusa Ameri, clamoroso al Cibali – si giocherà la finale di ritorno della Coppa Italia andata in onda in Veneto.
Si giocherà? Non dovrebbe giocarsi. Lo stadio, già noto per le vicende dell’omicidio RACITI nel 2007 (Ispettore di Polizia ucciso dagli ultras catanesi dopo i disordini post Catania-Palermo) secondo il metro inaugurato a Massa Martana dovrebbe restare chiuso almeno fino a giovedì 31 agosto 2124! E stavolta la data non dovrebbe essere figlia di un refuso di qualche dattilografa sbadata, non corretto da schiere di funzionari, non funzionali. Ma la punizione pura e semplice, più connaturata alla realtà di fatti da condannare aspramente.
Ogni anno, mese e giorno in meno rispetto ai prossimi 100 anni di attività sportiva limitata (a porte chiuse e in campo neutro), denuncerebbero una pesistica diversa e assai sospetta tra Osimana e Catania!
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