VOTO “TECNICO” DI LATINI PER IMPEDIRE A PIRANI DI DIMETTERSI? PROGRAMMA: VERSO 4 ASTENSIONI O IL SI DI UN SOLO LATINIANO?

A grandi passi verso la sfiducia ma senza correre troppo. Lunedì in Sala Gialla, di fronte all’ennesimo Consiglio comunale abortito, il Sindaco potrebbe finalmente decidersi a togliere il disturbo. Il risultato, però, porterebbe la città ad essere consegnata al Commissario prefettizio troppo presto… per consentire l’election day, Comunali e Regionali, del 9 novembre ’25. Per questo motivo i quattro Latiniani potrebbero consentire il mantenimento in vita artificiale dell’Amministrazione in due diversi modi: o attraverso una astensione sulle linee programmatiche, oppure lasciando la partecipazione ad uno solo, libero di far toccare quota 13 ma anche di sottolineare il no politico della coalizione vincente a giugno
CERTE LE ELEZIONI COMUNALI ANTICIPATE NEL 2025:
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di Sandro PANGRAZI
No alla creazione del gruppo unico consiliare denominato “Liste civiche united”; no al rimpasto in Giunta di Monica SANTONI (Forza Italia) in luogo del “corpo estraneo” Federica FANTASIA e si del Sindaco a dimissioni anticipate; atto di PIRANI che, per legge, congelerebbe ulteriormente, di almeno 20 giorni e quindi fino ai primi di dicembre, l’attività già paralizzata dell’Amministrazione, sino a un battito del polso di fatto impercettibile.

Con un simile quadro – che nella sostanza, anticiperebbe alla finestra di primavera, ovvero aprile-giugno, l’appuntamento possibile del 9 novembre ’25, election day con Comunali e Regionali – è possibile che lunedì, dal gruppo consiliare dei Latiniani, arrivi il via libera “tecnico” alla approvazione delle linee programmatiche del quinquennio, rimandato in Consiglio comunale, a partire da luglio, almeno una mezza dozzina di volte; o più.
Sia chiaro ai naviganti. Il “si” alle linee di programma, se incassato da PIRANI e i suoi, non rappresenterebbe nulla di salvifico rispetto al futuro, navigato a vista, che attende la città.
Permetterebbe soltanto l’ok a issare in pizza l’Albero di Natale (no a Cortina ma no anche al recupero del vecchio “Pandoro” ideato da SIMONCINI una quindicina di anni fa); consentirebbe la ripetizione dell’esperienza fallimentare di riportare in piazza la pista di ghiaccio più grande del Centro Italia e soprattutto avrebbe il pregio di bruciare in mano al Sindaco, non potendosi dimettere, la possibilità di sdoganarsi come vittima di un destino cinico e baro.
Allo scopo non è ancora chiaro se LATINI lunedì interverrà in Sala Gialla con tutti e quattro i Consiglieri effettivi di Su la Testa e se questi voteranno, tutti, a favore del programma da attuare o se invece preferiranno astenersi non essendo il punto vincolato ad una approvazione di qualità ma adottabile, politicamente, anche se fatto proprio da una maggioranza semplice, ad esempio, di 12 Consiglieri su 25.

Proprio non essendo il punto legato ad un numero X da raggiungere, è possibile anche per i Latiniani una terza via, al momento allo studio: ovvero far partecipare ai lavori un solo componente a scelta dei quattro, lasciarlo libero di votare anche a favore (così da toccare quota fatidica 13) ma restare con gli altri tre Consiglieri fuori dell’emiciclo… in modo da ricordare e sottolineare a PIRANI che la resa dei conti è solo rinviata.

Rinviata a quando? Pure i muri hanno ormai ben compreso che se Francesco PIRANI, non accetterà di abbassare la testa, ovvero azzerare l’Amministrazione, procedere ad un rimpasto che tenga conto degli antichi equilibri dettati dal Manuale CENCELLI e in contemporanea aver dato dimostrazione di aver imparato la lezione adottando da subito e per 4 anni e mezzo un comportamento più modesto (consono a chi a provato a tradire l’elettorato osimano senza però esserci riuscito)… insomma se Osimo non tornerà alla normalità espressa dai numeri e dalla volontà della maggioranza dei cittadini…PIRANI verrà costretto dalla politica a prender atto del mancato via libera del Bilancio ’25 e del conseguente scioglimento anticipato, ma non troppo, dell’assemblea.

Si sarà verso Capodanno o, meglio ancora, il calendario si accingerà a festeggiare la Pasqua; e per la prima volta nella Storia la processione del Venerdì Santo si snoderà per la città senza un Sindaco dietro il Cataletto.
Quello sarà il segnale agli Osimani, visivo anzi che no, di sostanziale via libera; nonché dell’imminente arrivo del Commissario prefettizio chiamato ad indire le Comunali anticipate, accorpate, in contemporanea, con il rinnovo della Regione.
Per un doppio esito tutto da costruire, affatto scontato.
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