domenica, 01 marzo 2026

PROVINCIALI, LATINI E I CIVICI SPARISCONO DAL LOGO UDC, CENTRO-DESTRA DI NUOVO NEL CAOS!

L’ennesimo sgarbo politico (del solito Ciccioli?) consumato sulla pelle di Paolorossi: in locandina ricompare il vecchio scudo crociato Udc mentre le Liste Civiche vengono cancellate per editto di Fratelli d'Italia sottoscritto dal Governatore Acquaroli

Di Sandro Pangrazi | 01-Mar-2026 5 min di lettura
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PROVINCIALI, LATINI E I CIVICI SPARISCONO DAL LOGO UDC, CENTRO-DESTRA DI NUOVO NEL CAOS!

di Sandro PANGRAZI
Se la politica fosse una partita a scacchi, il Centro-Destra marchigiano avrebbe appena deciso di mangiare i propri alfieri pur di non condividere la scacchiera. 
Il caos politico che sta agitando le acque delle elezioni Provinciali non è un incidente di percorso, ma una strategia precisa, firmata sotto traccia dal solito e inconfondibile Carlo CICCIOLI e dalla regia di Fratelli d'Italia. 
Un modus operandi che prosegue con una continuità al limite del masochismo conclamato, tutto giocato sulla pelle del candidato Presidente Luca Paolorossi.

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Il logo Udc-Liste Civiche comparso nella scheda elettorale di settembre 2025, valso l'elezione di un Consigliere regionale a sostegno di Francesco ACQUAROLI. Come per magia l'immagine grafica è sparita... sostituita in locandina dal solo Scudo Crociato!

L'EPURAZIONE GRAFICA: IL LOGO DELLA DISCORDIA
Il casus belli esplode con la pubblicazione online della locandina ufficiale per una conferenza stampa di domani mattina ad Ancona. 
Ad un occhio distratto potrebbe sembrare routine, ma la politica è fatta di simboli e quelli presenti (o assenti) parlano chiaro. 
Nella "parata" di loghi che sostengono PAOLOROSSI figurano tutti: da Forza Italia a Fratelli d’Italia e fino alla Lega; a scendere persino I Marchigiani, i Civici Marche e Noi Moderati.
Manca però un pezzo fondamentale, rimosso chirurgicamente. 
Il logo "Udc-Liste Civiche" è stato brutalmente tagliato, sostituito dal solo, vecchio scudo crociato dell’Unione di Centro. 
Una sigla che, tecnicamente e politicamente, nel panorama attuale delle Marche non ha una sua esistenza autonoma fuori dal patto con le formazioni civiche. 
Perché questa rimozione? La risposta va cercata nei palazzi del potere regionale, dove le Liste Civiche targate Dino Latini sembrano ormai essere diventate "reiette" non solo per Ciccioli, ma ora, per proprietà transitiva, anche per il Governatore Francesco ACQUAROLI

La prova dell'avvenuto sgarbo politico: tutti presenti i partiti, piccoli e grandi, del settebello del Centro-Destra marchigiano, tranne i 3.508 voti targati Liste Civiche (Dino LATINI)

IL CALCOLO DEL DISPREZZO: I NUMERI DI LATINI
Non si tratta di un refuso, né di un infortunio tipografico. 
Nessun grafico si sognerebbe di resuscitare un logo superato senza un ordine preciso dall’alto. 
È un’operazione di "pulizia etnica" elettorale: si vuole incassare il sostegno senza riconoscerne la dignità politica.
Eppure, i numeri dicono altro. Il settebello del Centro-Destra marchigiano dovrebbe essere completato dai 3.508 voti (il 3,81% della coalizione) portati in dote a settembre, cinque mesi fa appena, dalla lista Udc-Liste Civiche. 

 


Metro al collo significa, in codice "Pecora nera", Luca PAOLOROSSI in modalità di attacco. Vedremo lunedì mattina ad Ancona

Ma il dato che scotta davvero è quello interno ai palazzi: Dino LATINI, pur ferito da molteplici coltellate alle spalle, è ancora in grado di muovere il voto di una decina di consiglieri che, nel complesso meccanismo delle elezioni provinciali, valgono circa 2.500 voti ponderati.
Il messaggio recapitato a Latini dal duo Ciccioli-Acquaroli è brutale: "Prendiamo i tuoi 2.500 voti ma cancelliamo il tuo nome". 
Un atto di arroganza che rischia di trasformare una conferenza stampa di presentazione in un funerale della coesione interna. 
Come può PAOLOROSSI, già in ritardo su CARNEVALI rispetto al voto annunciato, sperare il 15 marzo in una possibile vittoria serena... se la sua stessa coalizione decide di darsi una martellata sugli zebedei ed emarginare chi sposta equilibri fondamentali?

Carta canta ma villan (non) dorme... Possono ancora servire a PAOLOROSSI, se non a CICCIOLI, i 2.500 voti ponderati in mano alle Liste Civiche in provincia di Ancona?

 

IL SILENZIO DI PAOLOROSSI E IL REBUS DEI RELATORI
In questo scenario di macerie e miserie umane e politiche, resta da vedere come si muoverà il solo, imbarazzato, Luca PAOLOROSSI. 
Il candidato Presidente accetterà di farsi commissariare l'immagine della coalizione o avrà il coraggio di pretendere rispetto per tutte le componenti che dovrebbero portarlo alla vittoria? 
Subire in silenzio questa "sparizione" grafica significherebbe partire già zoppi, ostaggio dei veti incrociati dei partiti maggiori che preferiscono la purezza ideologica (o la vendetta personale) alla matematica elettorale.

Senza parole l'ambiente osimano vicino a Dino LATINI, appena quotato, elettoralmente, rappresentante il 17% del voto cittadino

E domani, chi salirà sul palco per l’Udc? In assenza di LATINI, il Centro-Destra dovrà inventarsi un rappresentante "di facciata". 
Si muoverà da Recanati il solito Luca MARCONI, ormai abituato a suggerire e interpretare ruoli di equilibrio in situazioni precarie o dovrà intervenire da Roma l’unica voce spendibile rimasta, quella di Antonio SACCONE? 
Il rischio concreto è quello di una scena muta: una sedia vuota per protesta o, peggio, per esaurimento degli aventi diritto a parlare.
La strategia di CICCIOLI sembra chiara: centralizzare tutto e cancellare il civismo che non abbassa la testa. 
Ma la storia insegna che, a forza di umiliare gli alleati, l'unico risultato certo è il corto circuito politico. Domani mattina capiremo se PAOLOROSSI sceglierà di essere un Presidente di coalizione o l'ennesima pedina sacrificabile nel risiko di Fratelli d'Italia.

Carlo CICCIOLI, 73 anni compiuti. E sentirseli tutti.

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