SEDERE & SENO, TOCCATA E FUGA GRAZIE AL MONOPATTINO<BR>VITTIME 5 STUDENTESSE MINORENNI DI OSIMO STAZIONE

Arrestato dai Carabinieri del Norm un operaio di 26 anni del Bangladesh, residente ad Ancona. Secondo il quadro indiziario, il giovane attendeva le ragazzine scendere dal treno per poi approcciarle di spalle nel sottopassaggio ferroviario! L’uomo e’ accusato di violenza sessuale aggravata
Arrestata la mano morta di Osimo Stazione. Trattasi di un operaio bengalese di 26 anni, residente ad Ancona, senza precedenti specifici.
Ultimamente, ovvero tra Natale e gennaio, l’attività erotico-manuale di Salenur HOWLADER, sempre uguale, ripetuta per almeno 5 volte su altrettante studentesse, tutte minorenni, di Osimo e Castelfidardo, era diventata l’argomento preferito dei dibattiti, social, format privato, delle Rete osimana.
Il ragazzo – forte di una malsana cultura che vuole le ragazze del Bangladesh, specie se minorenni, patire una delle peggiori condizioni femminili al mondo (il 18% delle giovani locali si sposano entro i 15 anni dopo aver subito aggressioni fisiche considerate normali) – aveva ideato e messo a punto una tecnica senza apparenti lati deboli: aspettava le vittime scendere dal treno proveniente da Ancona e le approcciava nel sottopassaggio dei binari, approfittando della semi oscurità e della mancanza di vie di fuga, palpeggiandolo al volo, tra le natiche, arrivando di sorpresa, alle spalle, a “bordo” di un silenzioso monopattino elettrico color nero!
Se andava bene, come spesso accaduto nei cinque casi denunciati ai Carabinieri di Osimo e Castelfidardo, dopo aver tastato le terga, HOWLADER passava anche sul davanti dedicando qualche istante anche al seno, meglio se procace.
Dopo di che, prima ancora che la vittima potesse rendersi conto e abbozzare una difesa, il bengalese rimontava veloce sul proprio veicolo, facendo perdere le proprie tracce in fondo al tunnel.

Modalità di “toccata e fuga” che in un solo caso si è rivelata a rischio, allorquando una ragazzina, nel tentativo di impedire di essere valutata con carezze non gradite, come avviene normalmente in Asia, si è divincolata bruscamente dalla presa, cadendo a terra, riportando leggere escoriazioni meritevoli comunque del pronto soccorso.
Nulla di grave, per fortuna. Anche perché, i veri problemi, all’incauto operaio 26enne, tutte e cinque le vittime li procureranno con la decisione di sporgere immediata denuncia. Cinque racconti coincidenti in orari, modalità e tecnica di abbordaggio che hanno ben presto messo i Carabinieri del Norm sulla pista giusta, fin da subito.

Presidiato discretamente il sottopassaggio ferroviario, alla ricerca del ragazzo sommariamente descritto, i militari hanno impiegato una decina di giorni per scattare foto all’indiziato, effettivamente visto frequentare i luoghi senza mai salire su un treno e sempre accompagnato dal monopattino nero sempre presente negli “agguati” in querela. Anche l’abbigliamento, inoltre, a volte corrispondeva con gli indumenti indossati in passato.
A chiudere il cerchio delle indagini, infine, il riconoscimento di almeno un paio di vittime anche del volto dell’aggressore.
Quanto basta e avanza per costruire, ai danni di Salenur HOWLADER un quadro indiziario preciso e concordante che è valso a strappare alla Procura della Repubblica di Ancona una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip, per violenza sessuale aggravata.
Il giudice, in verità, considerate le circostanze e lo stato di incensuratezza dell’operaio, avrebbe ben concesso ad HOWLADER anche il beneficio della detenzione domiciliare, gravata da braccialetto elettronico.
Il ragazzo, però, vivendo in una comunità di connazionali, avrebbe messo in difficoltà quest’ultimi per i necessari controlli, oltre a non avere nessuno, sembra, in grado di curare le esigenze di un recluso in casa.
Da qui l’impossibilità di aderire al progetto del Gip e la necessaria associazione di HOWLADER in carcere, a Montacuto, in attesa del procedimento penale per violenza sessuale, aggravata dalla minore età delle vittime.
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