SALVIAMO IL SOLDATO CROSETTO?
Il Ministro della Difesa "ostaggio" del duty-free: mentre il mondo trema, l'Italia scopre che il suo "scudo umano" è rimasto bloccato nel traffico aereo di Dubai come un turista non "Alpitour"

di Sandro PANGRAZI
C’era una volta la "Folgore", intesa come rapidità d’azione e prontezza di riflessi.
Oggi, più che alla Folgore, il Ministero della Difesa italiano sembra ispirarsi alla nota pubblicità degli anni '90: "Turista fai da te? No Alpitour? Ahi ahi ahi!".
Solo che al posto del malcapitato viaggiatore in bermuda, stavolta nel mezzo del deserto (metaforico e reale) ci è finito lui: Guido Crosetto!

L'Iran conferma: Ali KHAMENEI morto sotto le bombe. CROSETTO parrebbe in salvo...
L’UNICO MINISTRO "IN TRANSITO"
È mai possibile che, mentre i cieli del Medio Oriente si riempivano di droni e missili, il titolare della Difesa di una nazione del G7 fosse l’unico al mondo a farsi sorprendere come un turista qualsiasi in attesa del volo low-cost? Tutto il pianeta sapeva, le cancellerie bollivano, i servizi segreti di mezzo globo erano in allerta massima.
Ma a casa Crosetto, evidentemente, la notifica dell'attacco iraniano deve essere arrivata con lo stesso ritardo dei treni regionali il lunedì mattina.
Mentre i suoi colleghi stranieri coordinavano sale operative e movimenti di truppe, il nostro Gigante Buono della Difesa si ritrovava a testare la comodità delle poltrone dell’aeroporto di Dubai.
Un affronto? No, un primato mondiale: l’unico Ministro della Difesa che, invece di difendere i confini, deve sperare che non gli cancellino il volo per tornare a casa.

Per l'Italia la solita figura di M a livello internazionale! Stavolta aggravata pure dal ruolo di CROSETTO
L’INSIPIDERE DEI SERVIZI (E DEL BUON SENSO)
Passi per l’insipienza dei nostri Servizi segreti, che sembrano aver ricevuto il dispaccio sulle operazioni in corso quando i radar stavano già andando in pensione.
Ma il buon senso, quello con la "B" maiuscola, dove abita?
Se il mondo è una polveriera, forse restare a Dubai – noto snodo aeroportuale a un tiro di schioppo dalle aree calde – non è proprio la mossa da manuale del perfetto stratega.
A meno che il piano non fosse quello di mimetizzarsi tra i grattacieli, grazie alla stazza, sperando che nessuno notasse l'assenza di CROSETTO al tavolo del comando.

Anche per Giorgia MELONI un impatto mediatico da voto 4. Nell'aerea sotto attacco vivono almeno 30.000 italiani, teoricamente ma anche in pratica a rischio. Almeno per i prossimi giorni. Un minimo di maggior partecipazione al dramma di tanti connazionali non sarebbe guastato
GIORGIA E IL "REBUS" DUBAI
E in tutto questo, che fa la Premier Meloni? Oltre a preoccuparsi di come stanare il suo Ministro dalla "gabbia dorata" degli Emirati, ci si aspetterebbe un sussulto.
A Dubai vivono 30.000 italiani: lavoratori, famiglie, gente che magari, vedendo i missili volare, un po' d'apprensione l'ha provata.
Ci saremmo aspettati un TG in edizione straordinaria, una faccia rassicurante, un piano di espatrio preventivo o almeno un "messaggio alla Nazione" che non fosse un post su Instagram. E invece? Solo Festival e silenzio. Sanremo o nulla.
O meglio, il rumore di sottofondo di un governo che sembra più impegnato a gestire i ritardi dei propri membri che le emergenze internazionali.
CONCLUSIONE: CHI CI DIFENDE DAI DIFENSORI?
La situazione sarebbe tragica se non fosse, appunto, ridicola. Mentre il mondo ridisegna gli equilibri geopolitici, l'Italia si interroga: ma se scoppia la Terza Guerra Mondiale, Crosetto avrà almeno i punti sulla carta fedeltà della compagnia aerea?
Restiamo in attesa che il "Soldato Guido" venga rimpatriato.
Nel frattempo, per la prossima crisi internazionale, consigliamo al Ministero un abbonamento a un buon servizio di previsioni meteo... o almeno un consulente viaggi più sveglio.



