TORRI TELEFONICHE, PERSO IL RICORSO AL TAR PER SAN BIAGIO PUGNALONI CI RIPROVA PER VIA TONNINI… CON I SOLDI NOSTRI!

Partita l’operazione simpatia, acchiappa-voti, con soldi pubblici! Il Sindaco, consapevole di non aver titolo a promuovere istanze tra gli affari di due privati e nonostante decine e decine di pronunciamenti amministrativi in tutta Italia (a favore di una Legge che consente l’insediamento di simili strutture, purchè nel rispetto di ogni crisma normativo e di sicurezza alla salute pubblica) ha dato nuovamente mandato all’avvocato Galvani di ripetere l’esperienza alla ricerca di facile consenso elettorale verso i residenti. C’è materia per danno erariale sanzionabile dalla Corte dei Conti
E dopo aver comunicato che il Comune di Osimo ha appena perso il ricorso al Tar per l’antenna telefonica di via Fosso a San Biagio… il Sindaco PUGNALONI ha annunciato di aver conferito analogo mandato – costi previsti 3.500/4.000 euro almeno – all’avvocato Andrea GALVANI per un bis giuridico amministrativo contro la torre Iliad in costruzione in via Tonnini.
Ciò ben sapendo, Simone PUGNALONI, che tra privati, rispettando regolamenti Comunali e leggi dello Stato, ciascuno, in regime di democrazia, è libero di realizzare quanto più aggrada.
Purtroppo, sommando la grande ignoranza diffusa ad interessi elettorali da incassare a breve, l’opinione pubblica osimana parrebbe essersi saldata nell’errore, in ciò indotta a sbagliare anche dalla politica.
E’ di queste ore il plauso pubblico al ricorso “acchiappa voti” promesso dal Sindaco…che subito la vice Paola ANDREONI, appena staccatasi dal Pd ma con un residuo di idee sbagliate ancora nutrito in testa, si è accodata favorevolmente alla guerra ai mulini a vento… combattuta con soldi pubblici.

L’Amministrazione comunale deve con autorevolezza – scrive la ANDREONI in una nota personale, distinta da POF – proteggere i suoi cittadini; è bene, quindi, l’iniziativa intrapresa dal Sindaco di ricorrere al Tribunale amministrativo al fine di posizionare l’antenna in altro luogo, lontano – chissà perché? – da case e strutture frequentate dai giovani”.
La risposta alla propria vice la fornisce lo stesso interessato, peraltro senza preoccuparsi di incorrere, consapevolmente, in una vicenda squisitamente da verifica della Corte dei Conti e danno erariale certo.
Cosa c’entra infatti promuovere, dinanzi al Tar, un ricorso sottoscritto dal Comune di Osimo, Ente privato di ogni titolo decisionale in merito?
Tutto questo PUGNALONI lo sa bene; come sa bene che il 9 giugno gli osimani – anche le famiglie di via Tonnini – andranno a votare.

Meglio allora che lo facciano, dal punto di vista emozionale, premiando l’affiancamento morale di una Amministrazione di Centro-Sinistra, piuttosto di vedersi puniti per quanto poteva essere messo in agenda mesi prima… e invece è stato rinviato fino a non fare nulla.
Del resto PUGNALONI sa sin troppo bene che un privato può scegliersi uno spazio privato altrui, concordare un prezzo di affitto o acquistarlo, pagare bene e subito, ottenere pareri e permessi dagli Enti preposti alla vigilanza, darne avviso al Comune e procedere all’avvio dei lavori già 24 ore dopo, in tutta legalità.
PUGNALONI (e la ANDREONI), il 28 febbraio però sanno bene che l’8 giugno gli osimani andranno al voto e che il voto potrà essere deciso anche stavolta da appena due o tre residenti più arrabbiati degli altri; come successo nel 2014.

Ieri, nel corso di una animata assemblea con i residenti, il Sindaco ha chiarito quanto dovrebbe essere noto da sempre ad un comune cittadino, evitando però di fare mea culpa sulle uniche cose che poteva fare: dare notizia per tempo, ai cittadini, del corso degli eventi (senza attendere l’avvio dei lavori e l’esplodere inconsulto delle polemiche); trattare con il colosso telefonico un “risarcimento” plausibile, cosiddetto ristoro una tantum da spendersi a beneficio del quartiere.
Null’altro c’era da fare. Compreso l’inutile richiesta all’Arpam di verificare nel tempo, tramite monitoraggio quadrimestrale, sul livello di inquinamento elettromagnetico in corso. Richiesta inutile in quanto soddisfa già da se, come da legge, il livello di emissioni delle varie torri telefoniche di competenza.
Spendere di nuovo 3.500/4.000 euro (e ci teniamo bassi) dopo averli appena spesi, inutilmente, per San Biagio, ben sapendo che la Legge italiana tutela ampiamente simili insediamenti, significa fare sfacciatamente campagna elettorale per il Pd ma non con i fondi messi a disposizione dal Partito democratico… ma pescando nel mucchio i soldi versati da tutti gli osimani!
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