AI LATINIANI UN 17% CHE SA DI RESISTENZA MA CHE NON FERMA LA "TIRANNIA" DELLA GLORIO
L’analisi delle Liste Civiche certifica la resilienza granitica dei Civici da sempre, nonostante l'astensione del 2025. Tuttavia il calo della Glorio (quotata al 45%) non riapre i giochi: con il quorum abbattuto presumibilmente al 40%, la Sinistra vincerà ancora e sempre. Il grazie di Osimo al miope ostruzionismo dei Piraniani che, dopo aver abbattuto l'Amministrazione nel 2024, continuano ad impedire un fronte politico comune, regalando la città agli avversari fino al 2035

L’ultimo studio demoscopico commissionato dalle Liste Civiche "da sempre" a un’importante agenzia milanese non è solo una fredda sequenza di numeri, ma la cronaca documentata di un’occasione sprecata.
Il dato che emerge con più forza è la straordinaria resilienza dei Latiniani, che si attestano su un solidissimo 17%.
Si tratta di un risultato che va oltre la semplice statistica: rappresenta la vittoria di un’identità politica che, nonostante la scelta obbligata di non partecipare direttamente alla competizione elettorale del 2025, è rimasta profondamente radicata nel tessuto sociale osimano.
Questo "zoccolo duro" dimostra che esiste una parte consistente della città che non riconosce altri altra guida, se non quella del civismo storico.

Il sondaggio reso pubblico dalle Liste Civiche da sempre che fotografa l'intendimento attuale degli osimani al voto
Il paradosso del quorum: l'alleato inaspettato della Sinistra
Tuttavia, questa resistenza rischia di infrangersi contro il nuovo scenario normativo che si profila all'orizzonte. Il Governo da tempo sta lavorando a una riforma che punta ad abbassare il quorum per l'elezione diretta del Sindaco dal 50% al 40%.
In un contesto normale, il calo del Sindaco Michela GLORIO — passata dal 57,3% della vittoria del 2025 a un attuale 45% — aprirebbe le porte a un ballottaggio dall'esito incerto.
Con la nuova soglia, invece, il 45% della Glorio si trasformerebbe in una blindatura corazzata.
La Sinistra vincerebbe al primo turno non per un aumento di fiducia, ma per la semplice dispersione dei voti avversari.
In questo schema, la frammentazione diventa un suicidio assistito: i Latiniani al 17% e i Piraniani al 21% (oltre alla Fiamma a guardare col suo 12%) continuano a correre su binari paralleli che non si incontrano mai, garantendo all'attuale maggioranza di estrema Sinistra, sconosciuta al sentiment cittadino, una permanenza indisturbata fino al 2035

Le variazioni, dal Centro-Destra al Centro-Sinistra, rispetto al voto reale di 9 mesi fa.
L'ombra del 2024 e l'ostruzionismo Piraniano
L'analisi mette però l'accento sulla vera "ferita aperta" della politica osimana: la responsabilità storica della compagine Piraniana.
Il sondaggio rivela che i cittadini giudicano ancora come un errore imperdonabile la caduta dell'Amministrazione nel 2024, causata proprio dai Piraniani dopo un decennio di dura opposizione, dei latiniani, al sistema PUGNALONI.
Questa incapacità di fare fronte comune non è un retaggio del passato, ma un limite attuale e paralizzante. Nonostante i numeri dicano che l'unione delle due anime civiche (un potenziale 38%, che diverrebbe 50% con l'apporto di FdI) basterebbe a mettere in discussione il primato del Centro-Sinistra, i Piraniani appaiono ancora oggi impossibilitati a superare la logica dello scontro fratricida.
Preferire la vittoria del "nemico" politico piuttosto che la collaborazione con l'ex alleato è la dinamica che sta regalando Osimo alla Sinistra per i prossimi dieci anni.
Mentre i Latiniani hanno mantenuto la loro coerenza pur restando fuori dai giochi nel 2025, la fazione piraniana sembra infatti prigioniera di un ostruzionismo strutturale alla riunione che nega alla città ogni concreta speranza di alternanza.

Dino LATINI, nonostante l'amarezza per la beffa Regionale, tutto sommato naviga tranquillo dall'alto di una zoccolo duro
Verso 2030: un destino già scritto?
Il quadro complessivo è quello di uno stallo muscolare dove la Sinistra vince per mancanza di sfidanti unitari. Fratelli d’Italia tenta una timida scalata al 12%, ma senza l'apporto compatto del mondo civico ogni sforzo appare vano, velleitario in partenza.
I cittadini osimani si trovano così davanti a un paradosso: la maggioranza di governo è in caduta libera nel gradimento, ma resta l'unica opzione percorribile a causa della balcanizzazione del Centro-Destra.
Senza un atto di umiltà e una visione strategica che metta fine alla guerra tra civiche, il 2030 sarà solo la replica di un copione già visto.
La forza dei Latiniani è una base di partenza eccezionale, un tesoro di consensi che attende solo di essere messo a sistema.
Se però prevarrà ancora l'incapacità dei Piraniani di voltare pagina, Osimo rimarrà ferma al palo, condannata a un altro decennio di insapore Amministrazione GLORIO per conclamati demeriti altrui.



