TRE ANNI ALL’ALBANESE ROLAND GJECI, PESCE PICCOLO RESTITUITI ALLO SPACCIATORE I 19.000 EURO RINVENUTI

L’extra comunitario di Montelupone, arrestato dal Radiomobile di Osimo a fine marzo, condannato a Macerata col rito abbreviato. Aveva con se un etto e mezzo di cocaina e oltre tre di marijuana considerati modica quantità
Tre anni ma con restituzione del presunto incasso, pari alla non indifferente cifra di 19.000 euro. E’ andata decisamente bene all’albanese Roland GJECI, 38 anni, residente a Montelupone, arrestato dai Carabinieri del nucleo Radiomobile lo scorso 31 marzo e finito a giudizio, nei giorni scorsi, presso il Tribunale di Macerata.
L’extracomunitario era stato notato a Portorecanati dagli uomini del Capitano Luciano ALMIENTO e pedinato fino al concretizzarsi dei sospetti, materializzatisi in una piazza di Potenza Picena, con lo scambio di una confezione termosaldata contenente 20 grammi di cocaina e un controvalore di 1.000 euro.
In realtà nella seguente perquisizione domiciliare, i militari rinvennero altra droga e soprattutto soldi, oltre al necessario per pesare e confezionare la polvere in dosi. Per chiudere il cerchio ai danni di GJECI i Carabinieri però dovettero fiutare a lungo e far ricorso a tutta l’esperienza accumulata in anni di lavoro anti droga. Stavolta, infatti, la coca non era contenuta, banalmente, in cucina o in camera da letto ma ben nascosta nel sottotetto, tra fusti di vernici e attrezzi edili: qui il nucleo Radiomobile, in effetti, scovò a carico dell’albanese ulteriori 128 grammi di polvere bianca e 310 di marijuana. I soldi, invece, ben 19.000 euro, proprio per evitare la facile accusa di essere provento di traffico illecito, erano stati nascosti dall’albanese “contro i ladri”, ovvero nell’abitazione, in una busta posizionata sotto la lavatrice.

A giudizio per la propria condotta, il trafficante, in accordo col proprio avvocato Emanuele SENESI, ha così avuto accesso al rito abbreviato, formula che prevede lo sconto (eventuale) di pena di un terzo, in cambio del congelamento del processo agli atti istruttori preliminari.
Dopo una iniziale richiesta del Pubblico ministero Rita BARBIERI di condanna dell’albanese a sei anni di reclusione, il giudizio maceratese ha optato per una pena decisamente più mite, tre anni, giusto la metà, in considerazione della tutto sommato ancora modica quantità di materiale stupefacente a disposizione di Roland GJECI; oltre al pagamento di una multa pari a 14.000 euro. Restituzione all’imputato, invece, per i 19.000 sequestrati in seguito all’operazione, non essendo stato provato il nesso tra il possesso e la droga; verranno buoni, forse, per il pagamento della pesante multa.

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