TOP SECRET: NELL'INDIFFERENZIATA ANCHE 14.000€ PER IL CUORE DI SAN VALENTINO


di Sandro PANGRAZI
È rimasto blindato per quasi due mesi, protetto dalla usuale cortina di silenzio, a volte capace di resistere persino alla voglia di sgranchire la mascella delle "lunghe lingue" della politica osimana.
Ma oggi, mentre i rientri di stampa stavano appena certificando il profondo rosso da 80.000€ lasciato dalla mostra Pop Japan (news al solito anticipata da OSIMO OGGI) è venuta a galla pure questa: il cuore luminoso di San Valentino, quello sistemato in piazza Boccolino a febbraio, costato alla collettività non quanto un piatto di lenticchie ma la bellezza di 14.000€!
Un investimento "top secret" che indigna ancor di più in quanto non finalizzato a mesi di proposta... ma confinato ai soli sei giorni di esposizione lungo la settimana di San Valentino.
1. Quattordicimila euro: il prezzo del silenzio
Perché una cifra simile - al pari delle rendicontazioni ad immaginazione delle varie piste su ghiaccio natalizie e di tante altre iniziative opache al limite del border line - è stata trattata da Asso come un segreto di Stato?
Parliamo in effetti di oltre 2.300€ al giorno (un buon stipendio mensile) per un’installazione temporanea in Piazza Boccolino la quale, per giustificare la spesa, avrebbe dovuto essere stata presa d'assalto da schiere di innamorati sbaciucchianti
Per far vincere la logica circenses e indurre le "capre osimane" a non pensare troppo e a distrarsi con un nuovo selfie, pulsante dentro il cuore... nelle segrete stanze della Asso si è così autorizzato il nuovo esborso, puntualmente vidimato dal Sindaco GLORIO.
Un "visto e pagato" che oggi, vieppiù alla luce dello scivolone finanziario messo a segno dalla mostra giapponese, assume i contorni di un buffetto alla prudenza contabile, ma ben assestato.
Un montante & gancio da 94.000€ (di cui 14.000 bruciati in 144 ore) per un record di cui nessuno pare abbia troppa voglia di vantarsi.
2. Lo "scudo" di Bernardini e la scatola nera della Asso
Al centro dell’inchiesta finisce inevitabilmente anche il Presidente Daniele BERNARDINI.
Nominato per "bonificare" i conti dell'Azienda speciale, l'ex medico di famiglia si trova ora a gestire una struttura che i cittadini percepiscono come una vera e propria scatola nera.
Se il Comune è socio unico, come può una spesa di tale portata restare invisibile al 101% degli osimani?
L’assenza di questi atti, sia dall'Albo Pretorio (dove Asso non è tenuta) che nel proprio sito on line, non rappresenta più una svista ma piuttosto un metodo che sottrae il denaro pubblico, tanto denaro pubblico, troppo pubblico denaro, l'intera cassaforte contenente denaro, al normale controllo democratico.

https://www.dottromaldini.com/
3. Il fallimento incrociato: dal "buco" d’arte al marketing effimero
L’inchiesta rivela un legame pericoloso tra il fallimento della mostra Pop Japan e l’operazione San Valentino.
Mentre il "profondo rosso" dell’arte giapponese scava un solco nei bilanci (e nella Cultura), la Asso ha rincarato la dose con un’operazione di marketing tanto costosa quanto slegata dalla realtà per fondarsi sull'apparenza.
Due facce della stessa medaglia: una gestione che punta tutto sull'effimero e l'inconsistenza artistica e/o valoriale, ignorando oltretutto la sostenibilità dei conti.
4. Il "giallo" degli omaggi: commercianti usati e ignorati
Ma il cuore della beffa è anche sociale.
L’indagine tra le poche attività del centro storico rimaste, conferma un malumore senza precedenti: gran parte o l'intera rappresedntanza dei commercianti parrebbe essere stata tenuta totalmente all'oscuro della programmazione. Alla fine, obtorto collo, in 15 hanno accettato di non far fare brutta figura all'Amministrazione.
Coinvolti in un contest che prometteva "omaggi" mai concordati, gli esercenti si sono ritrovati comprensibilmente a corto di cotillons e ricchi premi... eppur "costretti" a fare da paravento a un’organizzazione che aveva già speso quasi tutto per il noleggio della struttura, dimenticando al solito chi il centro lo vive e ci lavora ogni giorno.
5. La resa dei conti: finiti i soldi... finito l'amore! Ma resta il rosso
Calato definitivamente il velo sulla propaganda, resta il consuntivo di scelte avallate senza pensiero.
Con parte dei fondi sperperati per Cultura e Turismo gettati al vento e unaopinione pubblica che, pur silente, parrebbe in cerca di risposte.
La domanda inevitabile è una sola: a chi è servito davvero quel cuore da 14.000 euro?
La "trasparenza", sbandierata più volte come marchio distintivo dell'Amministrazione, si è sciolta come neve al sole di fronte alla realtà dei numeri non esibiti dal Cda Asso.
Resta da capire quanto altro "materiale classificato" si cela ancora nei cassetti di un'Amministrazione-GLORIO che non vorremmo abbia scambiato il bilancio pubblico per un bancomat delle vanità.




