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di Sandro PANGRAZI
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La provocazione iperbolica lanciata lo scorso
5 giugno 2026 da
tal Clizia DE ROSSI, attivista trans, a
La Zanzara contro la comunità di Filottrano –
«Vengo lì e vi piscio sul cartello» – è ufficialmente passata dagli studi radiofonici di
Radio 24 alle scrivanie della Procura della Repubblica di Milano.
Ma al di là della battaglia legale a colpi di carte bollate, l'esplicita minaccia dell'attivista toscana solleva prima ancora un interrogativo logistico e biologico, tanto inevitabile quanto squisitamente satirico:
come verrà eseguito materialmente questo plateale sfregio al segnale di "Inizio centro abitato"?
Insomma l'annunciato sfregio urinario avverrà con un
gesto fatto in piedi da ex maschio o più comodatamente accovacciata da femmina?
Se per i terminali dell'anagrafe e dello Stato civile italiano il soggetto è a tutti gli effetti una donna (con tanto di dicitura "Sesso: Femminile" sui documenti), la conformazione chirurgica reale rimane avvolta nel mistero della privacy, lasciando aperto il bizzarro dubbio su come la DE ROSSI intendesse o magari ancora intenda sanzionare la segnaletica di località marchigiana.
Un corto circuito grottesco che fotografa alla perfezione la surrealtà di una vicenda nata oltretutto su tutt'altri motivi, esuli da Filottrano e dai sui 8.832 abitanti + il Sindaco-strano, ovvero sulla regolamentazione dei flussi migratori, fatalmente finita davanti ai magistrati milanesi.

IL RETROSCENA – PERCHÉ IN GIRO NESSUNO NE SAPEVA NULLA?
Fino a questa mattina, la stragrande maggioranza dei cittadini di Osimo e della stessa Filottrano, quasi ignorava i particolari di quanto accaduto da CRUCIANI.
Il motivo di questo silenzio è legato anche ad una precisa strategia di riservatezza e di geografia mediatica, oltre che alla speranza, rimasta tale, di pubbliche scuse da parte della signora. Mai pervenute.
L'evento si consumò il
5 giugno 2026 all'interno quell'autentica arena di parole in libertà denominata "La Zanzara", attraverso i microfoni nazionali di Milano.
Come ricordato la Giunta di Filottrano ha preferito non sbandierare ai quattro venti lo scontro, evitando il clamore locale e lavorando sotto traccia per tre mesi, durante tutta l'estate, nella speranza di far altro.
Così il caso è uscito dal radar dei podcast di Radio 24 solo oggi,
9 settembre 2026, dopo che l'atto legale è stato ufficialmente blindato e depositato in Tribunale.
ATTIVISTA DE CHE? LA SCINTILLA SULLA "REPRESSIONE"
Per comprendere lo scontro bisogna prima presentare il personaggio, totalmente sconosciuto al pubblico osimano.
Tal Clizia DE ROSSI è un'attivista trans fiorentina che si muove sui palcoscenici mediatici come paladina dei diritti delle persone transgender, della galassia LGBTQ+ e dell'animalismo vegano più radicale.
Il finimondo è scoppiato lo scorso
5 giugno 2026 proprio a causa di questo suo Dna ideologico ultra-progressista.
Nel bel mezzo di una diretta incentrata sulla gestione dei flussi migratori e sulla
"remigrazione", il sindaco di Filottrano,
Luca PAOLOROSSI, ha lanciato una tesi politica tranciante, definendo quel concetto ormai superato per introdurre l'opportunità e la necessità della
«repressione», quando più utile alla società.
Una parola, "repressione", che ha fatto letteralmente saltare sulla sedia la DE ROSSI, spostando istantaneamente lo scontro dall'arena politica al fango degli insulti territoriali.
GLI INSULTI AL MILLIMETRO: «PAESINO DI TROGLODITI»
Contrariata dalla linea dura sulla sicurezza e dalla gestione del Primo cittadino (eletto nel giugno 2024), la DE ROSSI ha perso il controllo, aggredendo verbalmente il Sindaco-sarto:
«Ce l'ho con questa gentaglia che si permette di votare questo soggetto, senza arte né parte, né titolo di studio. Pensi a cucire, non a fare politica».
Davanti al tentativo di replica di PAOLOROSSI (
«Si vergogni per quello che ha detto del mio paese»), l'attivista invece ha rincarato la dose:
«Sarete quattro gatti in croce, quattro coglionazzi. Paesino di trogloditi. Spero che Filottrano venga cancellato, radiato dall'Italia», per poi aggiungere la famosa minaccia del "piscio" sul segnale di località d'ingresso.
LA MOSSA DEL COMUNE SUL FILO DEI 90 GIORNI
Se l'attivista toscana pensava che le sue invettive sarebbero svanite nel dimenticatoio, ha fatto male i conti con la Giunta di Filottrano.
Con una mossa calcolata al millimetro, l'Amministrazione comunale ha approvato la delibera il
4 settembre 2026, muovendosi esattamente
allo scadere dei 90 giorni utili previsti dalla legge per poter sporgere formale querela per diffamazione.
Nessuna reazione d'impulso, ma una strategia legale precisa per blindare l'azione penale proprio sul filo del rasoio prima che i termini scadessero definitivamente.
LA QUERELA A MILANO COSTA PER 730 EURO DI SOLDI PUBBLICI
Per tutelare l'immagine, la dignità e il buon nome dell'Ente e dei suoi abitanti, la Giunta PAOLOROSSI ha messo mano al portafogli della collettività.
Il Comune ha affidato l'incarico legale all'avvocato Massimo SPINOZZI del Foro di Ancona, impegnando una spesa immediata di
729,56 euro (598 euro più Iva) di fondi pubblici per depositare la denuncia-querela presso la Procura di Milano (territorialmente competente per le emissioni di Radio 24).
Un esborso che inevitabilmente ha già acceso la discussione in paese tra chi approva la linea dura e chi critica l'uso di denaro pubblico per una rissa radiofonica.
LO SCOOP DEL COMITATO: CITTADINI PRONTI ALLA PARTE CIVILE
Ma la vera bomba d'inchiesta guardando al futuro è lo scoop raccolto nelle ultime ore: qualora la documentata querela del Comune trovasse accoglimento presso il Tribunale di Milano e quindi la vicenda dovesse formare gli atti di una vicenda per diffamazione, è ferma intenzione della comunità di Filottrano
costituirsi parte civile nel processo attraverso un apposito comitato di cittadini per un risarcimento, anche simbolico, del danno morale.
Una mobilitazione di popolo pronta a scendere nell'arena giudiziaria per chiedere il conto dei danni di immagine alla DE ROSSI.
La battaglia per Filottrano è appena iniziata.
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