sabato, 09 maggio 2026

L'AMAREZZA DI DON PAOLO: "PENSO ALL'ADDIO ALLA SCUOLA, PER IL BENE DEI RAGAZZI"

«"Il prete non lo faccio, lo sono": lo sfogo social che apre al ritorno in strada. Don Paolo riflette sul futuro: "Meglio la missione "nella polvere" che le polemiche dietro una cattedra"

Di Sandro Pangrazi | 08-May-2026 4 min di lettura
(0 voti)
L'AMAREZZA DI DON PAOLO: "PENSO ALL'ADDIO ALLA SCUOLA, PER IL BENE DEI RAGAZZI"

 

Pubblicità

https://www.dottromaldini.com/

Un post su Facebook che suona come un grido d'aiuto, capace di scuotere l'intera comunità. 
Don Paolo VOLPE, il sacerdote-professore dell'Istituto Corridoni-Campana, rompe il silenzio dopo i drammatici fatti di Ostuni – la gita scolastica segnata dal coma etilico di una studentessa – e mette sul tavolo l'ipotesi del ritiro.

  1. L’ipotesi del ritiro: «Troppe beghe nel sistema»
    Dopo giorni di pesanti riflessioni sulla responsabilità educativa, Don Paolo ha affidato ai social un pensiero amaro, figlio della stanchezza di chi si sente schiacciato tra il desiderio di aiutare i giovani e le maglie di un sistema giudicante: "Sto seriamente pensando di ritirarmi dall’insegnamento; ovvio, pensando ai ragazzi, a malincuore... ma pensando un pò a tutto il sistema; ho fatto tanto del bene ai giovani anche prima di diventare insegnante e posso benissimo continuare su quella strada con tante beghe in meno...".                                                                                                                                                                    Ti interessa quello che leggi? Sostieni OSIMO OGGI con un caffè. Clicca qui: https://www.paypal.com/pool/9oKV6s3or1?sr=wccr

2. Il richiamo alla tradizione: «I preti tornino a fare i preti»
La discussione ha spaccato l'opinione pubblica, portando a galla visioni opposte sulla missione sacerdotale. 
Roberto BRECCIA, pur stimando il parroco, invoca un ritorno alla forma e alla riconoscibilità del ruolo: "Spero che i preti tornino a indossare quell'abito che hanno dimenticato. 
La Chiesa è diventata un luogo in cui ci si reca alla domenica e poco più. 
L'abito è un segno di continuità tra la lezione e la vocazione. 
Se non siamo noi a venire, siete voi che dovete cercarci in ogni luogo".

https://qualitaeamore.it/ristorante/cucina-contadina/?utm_source=osimooggi&utm_medium=referral&utm_campaign=articolo_editoriale&utm_content=grafica_ancona

3. Voci fuori dal coro: tra vecchi attriti e difesa d’ufficio
Il dibattito non ha risparmiato toni accesi. 
Se da un lato Cristian BUFFARINI ricorda con sarcasmo rapporti passati interrotti («Fortunatamente il don mi ha bloccato su FB anni fa»), dall'altro Pietro VERRUA difende il valore umano del sacerdote:
"Purtroppo le persone hanno sempre bisogno di capri espiatori. Tieni duro, forte della consapevolezza che persone come te fanno solo del bene alla comunità ed alla Chiesa. Resti una gran persona".

Don Paolo VOLPE in uno scatto informale: un'immagine che per molti rappresenta la sua vicinanza al mondo reale, ma che per altri alimenta il dibattito sul decoro e sull'abito sacerdotale

4. La replica del parroco: «Il mio Capo finì sulla croce»
La risposta di Don Paolo non si è fatta attendere, spostando il piano del discorso su una dimensione teologica e rivendicando la scelta di "sporcarsi le mani" nella vita quotidiana dei suoi ragazzi: "Grazie a Dio io il prete non lo faccio: lo sono! 
Ed è questa la forza per cui i ragazzi mi cercano. Anche il mio “capo” era continuamente strumentalizzato, denigrato, ingiuriato ed ha finito la sua opera pastorale sulla croce; succede a chi sceglie di sporcarsi le mani come la nostra religione dell’incarnazione chiede".

Ti è stata utile questa notizia? Aiutaci a restare liberi e gratuiti: offrici un caffè qui: https://www.paypal.com/pool/9oKV6s3or1?sr=wccr

5. Oltre la cattedra: il futuro di una missione "nella polvere
"In questo clima di incertezza, la citazione di un insegnamento ricevuto dal suo ex Vescovo sembra tracciare la via per il futuro di Don Paolo: «Per chi vuol vedere c'è la luce per farlo... dipende dal cuore delle persone». 
Resta ora da capire se questa luce continuerà a brillare tra i banchi di scuola o se il sacerdote sceglierà di proseguire la sua missione lontano dalle istituzioni scolastiche, ma sempre "in mezzo alla gente".

https://www.facebook.com/alsolitoposto.osimo

Pubblicità

Cosa ne pensi?

Partecipa alla discussione. Il tuo commento sarà revisionato dalla redazione.

Potrebbe interessarti