SOLO TERRORISMO GRILLINO TUTTO SPIANO: “NO ALLA STAZIONE MERCI” ASCANI REDARGUISCE RFI: I VOSTRI PROGETTISTI NON SI RENDONO CONTO

Incredibile come ai giorni nostri ci sia ancora spazio per paure immotivate, fino a credere alle streghe, pur di battersi per principi dettati da ignoranza e paure ancestrali. I cittadini e la politica, al contrario, dovrebbero ringraziare Ferrovie per un investimento che riqualificherà la zona di San Rocchetto, portando nuovo lavoro e ricadute occupazionali di qualità
Si può, a 2025 inoltrato, perdere tempo inseguendo le “paure” interessate di quanti, nelle vicinanze di casa, vorrebbero solo miglia e miglia di deserto dei Tartari?
Siano essi indispensabili tralicci telefonici che redditizi impianti per il biometano, fino all’ultimo esempio di Castelfidardo con la contrarietà del Consiglio comunale grillino (per fortuna ininfluente sul progetto) all’insediamento di una stazione merci in quel di San Rocchetto.

Invece di ringraziare il Signore per le occasioni di lavoro e la valorizzazione del territorio che l’investimento delle Ferrovie comporterà, in ricaduta… i vicini di casa, entro un raggio di tre o quattro chilometri dalla realizzazione prevista, si sono immediatamente dati da fare per muovere le leve della politica.
Il Consiglio comunale fidardense si è già pronunciato auspicando un ripensamento o meglio uno spostamento altrove della Stazione (come se gli interessi strategici del traffico ferroviario fossero un elastico accomodabile a piacimento e non un preciso progetto industriale bilanciato in costi e ricavi) e adesso è la volta dei politici locali alle prese, a breve, con la competizione regionale.
Politici che, se avveduti, dovrebbero ben valutare, come le Ferrovie dello Stato, il rapporto costi/benefici di un simile investimento di immagine: guadagnare 9 voti a San Rocchetto e perderne 50 sul territorio… il risultato, oltre la brutta figura (che in politica conta) è pur sempre -41!

Siamo a conoscenza di una raccolta di firme in corso, presso il circolo di San Rocchetto, aperta fino a domenica con la motivazione generica “difendere il nostro territorio”!
Ma, appunto, difendere da cosa? Questi signori, stando alle rispettive preoccupazioni, temono che l’apertura di una stazione merci in quello che è oggi aperta campagna, comportando una circolazione del traffico pesante su gomma, possa portare disagi alla circolazione in termini di sicurezza stradale e – ad abundatiam – al solito timore dell’impatto ambientale… convinti come sono che l’attività dell’Uomo su questo pianeta possa davvero concorrere a sovvertire i cicli geologici, in un verso o in un altro!
Costoro, quindi, anziché preoccuparsi di vendere tutto e traslocare altrove la propria vita fatta di paure ricorrenti gravi (se coerenti e davvero impauriti dalla stazione merci in arrivo) auspicano: A) di valutare alternative progettuali (secondo il teorema noto “non nel mio giardino”); B) consentire al Comune di Castelfidardo e persino ai liberi cittadini di prendere parte, non si sa attraverso quali competenze specifiche, ad un processo decisionale “più ampio e partecipato”.

Immediata la possibilista risposta della politica, in questo caso per bocca di Dino LATINI, Presidente dell’Assemblea regionale: “Occorre trovare un punto di caduta comune, attraverso un confronto Istituzionale che possa portare alla individuazione della migliore soluzione possibile”.
Prima ancora ecco la nota del Sindaco di Castelfidardo Massimo ASCANI: “Condivido le perplessità “enormi” – ha rimarcato il Sindaco 5 Stelle – sui rischi idrici e geologici che l’opera sicuramente comporterà. Nei prossimi giorni presenterò un approfondimento, corredato dalle immagini della recente alluvione del 18 settembre scorso. Sicuramente i progettisti di RFI – ha azzardato un ASCANI convinto, non si sa basandosi su quale convinzione scientifica – non si sono resi conto del luogo in cui vogliono costruire uno dei maggiori hub industriali ferroviari italiani dove, peraltro, sosterranno anche merci pericolose”.
Domanda facile: perché tanta ignoranza?
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