VERSO LA REVOCA DELLE DIMISSIONI E L’AZZERAMENTO DEGLI INCARICHI PIRANI TRA IL CAPPIO E LA POLTRONA SCEGLIE 4 ANNI IN POLTRONA

La mossa a sorpresa di Su la Testa di concedere un bonus una tantum, ancorchè non condivisa da ciò che resta del movimento, parrebbe sul punto di portare frutti importanti. Il Sindaco, alle strette con la scadenza del 4 dicembre sempre più vicina, sta seriamente valutando l’idea di accettare la scappatoia offerta da Latini per riconvocare il Consiglio comunale sospeso il 14 novembre. Nel caso si aprirebbe, coincidente con il Natale e il Bilancio, una pausa di riflessione da cogliere come ultima possibilità: riazzerare tutto e iniziare col 2025, con sei mesi di ritardo, ad Amministrare come promesso agli osimani
Non è stata compresa da Su la Testa, di sicuro non risulta gradita, la mossa annunciata da Dino LATINI, a nome anche dei Consiglieri CARPERA, ZAGAGLIA e MONTEBURINI di superare le motivazioni delle dimissioni del Sindaco (testo che riportiamo fedelmente in copia qui sotto) e concedere a PIRANI una fiducia a tempo.
Quel che rimane del nucleo storico civico – andatosi sfilacciandosi nel tempo, per usura, al punto da esserne stata più volte annunciata la morte politica – parrebbe oggi ridotto ai minimi termini; addirittura sul punto di celebrarne anche un funerale di terza classe, per la conclamata impossibilità di intendere e volere gli stessi obiettivi.

Insomma la situazione resta oltremodo ingarbugliata, per quanto resa fluida dalla data capestro del 4 dicembre, vista da alcuni come una Liberazione e da altri come un dissennato salto nel buio.
Gli stessi dubbi, con abbinato identico mancato gradimento, parrebbero emergere dalle parole di PIRANI, il più diretto interessato alle mosse di Su la Testa, rientrato in città dopo la mini vacanza a Trapani; incertezze sul da farsi che il Sindaco dimissionario si è affrettato a far trapelare non appena rimesso piede ad Osimo.
“Che cosa potrebbe cambiare – si chiede PIRANI – in un eventuale nuovo Consiglio comunale?” Interrogativo superato, pare, dalla probabile convocazione della seduta, tramite SIMONCINI, per lunedì 24 novembre, con gli stessi punti saltati lunedì 14.
Perché delle due ipotesi in campo, una soltanto potrà essere vista dai due giocatori di poker. O il Sindaco accetta il bonus “una tantum” offerto dalla parte di maggioranza che PIRANI ha escluso di fatto dall’Amministrazione (per favorire l’Anconetizzazione di Osimo attraverso CICCIOLI e i suoi Fratelli, nonchè la posizione di rendita regalata ad ANTONELLI, alla sua famiglia, ai suoi amici, ai suoi affari e ai suoi affini) oppure restituisce indietro l’atto di buona volontà, mantenendo il punto sulle dimissioni.
Incassare il via libera alle linee programmatiche di mandato e per la indispensabile variazione di bilancio (vedi Natale ma anche le spese ben più importanti per la manutenzione del Tirami su e delle altre opere pubbliche in attesa), oltre che a licenziare il bilancio consolidato e nominare il nuovo Collegio dei Revisori dei Conti… per poi confermare l’intenzione di dimettersi alla mezzanotte del 3 dicembre parrebbe senza senso.

Le risposte che PIRANI si attende, infatti, ad iniziare da cosa fare nei prossimi, lunghi, interminabili quattro anni e mezzo di mandato, sono le stesse che LATINI, la città, gli Osimani e l’opinione pubblica si attendono da Pasqua… vale a dire: quale tipo di Amministrazione ha in testa PIRANI?
Una ideale e tutta propria, campata su tanti vorrei ma non posso (a chi non piacerebbe?) o una Amministrazione meno personale ma ancorata a linee programmate di acciaio poggiate sulla volontà espressa dal popolo votante?
La risposta potrà darla solo Francesco PIRANI. Nel primo caso l’Amministrazione, come promesso e mantenuto da LATINI e dai suoi, verrà giudicata e approvata o respinta di giorno in giorno, atto per atto, nel bene e nel male, con una navigazione condannata ad essere a vista.
Nel caso numero due è banale sottolineare che si dovranno sfruttare le “vacanze di Natale” per azzerare i cattivi consigli Ciccioliani e Antonelliani, studiare giorno e notte il Manuale ideato da CENCELLI (siamo disponibili a ripetizioni) e ripartire di nuova lena col 2025, sin dalla Befana.
Quando per azzerare si intende letteralmente il termine di riportare a zero Giunta e vari Cda e soprattutto intenti comportamentali futuri; diversamente azzerare per ricadere negli stessi errori sarebbe diabolico.
Quando per ripartire si intende, pure, l’accettazione completa del termine nella sua formula basica: ripartire=partire di nuovo… avendo chiaro in mente con chi, dove andare e quando farlo.
Tutto sommato un lavoro che poteva e doveva essere fatto subito a Pasqua e soprattutto confermato dopo l’apparentamento (mossa negativa sulla quale non vorremmo tornare sopra per l’ennesima volta) e ancor più ufficializzato alla prima delle tante crisi attraversate inutilmente in cinque mesi buttati al vento.

Una esperienza, per quanto destinata a far parlare la città e l’intera regione non in termini esattamente positivi, che potrebbe ancora tornare a far frutto se proprio PIRANI, da non politico prestato per necessità alla politica, si ficcherà in testa di essere ancora in tempo a lasciare di se un buon ricordo, diverso dallo sceriffo sfigato, con la stella di latta, emerso sino ad oggi.
Torna a chiedersi il rigenerato (si spera per davvero) PIRANI. Chi mi garantisce 5 anni di governo stabile e di qualità? Magari si potesse davvero con LATINI e i suoi dimissionari…
Estiqaatsi. Grande capo indiano risponderebbe sicuro.

“Tu volere fare cinque anni Sindaco bello e tranquillo e chiedere scalpo di Dino “vecchio ma non scemo”? Estiqaatsi… dice sicuro.
“Tu PIRANI vuoi provare essere tutto un pezzo e scoccare, sicuro, dardo verso grande vecchio ma non scemo? Attento non sbagliare. Estiqaatsi ha detto. Dino essere grande vecchio non essere squaw”.

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