venerdì, 01 maggio 2026

ANDREONI IN MISSIONE, SCOPRE LA ROBUR (E I SUOI VOTI): MIRACOLO ELETTORALE A SANT'ARCANGELO DI ROMAGNA

Prima volta in assoluto per l’Assessore allo Sport, mai vista nemmeno al PalaBellini. Scortata dal marito e dal collega Angeletti, la rappresentante della Giunta GLORIO "scopre" il basket a 130 km da Osimo: una folgorazione improvvisa che punta a scippare l'ex feudo di LATINI e lo storico serbatoio di voti roburino

Di Sandro Pangrazi | 01-May-2026 4 min di lettura
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ANDREONI IN MISSIONE, SCOPRE LA ROBUR (E I SUOI VOTI): MIRACOLO ELETTORALE A SANT'ARCANGELO DI ROMAGNA

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Il verdetto del parquet di Santarcangelo di Romagna, con la Giovane Robur ieri sera eliminata dai play-off (79-54) di Serie C, passa quasi in secondo piano rispetto al verdetto politico emerso dalle gradinate del Pala Angels di Sant'Arcangelo di Romagna. 

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In una serata infrasettimanale, a ben 130 chilometri da casa, si è consumato un evento a cui molti stenteranno a credere, se non definendolo "paranormale" per la storia recente della città.

Il "cappello" sul basket: una prima volta assoluta
La vera notizia non è stata la resistenza sul parquet dei ragazzi di coach MARINI (con un MORI da 15 punti), ma il debutto, con presenza in prima fila, dell'Assessore allo Sport Paola ANDREONI (accompagnata per l'occasione dal marito Celestino STRONATI), scortata in Romagna dell'Assessore ai Lavori Pubblici Jacopo ANGELETTI.
Si tratta di una prima volta in assoluto e in molti, dell'entourage roburino, potranno dire "io c'ero": l'Amministrazione Pd a guida GLORIO non era mai stata vista neanche alle partite interne della Robur, nemmeno comodamente seduta sulle poltroncine del PalaBellini. 
Un’apparizione che ha lasciato di stucco i molti tifosi al seguito per l'occasione, considerando l'atavica atapia dell'Amministrazione Dem osimana verso il basket e la scarsa dimestichezza personale, con la disciplina, della ANDREONI... al punto che tra i maliziosi c'è stato tempo di scherzare sulla sua capacità di distinguere un pallone da basket da uno di pallavolo!

La GLORIO apre ufficialmente il dopo-LATINI
Cognizioni baskettare a parte, questo improvviso "innamoramento" della rappresentante della GLORIO sa di investitura ufficiale per la nuova società di Mirko MARCHEGIANI; una mossa alla luce del sole che non nasconde un preciso calcolo politico: mettere il cappello su un ambiente che per 20 anni tondi è stato un feudo di riferimento dell'odiato Dino LATINI. 
Affrancando la Robur dal suo storico "alter ego" politico, la Giunta GLORIO, parlano i fatti, punta a incamerare un serbatoio di voti che finora le era stato precluso, trasformando la passione per la palla a spicchi in una ipoteca di longevità amministrativa.

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Calcio e affari: l’incognita Osimana
Mentre nel basket si gioca di presenzialismo, nel calcio la partita è più opaca. 
La crisi irreversibile dell'Osimana (si parla di fuggi-fuggi tecnico in atto e di difficoltà persino a garantire l'iscrizione al prossimo campionato), con la tifoseria in aperta rivolta contro la proprietà del Presidente a stipendio Antonio CAMPANELLI, sta spingendo il Sindaco Michela GLORIO a un interessamento diretto. 
Le voci su un possibile passaggio di consegne all'imprenditore sanseverinate Remo RANZUGLIA si fanno insistenti, legandosi a doppio filo all'attualità politica.
RANZUGLIA è infatti la figura chiave dietro l'operazione del trasferimento del Poliambulatorio a San Biagio, progetto appena sdoganato dal Consiglio comunale, l'altra sera, tra mille polemiche tutte ancora da sviluppare. 
L’ipotesi che l’imprenditore possa farsi carico del futuro dell'Osimana, su input del Comune, se confermata, aprirebbe a scenari positivi ma anche di estrema cautela: il rischio è che il salvataggio sportivo diventi il collante di un asse politico-immobiliare dai confini molto sottili e dall'esito a dir poco imprevedibile.

Una stabilità a quale prezzo?
L’Amministrazione GLORIO, dunque, in attesa di pagare le rate per la compravendita dalla Aces del bollino "Città europea 2028 dello Sport", dimostra una sensibilità estrema verso le due maggiori pratiche cittadine, seguite con passione, nonostante gli scarsi risultati sul campo, da numeri importanti di osimani. 

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La strategia appare chiara: governare il consenso sportivo per blindare quello politico. 
Tuttavia, restano gli interrogativi: questo attivismo sarà a scapito degli altri sport? 
E soprattutto, quali possibili scheletri nell'armadio potrebbero emergere da operazioni che potrebbero legare a doppio filo, così strettamente, le sorti dei due club, gli interessi privati e quelli pubblici?
Osimo osserva, tra lo stupore di scoprire la ANDREONI persino in trasferta e la prudenza per un futuro scritto più nelle segrete stanze che non sui campi di gioco.

 

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